
Sei nella categoria eco sviluppo sostenibile e ambiente - Torna indietro »Il Comune di Milano dice no a Piano: si preferisce il cemento agli alberi
Sotto gli archi della Scala il sindaco ha espresso la sua contrarietà alla piantumazione di 200 alberi in quell'asse che va da Duomo a Cordusio. Il progetto era stato lanciato come proposta e idea dal Direttore Abbado, mentre il progettista reale che aveva disegnato la fattibilità esecutiva del medesimo è stato l'architetto Renzo Piano. Il progetto e la proposta aveva acquisito interesse da parte della società civile, gli associazionismi ambientalisti, gli enti e alcuni imprenditori, tanto che il direttore generale Coca Cola Italia ha detto di disporre finanziamenti per la sua realizzazione. Il sindaco aveva qualche settimana fa fatto un sopralluogo con il progettista e aveva espresso favore all'idea: tanto da dare le prime date e stime temporali per la sua ultimazione, si parlava di 2013. Ora tutto è bloccato per questioni di soldi e finanziamenti. Letizia Brichetto dice che a fronte dell'ultima lettera ricevuta da Renzo Piano aveva convocato il suo staff urgentemente che si è trovato a dover dare diniego alla proposta. Secondo il sindaco 2 milioni di euro sono troppi per portare 200 alberi in centro. L'assessore all'Arredo Urbano Cdeo ha addirittura rincarato la dose nella sua opposizione: parla con termini molto discutibili di preferire di portare alberi in periferia alla "sciura Brambilla" (sic!) piuttosto che investire un'elevata cifra per la realizzazione del progetto in centro. Un ottimo senso di politica urbanistica quello espresso dall'assessore, che denota come vi sia contraddizione in politiche finora avviate per assicurare appalti per nuove costruzioni e cementificatori, soprattutto in quelle periferie a cui ora sembra rivolgersi Cadeo. Ed è proprio su questo punto che denoto come scoppia la contraddizione insanabile di questa giunta. I soldi per appaltare lavori di intervento edilizio alle solite imprenditorie edificatrici ci sono sempre stati: Montecity Rogoredo, in cui si palesa il giallo delle bonifiche, fatture truccate e enti finiti sotto sequestro, ex Scalo di Porta Vittoria, il cui terreno e ritornato sotto l'egida del vecchio proprietario, soggetto a denuncia per bancarotta fraudolenta, Isola Garibaldi dove è chiara l'intenzione di demolizione della vcita sociale e culturale di un intero quartiere. Ma aggiungerei anche i progetti di edificazione futuristi previsti per Amendola Fiera, oppure per Rubattino, e, infine, i progetti rimasti sulla carta per Porto di Mare dove trasferire la Città della Giustizia. I soldi, dunque, ci sono nelle casse del Comune, ma vengono devoluti prioritariamente per avviare gare d'applato con capitolati di differente portata a imprese che non riescono, per insolvibilità dei debiti o per questioni amministrative interne di dubbia legittimità, a completare lavori di edificazione di alta portata. Il diniego da "amministrazione di condominio" del sindaco e del suo "staff" non è piaciuto a esponenti consiglieri della stessa maggioranza, la lega per esempio, aprendo nuovamente uno scontro e una divisione su linee politiche, ormai caratterizzante una Giunta in palesa difficoltà e sotto fuochi incrociati e amici. Non comprendo, quindi, che cosa significhi adottare questo rigorismo per un progetto di estensione del verde in centro città, come in tante altre città europee, che non è in alternativa, come invece asserisce Cadeo, alla realizzazione dell'ampliamento delle aree verdi nelle periferie della città. Forse un appalto per interventi edilizi soddisfano maggiormente certa imprenditoria amica, piuttosto che garantire alla cittadinanza la possibilità di respirare bene, come più volte asserito e auspicato da Abbado in diversi interventi. Una cosa è certa: Abbado non tornerà a suonare alla Scala dato che il progetto ha ricevuto lo stop degli amministratori. Un'altra questione si apre: qual'è l'idea di sviluppo di città previsto da questa maggioranza?Perchè un simile progetto non è stato inserito nel PGT, ancora sottoposto a discussione, interrotto a causa delle inchieste che sono state avviate in riferimento ai progetti deliberati dalla Commisione Edilizia, fino a poco tempo fa diretta da un consigliere accusato e condannato per concussione, Milko Pennisi. Le affermazioni dell'esponente di Assoedilizia palesano quanto tale politica sia ormai totalmente supina dalle geometrie degli interessi edificatori e di intervento cementificatore. Interessi privati si intende, magari corporativi e consociativi, a discapito di una città che è sempre meno europea e che soffre di una miopia assoluta e assurda, intollerabile, di una classe amministratrice incapace di disegnare uno sviluppo armonico, moderno e sostenibile della metropoli.
Alessandro Rizzo
Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo
Consiglio di Zona 4 Milano
EMISSIONI SOSTENIBILI: 7° CONVEGNO NAZIONALE
locali per ridurre la CO2
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Lunedì 14 dicembre
Presso Sala Consiglio di Palazzo Turati
Camera di Commercio di Milano
Via Meravigli 9/B - Milano
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ore 9.00 REGISTRAZIONE DEI PARTECIPANTI
ore 9.15 SALUTI ED INTRODUZIONE
Guido Pollice
Presidente VAS
Elena Jachia
Fondazione Cariplo, Direttore Area Ambiente
Rappresentante di
Provincia di Milano
Rappresentante di
Camera di Commercio
ore 9.30 SESSIONE 1 ANALISI E VALUTAZIONI
Chairman: Marco Menichetti
VAS Lombardia, Responsabile Osservatorio Immissioni ed Emissioni Sostenibili
La redazione di inventari delle emissioni di CO2 a livello territoriale
Ernesto Taurino
ISPRA - Servizio Monitoraggio e Prevenzione degli impatti sull’Atmosfera
I conti regionali NAMEA delle emissioni atmosferiche per l’analisi delle dinamiche
economico-ambientali a livello territoriale
Giusi Vetrella
ISTAT - Istituto Nazionale di Statistica
L’aria e le emissioni in Lombardia
Giorgio Nebbia
Università di Bari, Professore emerito di Merceologia
Il Comune ideale: buone pratiche ambientali nelle municipalità lombarde
Stefania Mancuso e David Guerra
Università degli Studi di Milano, Facoltà di Lettere
e Filosofia, Corso di Laurea in Scienze e Culture dell’Ambiente e del Paesaggio
ore 10.45 PAUSA CAFFE’
ore 11.00 SESSIONE 2 PROGETTI E INIZIATIVE
Chairman: Fabio Fimiani
VAS Lombardia, Presidente
I progetti degli enti locali per la protezione del clima. Il progetto ECOREGION per la realizzazione
di bilanci di CO2 su scala locale
Maurizio Zara
Responsabile Energia, Climate Alliance Italy
Il Piano per una Lombardia Sostenibile
Mauro Brolis *
CESTEC S.p.A. Responsabile Area Energia
* da confermare
La rete delle Regioni
Patrizia Bianconi
Regione Emilia Romagna - Direzione Generale Ambiente, Servizio valutazione impatto e promozione sostenibilità ambientale
Iniziative e progetti per la mitigazione e l’assorbimento delle emissioni di gas climalteranti
Anelisa Ricci
Regione Lombardia - Unità Organizzativa Riduzione emissioni in atmosfera e sostenibilità ambientale
Strategie a favore del clima dei Comuni lombardi
Giorgio Oldrini
ANCI Lombardia, Vicepresidente
Il territorio, la green economy locale e il ruolo del sindacato per la sostenibilità ambientale
Roberto Benaglia
CISL Lombardia, Segretario
My Future e le iniziative di Vodafone Italia per il clima
Marco Proto Mura
CSR Senior Specialist Vodafone Italia
ore 14.00 CONCLUSIONI
Guido Pollice
Presidente VAS
Per info e iscrizioni:
Anna Bruneri
Tel. 02 - 66104888
Fax. 02 - 89076020
www.vaslombardia.org www.fabiofimiani.it
Arte salvata 2009
Le iniziative lungo lo stivale
Il dossier
La formazione dei volontari
I volontari di Legambiente in emergenza
Un progetto da contestare: la superstrada Malpensa
Il progetto per la superstrada di collegamento tra Malpensa e Tangenziale Ovest sarà nuovamente in discussione in Regione. Ma esiste una buona notizia: aumentano i comuni che si oppongono alla realizzazione del progetto di costituire una trentina di chilometri di superstrada a dir poco invasiva dal punto di vista ambientale, urbanistico, sociale. La superstrada dovrebbe collegare Malpensa con la Tangenziale Ovest, invadendo letteralmente il Parco del Ticino e il Parco Sud, compresa la riserva Mab (Man and biosphere), sottoposta a tutela da parte dell'Unesco. Atribuzione, questa, che ha già garantito a Domenico Finiguerra, il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, la possibilità di fare ricorso alla stessa autorità internazionale. Da Albairate a Cisliano, che hanno già disposto ricorsi al TAR per diversi dubbi di eccezione in merito al progetto stesso, per arrivare a Cusago, Robecco e Ozzero, che hanno già previsto opposizione al parere di competenza previsto come passaggio amministrativo in Comune.
Considero questo un atto importantissimo che avvalla e garantisce ulteriore credito politico e sociale alle lunghe battaglie promosse inizialmente da Finiguerra, nell'opporsi con determinazione e con il consenso popolare della propria città a ogni progetto di scempio e di devastazione del territorio. Occorre anche definire questo sentimento comune come una rivincita sociale e culturale dei comuni che costeggiano le aree interessate, difendendo un patrimonio agricolo fondamentale per l'economia e per l'ambiente della Provincia e della Regione. E, infine, penso che sia un'ufficiale smentita e un'occasione di revisione delle politiche "stradiste" che vedono il trasporto e la mobilità affidate a trasferimenti su gomma anzichè su ferro o su vie fluviali, ne abbiamo tante in provincia. Penso che anche per la Provincia l'uscente amministrazione abbia da valutare questo dato, smentendo le pretese appaltatrici a società edificatrici stradali, che avrebbero investito maggiormente su progetti di reti viarie devastanti e inutili dal punto di vista sociale, economico, ecologico.
Alessandro Rizzo
Candidato alla Provincia di Milano
Un'Altra Provincia - Massimo Gatti Presidente
http://www.facebook.com/profi
Milano: Farmer Market anche al sabato
Lester Brown: "L'entusiasmo del cambiamento"
Esclusiva LifeGate. Intervista a Lester Brown: "L'entusiasmo del cambiamento"
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Lester Brown è uno dei massimi esperti di problemi ambientali al mondo. La redazione di LifeGate lo ha incontrato a Milano, alla sede di Edizioni Ambiente, durante la presentazione del suo ultimo libro, Piano B 3.0. Ecco come risponde alle domande poste da Stefano Carnazzi, Simone Molteni, responsabile del progetto Impatto Zero®.
Lei afferma che, per cambiare la situazione climatica, dobbiamo cambiare il paradigma energetico attuale. Quali cambiamenti sociali ci attendono?
Negli Stati Uniti, un anno fa, il dipartimento dell'energia ha pianificato la costruzione di 151 nuove centrali a combustibili fossili.
Più di 60 di quegli impianti non sono stati costruiti, o perchè l'agenzia statale per la regolamentazione non li avrebbe approvati, o perchè c'era una forte opposizione locale.
Entro la fine di quest'anno, potremo avere una moratoria sulla costruzione di nuove centrali a carbone negli Stati Uniti.
E' un'importante mossa politica, avvenuta così velocemente che anche molti americani ne sono rimasti sorpresi.
Questo ha fatto sì che quattro importanti banche investitrici di New York, JP Morgan, City Bank, Morgan Stanley e Bank of America abbiano dichiarato di non voler più investire in questo tipo di industrie.
Wall Street sta girando loro le spalle.
La cosa interessante in questa faccenda è che si è svolta in modo interamente indipendente dalle direttive di Washington, e le persone che hanno organizzato questo, coinvolgendo anche i giovani, si sono organizzate spontaneamente.
Non dicono "questo è quello che vogliamo fare", ma "questo è quello che stiamo facendo".
E' uno dei risvolti più entusiasmanti della situazione mondiale di oggi.
Se abbiamo successo con questa moratoria, avrà un enorme importanza in tutto il mondo e potrebbe essere la prima grande vittoria nella lotta per il clima.
In questo momento, il governo appena insediato parla di costruire nuove centrali nucleari in Italia. Qual è la sua opinione in proposito?
Quando esaminiamo una risorsa energetica, in particolare il nucleare, consideriamo soprattutto gli aspetti economici.
E' ovvio che, se continuiamo a calcolare solo quanto ci costa l'energia, allora tutti vorranno costruire centrali nucleari.
E' necessario invece includere anche i costi dello smaltimento delle scorie, i costi della gestione del reattore in caso di incidenti, e i costi di commissionamento - che, stando all'esperienza degli Stati Uniti, sono molto più elevati dei costi di costruzione dell'impianto stesso.
Se noi includiamo questi costi, l'energia nucleare diventa non competitiva.
Gli unici luoghi al mondo dove stanno costruendo impianti nucleari oggi sono Paesi dove esiste un monopolio statale per l'energia elettrica, come in Francia o come in Cina, per esempio.
Negli Stati Uniti sono 29 anni che nessuno ordina la costruzione di un reattore nucleare e Wall Street non sta investendo nell'energia nucleare. E c'è una ragione per questo: non è economico.
Secondo lei che ruolo avrà il solare a concentrazione?
La tecnologia del solare a concentrazione si sta espandendo molto rapidamente.
Si sta prendendo in considerazione la costruzione di impianti ad esenrgia solare termica in California, in Nevada, in Spagna, e sono presi in considerazione in numerosi altri Paesi nel mondo. E l'Algeria sta pianificando 6.000 MegaWatts da produrre con impianti solari a concentrazione perchè, quando il suo petrolio sarà finito - non possono esportare petrolio ancora a lungo - hanno intenzione di esportare l'energia solare, sotto forma di elettricità, in Europa tramite cavi sotto il mare.
La cosa interessante della situazione algerina è che hanno sufficiente energia solare nella loro parte di deserto - che occupa la maggior parte del Paese - per fornire energia all'economia mondiale. E' una risorsa vasta e non la stiamo ancora sfruttando appieno.
Negli Stati Uniti 3 stati hanno abbastanza energia eolica che, se sfruttata, potrebbe soddisfare il loro intero fabbisogno di energia elettrica.
Il problema non è se possiamo usare le energie rinnovabili ma come farlo al meglio e il più velocemente possibile per ridurre le emissioni di CO2 e savare, per esempio, i ghiacci della Groenlandia.
Come possiamo cambiare i nostri comportamenti per cambiare il mondo?
Molte persone si aspettano che io dica "riciclate i giornali" o "cambiate le lampadine", e queste cose sono molto importanti.
Ma siamo in una situazione, adesso, in cui è necessario ristrutturare l'economia, dobbiamo cambiare il sistema. Dobbiamo rimpiazzare una vecchia economia basata sul petrolio con una nuova.
Dobbiamo puntare sulle energie rinnovabili, diversificare il sistema dei trasporti, e riusare e riciclare tutto quello che possiamo.
Questa è la sfida che stiamo affrontando. Significa diventare politicamente attivi: se vogliamo cambiare il sistema questo è il modo di farlo, e non solo esprimendo un voto alle elezioni, scegliendo un candidato, ma anche organizzandosi in associazioni per opporsi agli impianti a fonti fossili, ad esempio, o per sviluppare programmi di riciclo, entrando nello specifico e cercando di capire cosa serve realmente per cambiare il sistema.
Chiara Boracchi
Premio Ambiente e Legalità
Da sempre Legambiente è impegnata attivamente nel contrasto dei fenomeni di illegalità ambientale, nella consapevolezza che i cittadini, i comitati, le associazioni, coloro i quali vivono quotidianamente a stretto contatto con il territorio, rappresentino una risorsa fondamentale nel contrasto all'illegalità ambientale e nella difesa dell'ambiente in cui viviamo, accanto al lavoro delle forze dell'ordine e dell'autorità giudiziaria.
“Il Premio Ambiente e Legalità” è finalizzato a raccogliere, mettere in luce e a valorizzare casi, storie, segnalazioni, denunce, indagini, tutte quelle azioni e attività volte a far emergere e a contrastare l'illegalità ambientale nel territorio della provincia di Milano tra il 1 Ottobre 2007 e il 31 Dicembre 2008.
Questo evento rappresenta quindi un'occasione per rendere merito a chi, all'interno della società, in tutte le sue componenti (cittadini, associazioni, scuole, polizie locali, pubbliche amministrazioni ed enti pubblici, forze dell'ordine), ha dedicato attenzione e impegno verso questo grave problema, i suoi pericoli per l'ambiente e per la nostra salute.
Se siete stati protagonisti oppure siete a conoscenza di azioni, attività volte a contrastare fenomeni di illegalità ambientale, quali discariche abusive, scarichi idrici, fenomeni di abusivismo edilizio, etc., potete inviare la vostra candidatura, anche allegando eventuale documentazione (fotografie, articoli di giornale, verbali, perizie tecniche, etc.).
Cliccate qui per scaricare il Bando http://www.legambiente.org/se
Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è il 31 Dicembre 2008.
Una giuria composta da esperti, da chi lavora quotidianamente per contrastare queste pratiche, valuterà le candidature e premierà i casi più significativi nel corso della presentazione del Rapporto Ambiente e Legalità in Provincia di Milano 2008.
I contatti per inviare le candidature e per richiedere informazioni sono:
ceag@legambiente.org
Tel. 02/87386480
Fax 02/87386487
Per il clima contro il nucleare
Per un sistema energetico moderno, pulito e sicuro.
Contro il ritorno al nucleare.
Appello di Legambiente
io ho firmato e tu cosa aspetti farlo?
Alessandro Rizzo
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare
Al Ministro dello Sviluppo economico
Premesso che:
- il nostro Paese è in forte ritardo rispetto agli obiettivi del protocollo di Kyoto:
- l’Unione Europea ha scelto di svolgere un ruolo da protagonista nella lotta ai gas serra, fissando degli ulteriori obiettivi al 2020 (il cosiddetto “20-20-20”): ridurre almeno del 20% le emissioni di CO2 (30% in caso di un nuovo accordo internazionale sul clima), arrivare a uno sviluppo delle rinnovabili tale da garantire il 20% dei consumi, migliorare del 20% l’efficienza energetica;
- l’Italia paga una bolletta energetica molto cara e dipende quasi esclusivamente dalle importazioni di fonti di energia.
Visto che:
- il governo italiano avrebbe deciso di ricorrere al nucleare per produrre il 25% dell’energia elettrica dall’atomo;
- se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, inevitabilmente dirotterebbe sull’atomo tutte le attenzioni e le risorse destinate alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica, abbandonando di fatto le uniche soluzioni praticabili per ridurre efficacemente e in tempi brevi le emissioni di CO2;
Considerato che :
- l’energia nucleare è una fonte energetica che non solo è più costosa di altre ma non ha risolto nessuno dei problemi noti da anni, come ad esempio la produzione e lo smaltimento delle scorie, la contaminazione durante il funzionamento ordinario, i rischi di terrorismo e proliferazione nucleare, l’approvvigionamento del sempre più scarso uranio, i gravissimi e devastanti rischi connessi a possibili incidenti;
I sottoscritti cittadini chiedono al Governo di cambiare immediatamente politica e impegnarsi per:
- un modello energetico moderno, pulito e sicuro, senza nucleare e nuove centrali a carbone, basato su innovazione, miglioramento dell’efficienza, sviluppo delle rinnovabili e sul gas come fonte fossile di transizione, che permetta all’Italia di avvicinarsi agli obiettivi di Kyoto per il 2012 e il rispetto della scadenza europea del 2020;
- rendere più efficiente e sostenibile il modo con cui si muovono le persone e le merci;
- percorrere quel percorso di modernizzazione già intrapreso con successo dai paesi europei più avanzati - come Germania e Spagna -, che grazie ad una strategia energetica innovativa stanno realizzando un fortissimo sviluppo delle rinnovabili tale da permettere anche a loro nei prossimi anni l’uscita dal nucleare.
firma on-line
serve una "cicloruzione"
Riporto un interessante scritto di Bellini, un autore di un blog nato per promuovere l'amore per la bicicletta, la sua utilità, la sua funzionalità, la sua rivoluzionaria portata ... in città.
E consiglio a tutt@ di leggere Trattato di Ciclosofia di Didier Tronchet, un parigino fautore del pensiero sulla mobilità alternativa ...
Alessandro
testo del messaggio:
In città c’è bisogno di una rivoluzione del traffico e lei in qualche misura la sta attuando. Ma la rivoluzione deve riguardare prima di tutto la nostra cultura e le nostre abitudini. L’auto non è mossa solo dal motore ma anche, e soprattutto, dalla predisposizione psicologica al suo uso da parte delle persone.
Serve una “cicloruzione”.
In gioco c’è un nuovo stile di vita da adottare, gran parte del futuro delle nostro territorio e la possibilità di rimetterlo in marcia.
Inutile nasconderlo, la bici ha un antagonista naturale: l'automobile. Non è ideologia, ma autodifesa: mi si perdoni il “personalismo”, ma percorrendo ogni giorno almeno 20 km in bicicletta nutro qualche apprensione.
Un piano serio a favore della mobilità ciclabile deve prevedere lo smottamento culturale della civiltà centrata sull'automobile. Niente paura. Non è terrorismo o neoluddismo, ma banale invito a fare scelte consapevoli, sostenibili e necessarie per l'ambiente e la salute di tutti, anche dei figli di quei fanatici del motore a scoppio.
Come dice Didier Tronchet, nel suo delizioso Piccolo trattato di ciclosofia, “La nuova rivoluzione (cicloruzione) può venire semplicemente da questa alternativa mattutina: prendo l’automobile o la bicicletta?” Un vento importante sta soffiando. Un mix di ragioni economiche, ecologiche e di generale accresciuta attenzione ai temi ambientali si muove sulle due ruote. Di più. E’ in atto una trasformazione psicosociale tra tanti cittadini alle prese con una privata guerra civile tra un “io” che desidera uno stile di vita sano e sostenibile e la realtà che mortifica o rende impossibile tali propositi. Se non si leggono queste dinamiche si rischia l’afasia e ciò non è cosa buona per la politica e per i media che possono invece svolgere un ruolo importante. Non solo intercettando opportunisticamente quel vento. La politica che guarda alla luna, quel vento deve anche suscitarlo. E i media pure.
A entrambi chiediamo di crederci e di impegnarsi con noi, che nel frattempo a Bologna pedaleremo sognando Portland.
Bibi Bellini
www.ilikebike.org
Slim City: la città che fa dimagrire e rispetta l'ambiente
pubblicato: martedì 19 febbraio 2008 da PiccoloSocrate su
I sudditi di sua maestà con problemi di obesità oramai sono più di un quarto della popolazione, in Italia la situazione sta per raggiungere gli stessi livelli: la nostra cara tradizionale dieta mediterranea ha subito le intromissioni dei cosiddetti “junk food” e delle cattive abitudini (vedi saltare la colazione e avere in casa i “cibi tentatori”).
Il professor Philip James, docente della London School of Hygiene, riporta l’opinione degli addetti ai lavori del convegno American Association for the Advancement of Science (la stessa che ha trattato la problematica degli squali). Viviamo in un “ambiente obesogenico” e i rimedi che cerchiamo di utilizzare sono alquanto effimeri, per questo il progetto di “slim city” ovvero la città che stimola al movimento.
Un piano regolatore progettato appositamente con lo scopo di riduzione dell’uso di auto, incentivando mezzi pubblici e sopratutto le vecchie biciclette. Gli accorgimenti di un progetto urbano indirizzato verso la disincentivazione della sedentarietà offrirebbe un ottimo apporto in termini ambientali: marciapiedi più larghi farebbero posto a lunghi filari di alberi e carreggiate più strette non invoglierebbero all’uso dell’auto. Meno ascensori, tv, playstation e condizionatori comporterebbero una vita più sana e la diminuzione dei consumi.
CRITICALMAP: la città disegnata a misura di due ruote
Manifesto
http://www.criticalmap.org
Critical Map è un progetto di "ciclocartografia partecipata": il sito www.criticalmap.org costituisce una piattaforma comune che permette - a chi si muove in bicicletta - di fissare la propria visione dello spazio urbano sulla mappa delle nostre città.
Perché Critical Map
Il nome "Critical Map" ha un doppio significato: da una parte, fa riferimento all'esperienza di Critical Mass, che ha dato origine allo spunto iniziale. Dall'altra, fa riferimento alla possibilità di fissare su una mappa la visione "critica" ed onirica che un ciclista ha della propria città e delle possibilità che il suo territorio può offire.
Obiettivi
Anche l'obiettivo di Critical Map è duplice: da una parte, la Critical Map è una mappa ad uso e consumo dei ciclisti, utile per aver consigli sui percorsi migliori da percorrere in bicicletta, sulle zone da evitare, sui cantieri delle nuove piste ciclabili, ecc.; dall'altra, con Critical Map si dà una rappresentazione della nostra città ideale: come dovrebbe essere la città per venire incontro alle nostre esigenze di mobilità? Con Critical Map possiamo, ad esempio, mostrare alle amministrazioni locali quali sono i punti critici in cui sarebbe utile intervenire, dove servirebbero nuove piste, dove bisognerebbe controllare meglio la situazione del traffico, ecc... Parallelamente a ciò si potranno segnare luoghi o percorsi di utilità o di attenzione per il ciclista urbano: ciclofficine, percorsi della massa critica, fontanelle dove abbeverarsi, luoghi e traiettorie per inventarsi percorsi comuni verso i luoghi di lavoro, studio, divertimento...
In generale, Critical Map è uno strumento per promuovere un'idea di mobilità sostenibile che ha al suo centro la bicicletta.
Un blog dalla strada
Ma non solo: andare in bici per la città è un'esperienza magnifica e può dare sensazioni uniche. Allora sulla Critical Map si potranno segnare luoghi e percorsi legati all'aspetto emozionale (singolare e collettivo) dell'andare in bicicletta: luoghi della memoria, luoghi in cui ti sei innamorato pedalando, luoghi che ti hanno dato emozioni particolari. Potresti anche segnalare che in quel punto, proprio lì, alle 2:03 di mattina, tornando da una serata alcolica, ti sei piantato a terra perchè i tuoi piedi sono scivolati sui pedali...
Critical Map va quindi a costituire una sorta di blog dalla strada, una mappa psicogeografica che si muove come un boa con i "post-it" azzeccati sulla schiena, immaginarie scie che tracciano le nostre nuova città...
Obama ecologista, il governo italiano miope e irresponsabile
Il Direttore Generale del Ministero dell'Ambiente minimizza sulla portata del cambiamento che con Obama può essere avviato nell'ambito ambientale e del sistema bioclimatico. Le prime dichiarazioni del neo eletto Presidente degli USA hanno sottolineato l'importanza di un programma che porti sviluppo e crescita occupazionale nel settore dell'investimento sulle nuove fonti di energia alternativa, sostenibile, naturale, disponibile, non esauribile. E', questa, una dichiarazione programmatica rivoluzionaria possiamo dire in un Paese che è stato il principe dello sfruttamento del petrolio e delle fonti carbon-fossili di approvigionamento energetico, con conseguenze drammatiche per il clima, la salute del pianeta e, soprattutto, i rapporti di pacifica convivenza nella risoluzione di controversie internazionali. Tanto è dimostrabile l'alto livello di coscienza e volontà di cambiare modelli di sviluppo energetico nelle parole di Obama, quanto è palese l'assenza di un programma di sostenibilità ambientale e di promozione della tutela dell'ecosistema. Ricordiamo in Europa qualche giorno fa la grave decisione del governo italiano di sospendere l'adesione al protocollo comunitario, ampiamente sostenuto dall'attuale commissione e dal presidente di turno Sarkozy, che chiaramente non possiamo definire un "ecologista" antelitteram, per questioni di puri costi, senza avere la cognizione della portata contenutistica e sostanziale nel merito della proposta convenzionale.La miopia nell'ambito ambientale dell'attuale governo aumenta di portata se si analizza la volontà dell'attuale esecutivo ad attivare le sciagurate centrali a carbone, come si evidenzia nel prossimo piano dei lavori pubblici a Civitavecchia, oppure come testimonia l'intenzione di rilanciare le centrali nucleari, sinonimo di dispendio di risorse economiche, di dilazionamento dei tempi per la loro esecuzione e piena funzionalità, di conseguenze deleterie in termini ecologici, sociali e culturali dei territori interessati.
Alessandro Rizzo
Roma, Italia — “A proposito della dichiarazione del Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente, Corrado Clini, riportata oggi sul sito de “La Repubblica”, c’è la tendenza a sminuire l’importanza storica che l’elezione di Barack Obama avrà per una svolta a 180° della politica americana sui cambiamenti climatici.” - commenta Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia -“Sono ancora una volta le osservazioni di chi ha fatto il possibile, fino ad oggi, per boicottare le negoziazioni sul clima e che confermano che il nostro è un Ministero contro l’Ambiente.”
Con Obama un futuro energetico pulito
Washington, United states — "In tempi difficili per l'economia, gli elettori hanno puntato sui candidati alla Presidenza e al Congresso che sostengono una grande azione per il clima e l'energia." Così John Passacantando, Direttore esecutivo di Greenpeace Usa, commenta l'elezione di Barack Obama come Presidente degli Stati Uniti. Con Obama ha vinto la volontà di affrontare la sfida per combattere il riscaldamento globale.
dal sito di Greenpeace Italia
La dichiarazione completa di Passacantando:
"Ci congratuliamo con Barack Obama per la sua storica elezione come Presidente degli Stati Uniti. Ha dimostrato l'abilità di unire l'America dietro una visione comune. È una visione di cui gli Stati Uniti hanno urgentemente bisogno per affrontare la triplice sfida della crisi dell'energia, dell'economica e del riscaldamento globale.
Il riscaldamento globale è una delle più grandi sfide che il nostro paese deve affrontare, e gli americani hanno votato candidati che hanno dimostrato chiarate nte di mettere in grassetto le azioni - basate sulla scienza - necessarie per risolvere questa crisi.
Gli americani non si sono fatti prendere in giro dai milioni di dollari che le compagnie petrolifere e del carbone hanno speso durante le elezioni per far deragliare la vera soluzione, o dagli allarmismi dell'ultimo minuto sui costi finanziari per ripulire la nostra economia.
Il nuovo eletto Presidente Obama ha dichiarato che il cambiamento di cui abbiamo bisogno include persone che lavorino per affrontare i cambiamenti climatici e investimenti in un futuro energetico pulito, e gli americani - con numeri storici - hanno risposto a questa visione."
«No alle centrali» Via la campagna anti-nucleare
Intanto una ricerca Demos evidenzia come il 46,8% sia favorevole alla costruzione di centrali atomiche in Italia a vantaggio di un 44,1 contrario (un buon 9% sono quelli indecisi). Numeri che cambiano se il sito da costruire è vicino alla propria abitazione: la percentuale di contrari sale al 50,2% e solo il 41 si dice, invece, favorevole. Insomma l'atomo sì, ma non nel giardino di casa mia. Proprio dalle popolazioni locali partirà la campagna del comitato.
«Il movimento antinuclearista deve radicarsi sui territori - dichiara Massimo Serafini di Legambiente e tra i promotori dell'iniziativa - Deve partire dalle vertenze già esistenti». Ad esempio quelle contro il carbone, l'alta velocità e gli inceneritori. La partecipazione e la democrazia diventano così pilastri centrali. «Sosterremo - è scritto nell'appello di convocazione del comitato - il diritto delle popolazioni a fare valere la loro opinione anche, se necessario, con referendum locali». Non c'è quindi l'intenzione di lasciar sole le località che «rischiano di subire una decisione antidemocratica, calata dall'alto». Né tantomeno quella di aspettare l'individuazione dei siti per essere operativi.
Dal canto suo Berlusconi, dopo aver mandato i militati a Chiaiano e averli annunciati in Val di Susa, sembra intenzionato ad andare dritto per la stessa strada anche col nucleare. Lo lascia pensare anche l'approvazione in parlamento, alla fine di ottobre, della nascita di un'Agenzia apposita. Una scelta, per il governo, indispensabile perché meno inquinante e poco costosa. Argomentazioni rigettate dagli ambientalisti che insistono sui caratteri antieconomici e sull'alto rischio di pericolosità dell'atomo: «Il ritorno al nucleare - dicono - è solo una scelta di business». Per i costruttori dei nuovi siti che si andranno a intascare finanziamenti pubblici. Con le centrali che saranno in funzione tra una decina di anni. Quindi non molto utili per sopperire all'emergenza energetica attuale. Si marcia, inoltre, in direzione opposta alle altre potenze mondiali che stanno cercando un'alternativa all'atomo. Come gli Usa. «Obama ha vinto con un programma che annunciava stanziamenti per la ricerca di energie pulite e rinnovabili», ricorda Carlo Podda, segretario generale della Funzione Pubblica Cgil e promotore del comitato. Un giudizio il suo, specifica, a titolo personale perché «da tempo non si discute all'interno del sindacato sul nucleare, speravamo fosse una decisione ormai tramontata definitivamente». Giorgio Cremaschi della Fiom, anche lui sostenitore del neonato movimento, è però fiducioso: «La posizione - spiega - nella Cgil non è chiarissima, ma alla fine prevarrà il no al rilancio dell'atomo».
Il comitato, comunque, punta a organizzare una conferenza di esperti (tra questi Mattioli e Cini) per articolare una proposta di rilancio «di un'alternativa energetica, basata sulle fonti rinnovabili e il risparmio». Nel frattempo il no al nucleare è una discriminante fondamentale da cui partire.
Terra Madre 2008
In questo programma troverete tutti gli appuntamenti di Terra Madre 2008:
Cerimonie plenarie e Laboratori della Terra: le cerimonie di apertura e di chiusura si svolgeranno al Palasport Olimpico Isozaki (Corso Sebastopoli 123). I Laboratori della Terra, incontri tematici che coinvolgono le comunità di produttori, cuochi, accademici, giovani, studenti, osservatori e tecnici, si terranno al Oval Lingotto. Descrizione completa.
L’edizione 2008 presenta un’importante novità: l’apertura al pubblico dei Laboratori della Terra e delle cerimonie di apertura e di chiusura. Prenotati ora!
Le Conferenze di Terra Madre al Salone del Gusto: importante occasione di incontro tra il pubblico del Salone del Gusto e le comunità del cibo sono le conferenze organizzate al Lingotto, dedicate ai grandi temi di Terra Madre. Descrizione completa.
Ai delegati di Terra Madre è riservato inoltre Alle origini del gusto, un percorso dell'educazione alla sensorialità e gli Incontri Regionali.
Appuntamenti da non perdere fuori dal programma sono I Suoni di Terra Madre, 51 gruppi da 30 nazioni si esibiranno per la salvaguardia della biodiversità musicale all’interno del Lingotto Fiere e dell’Oval. Scopri l’elenco completo dei gruppi e le performance giorno per giorno.
Di seguito trovate gli appuntamenti fuori dall'Oval evidenziati in grassetto.
Giovedì 23 OTTOBRE 2008
15:00 - CERIMONIA DI APERTURA DI TERRA MADRE 2008 (Palasport Olimpico Isozaki)
Venerdì 24 OTTOBRE 2008
10:00 - 17:00 - EDUCAZIONE - Alle origini del gusto (Balconata Oval)
10:00 - Incontro Regionale Africa (sala D)
10:00 - Incontro Regionale Australia (sala C)
10:00 - Incontro Regionale Canada (sala B)
10:00 - Incontro Regionale Est Europa russofona (sala E)
10:00 - Incontro Regionale Italia (sala A)
10:00 - Incontro Regionale Messico, centro America e Caraibi (sala F)
10:00 - Incontro Regionale Norvegia (saletta 2)
10:00 - Incontro Regionale Paesi Baltici (saletta 1)
10:00 - Incontro Regionale Spagna (sala G)
12:00 - Il nuovo progetto dei Presìdi Slow Food® in Italia (Sala Cittaslow, Lingotto)
12:00 - Il futuro del Clima e del cibo (Sala Gialla, Lingotto)
12:00 - Incontro Regionale Grecia e Cipro (saletta 2)
12:00 - Incontro Regionale Paesi Nordici (saletta 1)
13:00 - Incontro Regionale America Latina (sala A)
13:00 - Incontro Regionale Germania e Svizzera (sala B)
13:00 - Incontro Regionale India (sala G)
13:00 - Incontro Regionale Irlanda (sala E)
13:00 - Incontro Regionale Olanda (sala F)
13:00 - Incontro Regionale Svezia (sala C)
14:00 - Incontro Regionale Giappone (saletta 1)
14:00 - Incontro Regionale Nativi Americani (saletta 2)
15:00 - Senza OGM si può (Sala Gialla, Lingotto)
15:00 - L’esperienza della rete delle comunità del cibo e dei Presìdi in Brasile (Sala Cittaslow, Lingotto)
15:00 - Incontro Regionale Asia e Oceania (sala E)
15:00 - Incontro Regionale Brasile (sala D)
15:00 - Incontro Regionale Est Europa e Europa Centrale anglofona (sala B)
15:00 - Incontro Regionale Francia (sala G)
15:00 - Incontro Regionale Regno Unito (sala F)
15:00 - Incontro Regionale Sud America (sala C)
15:00 - Incontro Regionale USA (sala A)
16:00 - Incontro Regionale Austria (saletta 1)
16:00 - Incontro Regionale Economuseums (saletta 2)
18:00 - - Sementi e diritti (Sala Gialla, Lingotto)
Sabato 25 OTTOBRE 2008
10:00 - – 17:00 - EDUCAZIONE - Alle origini del gusto (Balconata Oval)
Percorso dell'educazione alla sensorialità.
10:00 - STRATEGIE - Cibo ai motori? (sala A)
10:00 - PRODOTTI – Patate e altre tuberi (sala B)
10:00 - RETE DELLE UNIVERSITA’ – I progetti (sala C)
10:00 - PRODOTTI E PRODUTTORI - La rete dei caffé di qualità (sala D)
10:00 - EDUCAZIONE - Pensa…che mensa!... (sala E)
10:00 - MERCATI - Modelli partecipativi per lo sviluppo (sala F)
10:00 - SVILUPPO – Produrre qualità con dignità (sala G)
12:00 - I Mercati della Terra®: dalla Toscana al Libano, la proposta di Slow Food per la filiera breve (Sala Cittaslow, Lingotto)
13:00 - Manifesto sul Futuro del Clima e del Cibo (Sala C)
13:00 - RISORSE - Salvare l’Amazzonia utilizzando le risorse edibili della foresta. (Sala E)
13:00 - PRODOTTI – Prima del miele vengono le api (sala G)
15:00 - Quando il cibo ci ammala (Sala Gialla, Lingotto)
15:00 - Slow Food e il Piemonte per l’Africa: la biodiversità come motore per lo sviluppo (Sala Cittaslow, Lingotto)
15:00 - RETE DEI CUOCHI – Sostenibilità al ristorante, sostenibilità dei ristoranti (sala A)
15:00 - MERCATI - Meno passaggi, più fiducia (sala B)
15:00 - RETE DELLE UNIVERSITÀ - I grandi temi di Terra Madre e la didattica (sala C)
15:00 - MERCATI - Le protezioni di origine (sala D)
15:00 - PRODOTTI - Frutta e verdura al mercato globale. (sala E)
15:00 - STRATEGIE – Quando il prodotto parla (sala F)
15:00 - PRODOTTI – Carne: razze autoctone e buone pratiche. (sala G)
18:00 - Crescere o migliorare? (Sala Gialla, Lingotto)
Domenica 26 OTTOBRE 2008
10:00 - 17:00 - EDUCAZIONE - Alle origini del gusto (Balconata Oval)
Percorso dell'educazione alla sensorialità.
10:00 - RETE DEI CUOCHI - Le radici di un menu (sala A)
10:00 - EDUCAZIONE – Le comunità dell’apprendimento (sala B)
10:00 - RISORSE – Acqua e agricoltura (sala C)
10:00 - PRODOTTI – Cereali: identità locali e materie prime globali (sala D)
10:00 - PRODOTTI – Formaggio: tradizione e normative (sala E)
10:00 - MERCATI – A quanto lo posso vendere? (sala F)
10:00 - RISORSE – Tradizione, sostenibilità e tecnologia (sala G)
12:00 - Un’altra viticoltura è possibile (Sala Cittaslow, Lingotto)
12:00 - La sicurezza alimentare, le sfide del cambiamento climatico e la bioenergia (Sala Gialla, Lingotto)
13:00 - PRODOTTI - Miele: tutti i passi verso la qualità (sala E)
13:00 - RETE – La promozione delle fibre naturali (sala F)
15:00 - Crisi alimentare e sfide globali (Sala Gialla, Lingotto)
15:00 - La rete degli school garden (Sala Cittaslow, Lingotto)
15:00 - NUOVE RETI - Giovani, cibo, agricoltura (sala A)
15:00 - DIRITTI – Condividere per proteggere (sala B)
15:00 - MERCATI - Consumatori in cerca di autore (sala C)
15:00 - AGROECOLOGIA – Fermiamo il cemento (sala D)
15:00 - SVILUPPO – Ultima chiamata (sala E)
15:00 - RISORSE - Pastori custodi (sala F)
15:00 - PRODOTTI – Pesce: trasformare e conservare (sala G)
19:00 - CERIMONIA DI CHIUSURA DI TERRA MADRE 2008 (Palasport Olimpico Isozaki)
Nella cerimonia di chiusura, trasformata in un concerto con tutti i crismi, sarà la volta dei torinesi Mau Mau, storici compagni di viaggio di Slow Food, a interpretare e dirigere un concerto dedicato ai suoni di Terra Madre. Una selezione della cinquantina dei gruppi (link all’elenco sulla pagina di TM) che si esibiranno al Lingotto e all’Oval nei giorni precedenti, infatti, condivideranno il palco insieme ai Mau Mau per un concerto irripetibile. Cliccate qua per prenotarvi.
Lunedì 27 OTTOBRE 2008
12:00 - Il cibo è sacro (Sala Gialla, Lingotto)
SALVIAMO L’ITALIA SALVIAMO IL PIANETA
SALVIAMO L’ITALIA SALVIAMO IL PIANETA
MILANO Giovedì 23 ottobre alle ore 17,30 Piazza San Babila
PRESIDIO E APPELLO AL PREFETTO
PER CHIEDERE CHE
Il Governo Italiano firmi subito le misure dell’Unione Europea sui Cambiamenti Climatici - 20% di tagli delle emissioni di CO2; 20% in più di efficienza energetica; 20% di energiea da fonti rinnovabili ENTRO IL 2020
L’Italia non guidi il nuovo patto di Varsavia dei Paesi più arretrati e inquinanti dell’Unione Europea;
Il Governo Italiano la smetta di “illudersi e di illudere” con il nucleare ma scelga l’efficienza energetica, il solare, l’eolico, le geotermia, le biomasse.
Che il sistema delle imprese del nostro paese scelga innovazione e modernità e non scelga un isolamento storico con arretratezza e inquinamento
Tandemobility: car pooling verso una mobilità sostenibile
Cosa si può fare con Tandemobility?
Sviluppare progetti di comunicazione esterna per la promozione dell’immagine aziendale
Avvicinare i dipendenti all’azienda grazie a politiche di incentivazione e implementazione di un servizio innovativo (comunicazione interna)
Gestire la logistica dei trasporti negli eventi.
Migliorare la mobilità
Ottimizzare il traffico in prossimità delle sedi aziendali e dei parcheggi
Fare Team building e ridurre i costi di trasporto in carico ai dipendenti
Emissioni, Enel ancora “maglia nera”
Roma, Italia — Greenpeace presenta la classifica 2007 delle emissioni di anidride carbonica (CO2). Rispetto al 2006, c’è una leggera diminuzione delle tonnellate di CO2 emessa dai settori regolamentati dalla Direttiva europea sull’emission trading (ETS). Tale riduzione, tuttavia, è inferiore a quella delle quote assegnate: il risultato finale è che il disavanzo tra permessi di inquinamento ed emissioni effettive cresce. La “maglia nera” delle emissioni va, come al solito, all’Enel.
In totale l’industria italiana ha fatto registrare nel 2007 un disavanzo complessivo di 25,4 milioni di quote (22,8 milioni di tonnellate nel 2006). Attualmente le quote di CO2 vengono scambiate a un prezzo di 27-28 euro a tonnellata. Se lo stesso disavanzo venisse ripetuto nel 2008, il Paese andrebbe incontro a un costo di circa 700 milioni di euro (il prezzo delle quote del 2007 era invece pari a pochi euro, a causa della sovra-allocazione avvenuta sul mercato europeo per la fase “zero” del sistema ETS – ossia dal 2005 al 2007).TABELLA EMISSIONI
Al settore termoelettrico si deve la maggior parte delle emissioni verificate, settore in cui i “grandi gruppi” contano per circa il 78 per cento delle emissioni del settore termoelettrico. Sono proprio i “grandi gruppi”, inoltre, a far registrare i peggiori risultati i termini di surplus di emissioni. Ai primi posti Enel, con +6,8 milioni di tonnellate, ed Edison, con +6,2 milioni. Enel è di gran lunga il primo emettitore di CO2 in Italia con 46,7 milioni di tonnellate nel 2007: da sola emette quanto la somma del comparto della raffinazione, dell’acciaio e della carta. Il dato è in calo rispetto al 2006 (51,6 milioni di tonnellate), ma questo non è sintomo di alcuna garanzia per il futuro. Greenpeace denuncia anzi che la politica energetica dell’azienda metterà in ginocchio l’intero Paese per quanto riguarda gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. Enel ha infatti intenzione di riconvertire la propria produzione a carbone, il combustibile fossile con le più alte emissioni di gas serra. Nel lungo periodo il piano industriale di Enel indica che l’obiettivo è arrivare al 50 per cento della propria produzione elettrica da carbone. Nel 2009 dovrebbe essere inaugurata la centrale a carbone di Civitavecchia, e il Gruppo intende continuare a convertire a carbone le centrale di Porto Tolle (Rovigo), Piombino, Rossano Calabro più ampliamenti di potenza a carbone nel Sulcis e a Fiumesanto, in Sardegna. Le sole emissioni di CO2 di una centrale come Civitavecchia superano i 10 milioni di tonnellate all’anno. Oltre alla tabella dalle emissioni dei settori soggetti al sistema ETS, Greenpeace mostra anche quali sono i venti impianti italiani più inquinanti in termini di CO2. Per il secondo anno consecutivo la maglia nera va alla centrale Enel di Brindisi Sud, la maggiore centrale a carbone in Italia, con circa 14,2 milioni di tonnellate.
Vittoria! Alt al rigassificatore OLT
in atto pubblico: il Decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che autorizzava l'impianto mentiva nell'affermare che il Comitato di Pilotaggio del Santuario dei Cetacei aveva espresso un parere positivo sulla compatibilità tra rigassificatore e Santuario.
Greenpeace si opporrà a ogni ipotesi di industrializzazione del mare
La centrale di Civitavecchia allontana l'Italia da Kyoto
http://www.greenpeace.org/ita
30 luglio 2008
Roma, Italia — Oggi è stata inaugurata a Civitavecchia la centrale Enel di Torrevaldaliga Nord. E gli attivisti di Greenpeace nella notte hanno proiettato messaggi sulla centrale per ricordare che il carbone è la prima minaccia per il clima globale. Questo impianto è uno schiaffo alle comunità locali che da anni contestano il progetto. Uno sfregio alla politica di riduzione delle emissioni di gas serra.
Eppure dal 1994 a oggi tale quota è scesa dal 21% al 15,7%. Le rinnovabili sono in diminuzione non solo perché la produzione dell'idroelettrico è in calo, a causa delle minori precipitazioni sull'arco alpino, ma anche perché lo sviluppo degli impianti a base fossile è maggiore dello sviluppo delle rinnovabili. Per incrementare l'energia da fonti rinnovabili occorre sviluppare eolico, solare, geotermico e biomasse sostenibili, senza aumentare la capacità degli impianti a base fossile.
Come termine di paragone, basta pensare che nel 2007 il solare fotovoltaico ha ricevuto appena 26 milioni di euro come incentivi in "conto energia" contro i 3,7 miliardi dati alle fonti fossili "assimilate" attraverso il CIP6. Una goccia nel mare.
Greenpeace: bene piano energetico Regione Toscana
Roma, Italia — “Di fronte a un governo che non fa nulla per la riduzione delle emissioni di gas serra e blatera di nucleare, l'approvazione del PIER da parte del Consiglio regionale della Toscana è un segnale che va nella giusta direzione, la stessa indicata dall’Unione europea.” dichiara Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace.
PIANO RIFIUTI - PATTA (PRC): "VOTO CONTRARIO DEGLI ASSESSORI PRC
16.luglio.2008
WORKSHOP IMMISSIONI - "6 MESI DI ECOPASS A MILANO"
Durante il workshop saranno presentati i dati raccolti nel capoluogo nei 6 mesi di Ecopass, mettendoli a confronto con quanto emerso dall'esperienza in atto in Svezia. Saranno riportate le valutazioni di esperti e si discuterà di possibili correttivi e miglioramenti (esempio: estensione territoriale del provvedimento).
Lo scopo è studiare le politiche ambientali messe in atto dell'Amministrazione pubblica milanese, valutando da un punto di vista scientifico gli effetti registrati e creando un'occasione di dialogo e confronto sul futuro delle scelte territoriali in materia di mobilità e inquinamento dell'aria.
| Allegato | Descrizione |
|---|---|
INVITO_WORKSHOP[1].JPG53.31 KB |
In marcia per il clima
Appello: In marcia per il clima
I VIAGGI DI CHI VUOLE BENE AL MONDO
| Allegato | Descrizione |
|---|---|
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volantino_turismo_interno_bas1.18 MB |
Stop the fever-Fermiamo la febbre del pianeta
Ci vorrebbero ben 5 Lombardie interamente ricoperte di alberi per assorbire l'elevata produzione di CO2 emessa sul nostro territorio regionale. E' inimmaginabile, seppure sia un'interessante e accattivante proiezione onirica, ma è la realtà scientifica chiara di un risultato oggettivo conclusivo di una lunga ricerca indetta da Legambiente Lombardia. Tre Italie, invece, colme di alberi per assorbire l'anidride carbonica emessa sul nostro territorio nazionale.
«Stop the fever-Fermiamo la febbre del pianeta» è il nome della campagna che si aprirà il 26 marzo con momenti artistici di esecuzioni musicali, piece teatrali, biciclettate serali, apposizioni di segnaletiche che dissuadono il fluido veicolare continuo del traffico caotico cittadino, reading di poesie e di brani letterari. Aprirà la grande manifestazione un concerto di un famoso emergente artista africano, Youssou N'Dour, all'Alcatraz, lo stesso 26 marzo. Tutto ciò che concerne la strumentazione tecnica e i materiali per amplificazione sonora sono ecosostenibili e compatibili con il rispetto dell'ambiente: microfonature e strumenti che saranno alimentati da fonti di energia rinnovabile e naturale, quale quella solare. Bisogna invertire la tendenza, come sostiene Legambiente stessa, del nostro sviluppo e abbassare la febbre che sta ammorbando il nostro pianeta. L'aumento delle emissioni di anidride carbonica, di polveri sottili, quali PM 10, PM 2,5, che portano il nostro Paese a essere uno dei primi trasgressori degli impegni stilati con il Protocollo di Kyoto, comporta chiaramente e inevitabilmente un aumento progressivo del clima apportando forte nocumento all'equilibrio bio-climatico.
Invertire la rotta, anche partendo dall'arte e dalla cultura, da interessanti e coinvolgenti momenti musicali e culturali, vernissage e kermesse, che non fanno altro che aumentare la forza incisiva del messaggio che vogliamo rivolgere alla cittadinanza: cambiate i consumi.
Il 7 giugno concluderà l'evento e la campagna un grande appuntamento culturale e artistico: sempre a basso consumo di energia e all'insegna della sostenibilità delle fonti e al loro rinnovamento.
Qualcosa cambierà? Forse in futuro non vedremo più come unica speranza avere 5,7 lombardie di alberi per assorbire un aumento esponenziale di Co2: soprattutto se invece di costruire impianteremo alberi nuovi, difenderemo le aree agricole oggi esistenti e fortemente sofferenti, indurremo i nostri vicini a usare fonti di energia rinnovabile e a risparmiare nel consumo di energia.
Alessandro Rizzo
EMERGENZA CASA E VERDE: NON VALE LA POLITICA DEGLI ANNUNCI
Ero presente come Capogruppo della Lista Uniti con Dario Fo per Milano in Consiglio di Zona 4, unico consigliere circoscrizionale, e ho seguito con interesse la conferenza.
Alessandro Rizzo
EMERGENZA CASA E VERDE:
NON VALE LA POLITICA DEGLI ANNUNCI
I Consiglieri comunali Landonio (SD), Rizzati (PdCI), Rizzo (Lista Fo)
insieme a Occhi (PRC) ed all'architetto Antonello Boatti, hanno contestato
gli annunci roboanti fatti in questi giorni dal Sindaco Moratti e
dall'Assessore Masseroli, che prefigurano scenari radiosi per il futuro
della casa e del verde a Milano.
Ma le cose non stanno così. C'è una drammatica emergenza casa che obbliga
le giovani coppie a cercare soluzioni abitative fuori Milano e intere
categorie di lavoratori (infermieri, agenti di custodia) a considerare
invivibile una città come Milano. A fronte di un fabbisogno di non meno di
40.000 alloggi, anche l'attuale delibera, che ne prevede la realizzazione
di 3.000, rappresenta una goccia nel mare, oltretutto in grave ritardo
rispetto all'impegno assunto dal precedente Consiglio comunale. Inoltre il
"regalo" fatto ai privati con la concessione quasi gratuita di 11 aree
demaniali per realizzare un mix funzionale pubblico/privato appare del
tutto ingiustificato.
La Sinistra L'Arcobaleno propone che almeno la metà delle abitazioni
necessarie a Milano (20.000 alloggi) siano di edilizia sovvenzionata e a
canone sociale. Solo così si può dare risposta alle vecchie e nuove
emergenze abitative della città.
Quanto al verde, la promessa di garantire ai cittadini milanesi 37
mq/abitante entro il 2015 appare del tutto fantasiosa, visto che l’attuale
Giunta sta consumando, come mai in passato, tutte le aree residuali della
città (ad esempio, gli scali ferroviari), e che l’unico parametro che può
consentire il raggiungimento di quell'obbiettivo è il calcolo a verde di
ampie aree attualmente agricole (vedi Parco Agricolo Sud Milano). Ma perché
questo avvenga, non basta la politica degli annunci: occorre che tali aree
diventino pubbliche (mediante lo strumento della perequazione?), senza
contare le enormi risorse necessarie per rendere quelle aree davvero
attrezzate e fruibili ad uso pubblico.
I Consiglieri comunali:
Giuseppe Landonio
Francesco Rizzati
Basilio Rizzo
Milano. 7 marzo 2008
Manifestazione x Prolungamento M3 Paullo
NEWS IMPORTANTI DAL COMITATO "CPM3"
Insieme al circolo di Legambiente "Erbamatta", vorremmo organizzare una manifestazione/biciclettata a sostegno del progetto di prolungamento M3.
Light, colorata, efficiente: è la raccolta differenziata a Roma
Light, colorata, efficiente: è la raccolta differenziata a Roma![]()
WWW.LIFEGATE.IT![]()
Roma era tra le città più indietro per la raccolta differenziata. Ora, da poco meno di un mese è ripartito tutto. Con una nuova idea.![]()
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Ogni giorno, a Roma, si riciclano quasi 1 milione di chili di rifiuti: come “ridare vita” a 3 piscine olimpioniche di scarti, trasformandoli in nuova carta, plastica, metallo e vetro. Un dato ancor più significativo se pensiamo che nel 2001 a Roma si riciclava solo il 6% di tutti i rifiuti prodotti. Il 2007 deve così diventare l'anno della svolta. I presupposti sono incoraggianti: nei primi due mesi di quest'anno la raccolta differenziata è cresciuta di circa il 10% (valore assoluto), segno di una sensibilità maggiore verso il tema dei rifiuti da parte dei romani. Ma l'obiettivo da raggiungere è davvero ambizioso: entro un anno e mezzo la Capitale vuole raddoppiare la quantità di materiale da avviare al recupero, che oggi raggiunge il 21%.
"butta bene, vivi meglio" con cartelloni, manifesti, autobus, sui giornali, e con'iniziativa unica, "alla fonte".
Ma i grattacieli sono ecocompatibili e opportuni?
Ma all'estero, tanto osannato come luogo dove i "lacci e lacciuoli" delle regole limitative il costruttivismo edilizio, la situazione non è diversa. A Parigi il Comune non ha trovato soluzione alla possibile maggioranza contraria alla realizzazione di un grattacielo di più di trenta piani sul Boulevard Peripherique, oppure a Monaco di Baviera, dove si è bocciato un progetto simile in quanto disturberebbe il naturale "skyline". Ma parliamo anche di New York, dove gli abitanti del Village hanno contrastato la realizzazione del progetto di un grattacielo nel proprio quartiere. Forse, si dirà, le altre città hanno configurazioni geofisiche e geologiche non promettenti e poco concordanti con la progettazione di grandi e alti grattacieli. Vediamo Torino, circondata dalle Alpi, Roma dove vi è alta concentrazione di reperti archeologici. E' vero, ma non è questa la sola circostanza che permette una seria opposizione alla realizzazione dei progetti nelle altre città italiane ed europee: possiamo dire che le edificazioni devono essere contestualizzate? Possiamo anche pensare di costruire una bellissima costruzione, magari con parti che possano architettonmicamente portare la stessa a essere una vera opera d'arte, ma se il contesto territoriale e urbano non è consono che cosa ci riserverebbe la magnifica bellezza mondiale? Niente e deturberebbe una realtà che è storicamente pensabile avente una propria storia, cultura, tradizione civica e sociale, geosociale che deve essere preservata e rispettata. Vedete io non mi oppongo a innovazioni architettoniche: amo lasciare l'estro esprimersi e a indicare nuove possibilità di progresso urbanistico. Ma queste possibilità non possono essere poste senza una conoscenza approfondità del luogo dove vengono ipotizzate. Io credo che per quanto concerne i grandi progetti della Milano "dai grattacieli alti" è mancato un lavoro d'equipe tra professionisti, architetti e urbanisti, e amministratori, assessori, dirigenti di settore, consiglieri, che riguardano il momento politico di consiglio. Ma soprattutto tutto è stato definito nelle progettazione definitive senza sentire i protagonisti primari, destinatari unici delle proposte: la cittadinanza. E questo si chiama assenza e soffocamento della partecipazione. Abbiamo visto come a New York, addirittura si potrà dire, la cittadinanza residente si è opposta con fermezza ottenendo la sospensione del pogetto esecutivo.
Ma a parte queste osservazioni possiamo dire veramente se i grattacieli sono ecologici ed ecosostenibili? Si parla di bioarchitettura, che, in realtà, ha singificati altri se si pensano alle esperienze in atto in Germania, nei Paesi Scandinavi, all'avanguardia in questo ambito e costruttori da tempo di edifici a bassissimo patto ambientale e non dispersivi di calore e di energia (parliamo della coibentazione). Ma i progetti che verranno realizzati quale impatto avranno sull'ambiente e sul consumo di energia? Luca Mercalli parla di un dispendio di energia che supera i 50 kilowattora, come prevedibile per costruzioni alte 200 metri. Io parlo di ipotesi e di prefigurazioni: non ho sentito parlare di sistemi di coibentazione, ossia di riscaldamento geoclimaticamente compatibile con uno sviluppo ecologico, proprio nel momento in cui diverse metropoli italiane, seppure in ritardo, ma invitate da una legislazione finanziaria ultima favorente politiche amministrative volte al rispetto e alla tutela dell'ambiente, si stanno adeguando a parametri che possano portare al raggiungimento dell'obiettivo finale di ridurre del 10% le emissioni nel nostro Paese.
Si è parlato di questo nella definizione del progetto, nella sua fase preliminare? O si è solo accelerato i tempi decisionali per una smania di costruttivismo insipegabile e deleterio per il contesto urbano della città di Milano?
A voi e a noi il dilemma aperto.
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano
PETIZIONE no inceneritori
PETIZIONE
QUATTRO BUONE RAGIONI PER DIRE
NO AGLI INCENERITORI IN ZONA SUD
all’Assessore Provinciale all’Ambiente: Bruna Brembilla
all’Assessore Regionale all’Ambiente: Lionello M. Pagnoncelli
· Il rischio sanitario. E’ significativa la presa di posizione della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, maggio 2006): “Gli inceneritori di ultima generazione con le loro alte temperature nei forni contribuiscono grandemente all’immissione nell’ambiente di polveri finissime che costituiscono un rischio sanitario”. Infatti producono nanopolveri che “sfuggendo ai filtri dell’inceneritore, non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni degli inceneritori e non sono previste dai limiti di legge cui gli impianti devono sottostare. A fronte di emissioni cancerogene identificate da tempo, gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l’impatto sulla salute umana. La combustione trasforma anche i rifiuti innocui, come imballaggi e scarti di cibo, in composti tossici e pericolosi”.
· La difesa dell’ambiente. Gli sconvolgimenti climatici e il surriscaldamento del pianeta sono un segnale forte per indurci a cambiare le nostre abitudini: ridurre le combustioni e impegnarci al massimo per il recupero delle materie prime. Recupero, riciclaggio, riuso, risparmio: se solo si raccogliesse separatamente la frazione umida dei rifiuti (che corrisponde al 30/35% del totale) non sarebbe necessario costruire inceneritori. Da anni AMSA afferma che il compost prodotto dall’umido di Milano è di cattiva qualità per la forte presenza di conservanti nei cibi; recentemente esperti del settore hanno smantellato questa argomentazione, attestando che con opportuni enzimi l’umido può trasformarsi in ottimo compost ed humus, riutilizzabili in agricoltura.
· La diminuita convenienza economica. I contributi statali per la realizzazione e la gestione degli inceneritori, compresi quelli dei “certificati verdi” (che non considerano più assimilabili alle fonti rinnovabili tutti i rifiuti da inceneritore) sono stati ridotti del 50%: questo fatto diminuisce drasticamente la convenienza economica di tali realizzazioni, rendendole molto più costose.
· La sottrazione delle risorse. La realizzazione di queste opere sottrae ingenti risorse economiche e territoriali alla cittadinanza: un nuovo inceneritore costerebbe 250 milioni di euro e sottrarrebbe al verde 20 ettari di Parco Sud.
Per tutti questi motivi chiediamo alle Autorità in indirizzo di modificare le loro decisioni, promuovendo la raccolta differenziata dei rifiuti e avviando un virtuoso processo di responsabilizzazione di imprese e cittadini, teso al raggiungimento di nuovi stili di vita, maggiormente compatibili con i cambiamenti ambientali e climatici che tutti stiamo vivendo.
Milano, ottobre 2007
Allarme urbanizzazione selvaggia e non vincolata
Oggi anche chi abita fuori e ha optato per questa scelta non ha più respiro e vede la sua casa contornata di cantieri sempre maggiori e sempre più imrevisti e imprevidibili nella loro crescita, nella loro costituzione: manca, spesso, informazione tra gli uffici amministrativi che si occupano di piani di intervento urbano o di edilizia privata o di modifiche delle volumetrie, e la cittadinanza, spesso non coinvolta nelle scelte di partecipazione alla programmazione del territorio. Il problema precipuo rimane, spesso, l'impossibilità a definire canali di partecipazione civica e civile, comunale, municipale, dove le persone possano dare un proprio contributo costruttivo sul governo amministrativo del territorio: a Milano, per esempio, molti progetti di edilizia privata non sono più suscettibili di visione, verifica, esame e approvazione da parte delle realtà istituzionali consiliari locali, dai consigli circoscrizionali, spesso aventi potere solamente consultivo in ottica puramente "facoltativa", allo stesso consiglio comunale, dove neppure le commissioni sono interpellate nella fase istruttoria e, spesso, il tutto viene solamente portato all'atttenzione degli organi amministrativi e dei settori preposti.
Non esiste programmazione urbana, giustamente denuncia Legambiente Lombardia: ed è per questo che il 7 novembre la stessa associazione organizzerà una giornata per raccogliere firme per implementare uno studio di proposta legislativa regionale, alla stregua di quella nazionale, dove il Ministero ha in primis dettato le linee guida e di principio, in cui si possano vincolare anche gli stessi oneri di urbanizzazione, spesso destinati dai singoli comuni a opere di servizio civile e sociale, ma implicanti ancora l'istituzione di nuovi fabbricati che cementificano ulteriormente la città. L'idea è quella di corrispondere a una quantità precisa di edifici una quantità ugualmente precisa e ponderata di area verde, di modo da adottare uno sviluppo equilibrato dell'urbanizzazione, sempre più adottante schemi di genere anarchico e fortemente selvaggio, senza vincoli, senza linee di indirizzo, senza una logica utile a rendere sostenibile il sistema urbano complessivo.
Dicevamo che la Provincia ha superato i livelli minimi di urbanizzazione delle proprie aree: avverrà, se prosegue questa impostazione edificatrice del costruttivismo e sviluppismo fine a se stesso, che tra qualche anno accadrà ciò che già sta per accadere in alcuni contesti urbani, Sesto San Giovanni per esempio, dove il 100% del territorio edificabile è stato sottoposto a piani di urbanizzazione e di cementificazione, privando il territorio del giusto equilibrio tra aree verdi e aree edilizie.
Ha ragione l'assessore ai parchi e ai giardini della Provincia, Pietro Mezzi, il quale sostiene che in un'epoca di rivoluzione dei sistemi urbani attuali, dato il venire meno del tessuro industriale, dato il passaggio di una società economica fondata sull'industrializzazione e la produzione materiale a una società economica basata e fondata sul terzo settore, dei servizi e della comunicazione, dove aumentano le cosidette aree dismesse, ex capannoni industriali dalle alte volumetrie, occorre dare equlilibrio tra il progressivo avanzamento dell'edificazione e il progressivo e naturalmente necessario aumento delle aree verdi, quelle naturali, che possono garantire la tutela di uin benessere e di uno sviluppo umano e sociale compatibile e sostenibile. La percentuale dell'area urbanizzata schizzerà dal 34 al 42,7 per cento, secondo le stime, seguendo questo modello di sviluppo: il 45% è la soglia massima delle aree complessive e oggi presenti e libere per poter rientrare ancora nella classazione di sviluppo edilizio sostenibile, contenibile, ambientalmente assorbibile nel suo impatto. Il Parco Agricolo Sud, come tutta l'area su/sud-ovest, rimangono gli spazi che possono ancora garantire un controbilanciamento dell'avanzamento delle aree urbanizzate: ma è chiaro che se oggi possiamo dire che solo il 19% delle aree disponibili sono state edificate, in un futuro prossimo appetiti di varia dimensione di differenti case edificatrici potrebbero avventarsi su quesa "isola felice" di natura, agricoltura e ruralità ancora tradizionale, in cui spesso troviamo ancora funzionanti e produttive cascine di rilevanza storica e sociale ormai adicata sul territorio lombardo.
Ocorre invertire la rotta: anche in vista del nuovo regolamento edilizio sottoposto a revisione da parte dell'amministrazione comunale, dove non si recepisce il principio del controllo programmatico politico del territorio per una pianificazione logica e sistemica, fortemente equilibrata dello sviluppo urbano con le esigenze di benessere e di condivisione degli spazi vitali della cittadinanza, del diritto all'ambiente e a goderne la sua portata. Penso che il recepimento di una legge che possa rispondere alla proposta, lanciata dal Ministero dell'Ambiente, e condivisa dagli assessorati regionali preoposti, del giusto equilibrio tra aree urbanizzate e aree liberamente sviluppate come zone verdi e naturali, sia l'unica normazione di cornice e generale all'interno della quale, poi, con coerenza e conseguenza amministrativa, determinare articolati del regolamento che possano rendere vincolante questo principio e questa logica, linea di indirizzo, all'interno delle strutture municipali, Milano in primis, rendendo i medesimi principi vincolanti nel sistema urbano singolo.
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano
"sviluppo e progresso": pagine Corsare di Pasolini
fonte:www.pasolini.net
V giornata mondiale contro l’ incenerimento dei rifiuti
Lettera aperta - V giornata mondiale contro l’ incenerimento dei rifiuti
Al Ministro della Salute
Lungotevere Ripa, 1 - 00153 Roma
Al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
Via Cristoforo Colombo 44 – 00147 Roma
Illustrissimi Ministri,
il giorno 6 settembre 2006 si celebrerà la V la giornata mondiale contro l’incenerimento dei rifiuti. Tale data ci fornisce l’occasione per alcune riflessioni che ci permettiamo di sottoporre alla Vostra Attenzione, nella certezza che Salute ed Ambiente rappresentino beni inscindibili, e che la loro tutela costituisca il fine assoluto del vostro, come del nostro, impegno.
L’ aumento delle patologie cronico-degenerative da quelle neurologiche, cognitive, autoimmuni, respiratorie, cardiovascolari, neoplastiche (incremento del 30% dei tumori da 0 a 14 anni e del 45% dai 14 ai 19 anni negli ultimi trenta anni!) ai disturbi neuro - comportamentali, riproduttivi ecc.- è in gran parte da ascrivere al degrado sempre più drammatico delle condizioni del nostro ambiente. Si pensi ad esempio alle conoscenze che si stanno sempre più accumulando sugli effetti di numerosi agenti chimici clorurati sia di sintesi sia generati da processi di combustione (noti generalmente con l’acronimo POPs).
Tali sostanze sono persistenti (emivita dai 7 ai10 anni), liposolubili, bioaccumulabili, e interferiscono con molteplici funzioni cellulari e biologiche, in particolare con: Sistema Endocrino, Sistema Nervoso, (in particolare degli organismi in via di sviluppo), Sistema Immunitario e Riproduttivo ed esplicano inoltre effetti cancerogeni. Dati recenti confermano inoltre il sospetto che le alterazioni prodotte vengano trasferite attraverso le cellule germinali con danni pertanto trasmissibili alla specie!
L’ Associazione Medici per l’Ambiente - ISDE Italia ha già chiaramente espressa col documento del 5 gennaio 2006 - che ci permettiamo di allegare integralmente - tutta la propria contrarietà e preoccupazione in relazione all’incenerimento dei Rifiuti. che, fra tutte le tecniche è la più costosa ed essendo una fra le fonti più rilevanti di agenti tossici inquinanti e’ la meno rispettosa dell’ambiente e della salute.
Il proliferare in Italia di impianti di incenerimento trova la propria ragione nell’anomala e fuorviante assimilazione dei rifiuti a fonte rinnovabile di energia.
Si chiede che vengano immediatamente tolti gli incentivi che solo nel nostro paese vengono dati ai gestori per tali impianti e che venga attuata seriamente la Politica delle "R" (Riduzione, Riuso, Recupero, Raccolta Differenziata), evitando in tal modo le sanzioni già comminate al nostro paese da parte della Comunità Europea.
Si ricorda come questi incentivi economici, finanziati col 7% delle tariffe elettriche, dovrebbero essere utilizzati unicamente per lo sviluppo delle energie realmente rinnovabili, quali il solare, che sono senz’altro meno impattanti per la salute umana rispetto a quelle derivate da tutti i processi di combustione, a partire dalla combustione dei rifiuti.
Le emissioni degli inceneritori contribuiscono inoltre ad aumentare i gas serra, e incentivarne l'uso contravviene ai dettami internazionali del protocollo di Kyoto e ci esporrebbe a un ulteriore aumento delle sanzioni economiche da parte della CE.
Chiediamo inoltre che la recente legge delega in tema ambientale n 152 03/04/2006 venga immediatamente revocata: riteniamo che la sua attuazione rappresenti un danno incalcolabile per la tutela di settori strategici quale quello che disciplina i rifiuti tossici e nocivi, le bonifiche, i bacini idrici, le emissioni di gas serra e che possa pertanto arrecare danni molto gravi per alla salute dell' intera nazione.
Riteniamo doveroso riaffermare con forza che solo con una seria politica di Prevenzione Primaria che riduca l’esposizione di tutta la popolazione ai rischi derivanti dall’ inquinamento ambientale, e abbinata a una migliore educazione sanitaria e ambientale, si potrà ragionevolmente sperare di avere una popolazione più sana, economicamente più produttiva e si potranno arginare questi crescenti insostenibili costi della spesa sanitaria senza tagli impopolari e ricadute negative sui livelli di assistenza attualmente forniti, perchè - ricordiamo - “curando l’ambiente eviteremo di curare noi stessi”!
Grati per l' attenzione Vogliate accettare i sentimenti della più profonda stima.
Dr. Roberto Romizi
Presidente - ASSOCIAZIONE MEDICI PER L' AMBIENTE – ISDE ITALIA
fonte: altralombardia.it
OGM: alcune precisazioni
http://www.laltralombardia.it/public/docs/ambiente4.html
da angela.mamma@libero.it
OGM: lancio un allarme rispetto alla volontà delle regioni, molte delle quali
si sono dichiarate ogm-free, di emanare leggi regionali (la Regione
Emilia-Romagna vi ha già provveduto) che in modo unilaterale (senza ricorrere
ad un referendum) dichiarano il divieto temporaneo di coltivare ogm in campo
aperto, vicino alle altre coltivazioni anche biologiche. Mah! tale divieto
permane però SOLO fino alla predisposizione di piani regionali che regolino la
coesistenza (quando le regioni stesse ed il mondo ambientalista, dichiarano la
coesistenza impossibile).
Se qualcuno fosse interessato sarebbe importante:
- essere informati ed informare
- creare un gruppo di pressione di consumatori, potrebbe essere utile
l’iscrizione ad un forum di prossima apertura (se si rileva interesse in tal
senso)
- stimolare l’attivazione di un punto di convergenza tra le richieste di
trasparenza dei consumatori e la grande distribuzione (Conad, Carrefour, Coop,
Natura Sì, CAAB ......). Legambiente e WWF sono interessati in tal sento e tu?
Difficile trovare studi di ricercatori indipendenti che evidenzino la tossicità
degli ogm in quanto tale esclusività di ricerca e verifica spetta alle
multinazionali. Comunque possono essere utili alcune note, per chi volesse
rendersi conto dei rischi a cui stiamo andando in contro.
NON E’ SUFFICIENTE LA RICERCA CONDOTTA DALLE MULTINAZIONALI
Uno dei pochi studi indipendenti sulla tossicità degli ogm è dell’Università di
Pavia (Marco Biggiogera) e quella di Urbino (Manuela Malatesta). Con scarsi
finanziamenti, ora del tutto cessati, e il supporto dell'Istituto
zooprofilattico dell'Umbria e delle Marche, questi ricercatori hanno pensato di
condurre un semplice esperimento che, quando hanno cominciato cinque anni fa,
pochissimi altri avevano fatto: nutrire topi con cibo normale e geneticamente
modificato. I risultati non sono però stati quelli che si ritenevano scontati.
In alcuni organi, in particolare nel fegato, nel pancreas, nei testicoli degli
animali, i ricercatori hanno notato «modificazioni». Cambiamenti visibili solo
al microscopio elettronico, non alterazioni gravi, o segni di malattia, che
tuttavia sorprendono e preoccupano, visto che in teoria non dovrebbero essere
presenti.
Si trova un resoconto su http://www.greenplanet.net/Articolo9833.html .
Gianni Tamino, biologo all’Università di Padova, conferma <<ci sono altri dati
che attestano modifiche nelle strutture delle cellule e dei tessuti in seguito
all’assunzione di alimenti ogm>> e <<gli studi non possono essere fatti dopo
che tali alimenti sono già largamente utilizzati, invece oggi avviene proprio
questo>>.
Le autorizzazioni finora fornite dall’Unione Europea all’immissione in
commercio di ogm si sono basate sul concetto di sostanziale equivalenza,
smentito dagli studi dell’Inran e da altri esperimenti precedenti. Quelle
autorizzazioni vanno revocate.
Ciao Angela Donati
//////////////////////
OGM - ATTENZIONE !!! FANTAPOLITICA ? no, purtroppo è realtà !!!
NONOSTANTE LE DICHIARAZIONI DI COESISTENZA IMPOSSIBILE, LE REGIONI ITALIANE
FANNO LEGGI PER CERCARE DI REGOLAMENTARLA !!!
OGM IN CAMPO APERTO COLTIVATI VICINO ALLE ALTRE PIANTE ALIMENTARI:
LA SVIZZERA CON UN REFERENDUM DECIDE UNA MORATORIA DI 5 ANNI.
ANCHE IN ITALIA E’ PREVISTA UNA MORATORIA, MA SOLO FINO AL 31 MARZO 2007 !!!
cioè fino all’elaborazione delle linee guida che vorrebbero regolamentare la
coesistenza in campo aperto nonostante si continui a dichiarare che la
coesistenza è impossibile.
Consumatori attenzione, ci troveremo gli ogm nel piatto senza saperlo perchè
non possono di certo bastare delle leggi per impedire alla natura di fare il
suo corso, agli insetti di percorrere chilometri contaminando con
l’impollinazione ....... e il vento ...........
Alla Coldiretti serve porre un interrogativo: dopo l’apertura agli ogm
coltivati in campo aperto, vista la reale impossibilità di contenere la
contaminazione, come risulta chiaro dalle esperienze descritte, come sarà
possibile continuare a parlare di prodotti di qualità Made in Italy?!
Dopo la chiusura dei moderni e produttivi zuccherifici italiani su indicazione
dell’Unione Europea, nei supermercati da mesi si vende zucchero tedesco
........... E’ questo il modo di salvaguardare gli agricoltori italiani ed i
lavoratori del comparto di trasformazione, in quanto non tutti potranno essere
riconvertiti ?!
I dati Cedab, censiti da chi è troppo in stretto contatto con le multinazionli,
non ci convincono. Che ne pensate di dare vita ad un gruppo di pressione
informativa dei consumatori?
Ciao Angela Donati
da greenplanet
http://www.greenplanet.net/Articolo16948.html
http://www.greenplanet.net/Articolo17024.html
http://www.greenplanet.net/Articolo17023.html
http://www.greenplanet.net/Articolo17022.html
http://www.greenplanet.net/Articolo17001.html
http://www.greenplanet.net/Articolo16953.html
RISO OGM (VARIETA’ LL601) MAI SOTTOPOSTA AD ESAMI PER VERIFICARNE LA SICUREZZA
PER IL CONSUMO UMANO E’ STATA TROVATA SUGLI SCAFFALI DI ALCUNI SUPERMERCATI
DELLA CATENA TEDESCA ALDI ......... E IN ITALIA ???
La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer inoltra una lettera
aperta alla European Food Safety Authority (EFSA – Autorità Europea per la
Sicurezza del Cibo) con sede a Parma, esprimendo preoccupazione per la
richiesta della Bayer di approvazione all’introduzione sul mercato europeo del
riso LL62.
<<......Negli Stati Uniti un tipo di riso geneticamente modificato simile,
denominato LL601, è stato ritrovato in campioni di forniture destinate al
consumo umano. La Bayer ha condotto esperimenti in pieno campo della varietà
LL601 tra il 1998 e il 2001, ma non è chiaro come sia avvenuta l'attuale
contaminazione. Come la varietà LL62, questo riso è resistente al diserbante
Liberty Link prodotto dalla Bayer. La varietà LL601 non è mai stata sottoposta
ad esami per accertarne la sicurezza nei confronti del consumo umano che non è
dunque mai stato autorizzato da parte delle autorità preposte.
Ciononostante il riso LL601 è ora entrato nel settore degli alimenti venduti al
dettaglio nell'Unione Europea ed è apparso sugli scaffali di alcuni
supermercati della catena tedesca Aldi. Quindi dopo oltre 10 anni di
esperimenti l'industria delle biotecnologie ancora non riesce a garantire la
coesistenza degli alimenti geneticamente modificati con quelli non
geneticamente modificati. Questo incidente dimostra che il rischio collegato
con gli alimenti geneticamente modificati non è controllabile nel lungo
periodo. La valutazione di rischio ambientale e i piani di controllo della
Bayer per il riso LL62, non danno sufficiente importanza alla possibilità che
questi organismi geneticamente modificati vengano accidentalmente sparsi nel
Sud dell'Europa dove questo riso potrebbe dunque crescere e contaminare
raccolti non geneticamente modificati.>> ........
I TEDESCHI (E GLI SVIZZERI) (E I FRANCESI) MANGIANO RISO OGM
C'è da morire dalle risaie. I chicchi illegali «firmati» Bayer, vietati
dall'Unione europea, sono già nella catena alimentare. E i consumatori
continuano a fare da cavie
ANALISI RIVELANO LA PRESENZA IN FRANCIA DI UNA VARIETÀ DI RISO OGM AMERICANO
VIETATO ANCHE NEGLI USA
LE AUTORITA' BRITANNICHE "COPRONO" IL RISO OGM USA
La stampa inglese denuncia: le autorità governative danno semaforo verde ai
supermercati per vendere riso OGM illegale
<<I documenti di cui l’Independent ha potuto prendere visione dimostrano che
dieci giorni fa la Food Standards Agency ha rassicurato le maggiori imprese di
trasformazione e distribuzione che non avrebbe loro imposto il ritiro dagli
scaffali del riso, mentre dichiarava al pubblico che mai avrebbe consentito la
circolazione del riso incriminato.>
...... L'agenzia sostiene che il riso modificato non rappresenta una
preoccupazione per la sicurezza e sta consigliando i consumatori che avessero
in casa del riso di continuare a mangiarlo.
Ma alcuni scienziati, al contrario, sostengono che ci sono motivi che
giustificano “preoccupazioni per la potenziale allergenecità del prodotto”.
....... Clare Oxborrow, responsabile della campagna OGM per Friends of the
Earth, ha detto: "La scoperta di ingredienti OGM illegali è molto preoccupante.
La Food Standards Agency ha mancato di attivarsi per identificare e far
ritirare gli alimenti contaminati, quindi è probabile che più riso illegale
raggiungerà i piatti di ignari consumatori.”
"Invece di tenere sotto tono questo caso di contaminazione e di rinviare il
proprio intervento, l’agenzia dovrebbe prendere misure urgenti per impedire la
vendita nei nostri negozi di prodotti OGM illegali.>>
QUANDO LA NOTIZIA È GENETICAMENTE MODIFICATA
"Bufale OGM come il Cedab, longa manus del biotech, che serve news precotte per
tutti i media compiacenti"
<<Incredibile ma vero. Il nostro paese, culla della tradizione alimentare di
qualità, in cui già 14 regioni e più di 2300 comuni si sono dichiarati ogm
free, non vedrebbe l'ora di mettere in tavola cibi geneticamente modificati. A
rivelarlo è Patrick Trancu, coordinatore del Cedab, centro di documentazione
sulle agrobiotecnologie. Una notizia davvero rilevante, proprio mentre in mezza
Europa dilaga il riso OGM.
....................
Resta solo da ricordare che il Cedab, di cui Patrick Trancu è coordinatore, è
finanziato da Croplife, associazione che riunisce le maggiori multinazionali
dell'agrobiotech, da Monsanto a Bayer a Dupont; e che lo stesso Trancu è anche
titolare della TT&A, agenzia di comunicazione che dal 1996 ha fra i propri
migliori clienti la multinazionale Monsanto.
Insomma, perché continuare a chiedere all'oste se il suo vino è buono?>>.
LA COMMISSIONE STATO REGIONI PROPONE LA MORATORIA
<<....sarà la creazione di un gruppo di lavoro, che, entro la fine di marzo,
dovrà elaborare le nuove linee guida per la coesistenza tra gli ogm e le
semenze tradizionalmente usate in agricoltura.
........... l'obiettivo è, e rimane, la messa al bando di tutti gli organismi
geneticamente modificati, ma alla luce dell'impossibilità di porre divieti
assoluti alla semina, verrà fatto tutto il possibile per porre dei paletti
importanti alla coesistenza, in modo tale da rendere gli ogm di fatto
inutilizzabili". Il secondo passaggio, che ha ottenuto il via libera da parte
della conferenza delle regioni, ha riguardato la moratoria per la semina di
organismi geneticamente modificati prima dell'elaborazione definitiva delle
linee guida.
..................
COLDIRETTI: BENE LA MORATORIA PER PREPARARE UNA SOLUZIONE STRUTTURALE
La positiva richiesta di moratoria formulata dalle Regioni per impedire le
coltivazioni di organismi geneticamente modificati (OGM) deve essere utilizzata
per individuare soluzioni strutturali a livello comunitario per proteggere
l’agricoltura nazionale dai rischi di contaminazione. E’ quanto afferma la
Coldiretti nel commentare l’importante documento sugli Ogm presentato dagli
Assessori Regionali all’agricoltura che prevede in Italia una moratoria alla
coltivazione di Ogm fino al 31 marzo 2007, per valutare la compatibilità tra
gli organismi geneticamente modificati e l'agricoltura biologica.
Occorre utilizzare il tempo disponibile - sottolinea la Coldiretti - per
garantire certezze alle imprese e ai consumatori ed evitare di compiere danni
irreparabili alla salute dei cittadini, all’ambiente e alle potenzialità di
sviluppo dell’agroalimentare Made in italy.>>
50° Oscar dell'imballaggio
Al 50° Oscar dell’imballaggio![]()
![]()
Per questo Giancarlo Longhi, direttore generale del Conai, dice che "non di puro marketing si tratta". L'imballaggio dei prodotti infatti è il primo passo per ottimizzare l'impatto ambientale dell'intero ciclo produttivo e di recupero dei materiali.
In tema di design, per esempio, alla Cartografia Posterla per la nuova confezione-regalo del Veuve Cliquot Chic, che dopo l’apertura diventa un comodo secchiello da ghiaccio.
Per la sicurezza dell’imballo a Deles Imballaggi, per aver miglirato le prestazioni di isolamento termico dei farmaci durante il trasporto, con Temperature Controlled Pack.
www.lifegate.it
12-13 settembre 2007: cambio di rotta!
fonte: www.lifegate.it
Sarà la sede FAO di Roma ad ospitare, il 12 e 13 settembre 2007, la Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici, promossa dal Ministero dell'Ambiente, della Tutela del territorio e del Mare, e organizzata da APAT (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi tecnici), insieme alle agenzie locali Arpa e Appa.
Ora si tratta di seguire quella giusta.
REFERENDUM CONTRO GLI OGM
REFERENDUM CONTRO GLI OGM
E LEGGE POPOLARE PER LA SOVRANITA' ALIMENTARE
Intervengono:
Gianni Cavinato, pres. naz. ACU – associazione Consumatori Utenti
Gianni Fabbris – coordinatore naz. Altragricoltura Foro Contadino
Nino Paparella – pres. Naz. ICEA Istituto per la Certificazione Etica
e Ambientale
--
Forum di discussione della Rete del Nuovo Municipio
http://www.nuovomunicipio.org
Iscrizione: forum-subscribe@liste.nuovomu
Cancellazione: forum-unsubscribe@liste.nuovo
Crescono le adesioni di organizzazioni, istituzioni e personalità al
comitato promotore delle leggi popolari per la dignità di chi produce
e consuma il cibo, fra le ultime quelle della sezione italiana del
Contratto Mondiale dell’Acqua, di Alex Zanotelli, di Francuccio
Gesualdi, di Medicina Democratica, della Rete del Nuovo Municipio, di
diversi Comuni della Rete dei Comuni Antitransgenici, di Megachip
(l’Associazione di cui è presidente Giulietto Chiesa), di ICEA (il
più importante istituto italiano di certificazione del Biologico),
della CUB ma, soprattutto, cresce l’adesione di numerose realtà
contadine di base, di gruppi d’acquisto, di associazione e gruppi di
cittadini attorno cui si stanno costituendo i comitati territoriali
di raccolta delle firme.
Queste adesioni si aggiungono a quelle di Altragricoltura Foro
Contadino, dell’ACU – associazione consumatori utenti, di Equivita,
di AM Terranova, di Agernova fra i soggetti che il 20 Luglio scorso
hanno depositato in Cassazione i testi di due leggi di iniziativa
popolare per l’obiettivo di raccogliere centinaia di migliaia di firme.
Con la Legge per la Sovranità Alimentare i contadini e i loro alleati
indicano alle istituzioni la strada per uscire dalla pesantissima
crisi che sta investendo le campagne italiane. Nella legge si propone
alle istituzioni di assumere i principi della sovranità alimentare
come una delle chiavi possibili con cui affrontare il rilancio
dell’agricoltura italiana, mettendo al centro gli interessi di chi
lavora la terra e di chi consuma il cibo. La Legge per la Sovranità
Alimentare, oltre che indicare principi, punta a realizzare spazi di
partecipazione democratica con le Consulte per la Sovranità
Alimentare e strumenti operativi nuovi come quelli contro il dumping,
per promuovere il ciclo corto o l’Agenzia per la gestione dei beni
comuni e le risorse naturali in agricoltura.
La Legge che istituisce il Referendum contro gli OGM, realizza il
primo degli obiettivi della partecipazione democratica: quello di
permettere ai cittadini con il voto di decidere sull’introduzione
degli ogm in Italia. La normativa europea prevede la consultazione
popolare prima che gli ogm, sia pure nella forma della coesistenza,
vengano definitivamente liberalizzati nella produzione. E’ arrivato
il momento che il parlamento italiano, in ottemperanza al dettato
normativo del legislatore europeo, convochi, con apposita legge, il
referendum perché su questo tema così delicato i cittadini possano
esprimersi per far valere i loro interessi contro le pressioni delle
lobbies nazionali e internazionali del transgenico.
INFO: 3351336977
con l'EXPO nuove aree edificabili: e il controllo?
Leggo a proposito su Repubblica del 4 giugno a firma di Stefano Rossi:
"Finita l´Expo, il contratto prevede che i proprietari presentino un piano attuativo «atto alla valorizzazione delle aree» con quasi assoluta libertà di azione, come si legge nella relazione al consiglio generale della Fondazione Fiera: «Un mix funzionale libero, con esclusione delle attività insalubri». I proprietari avranno anche il diritto di vendere le aree: diritti e obblighi saranno trasferiti con la proprietà all´acquirente. E' chiaro che l'edificabilità e la procedura di edificazione, il progetto stesso, sarà oggetto di transazione privata tra le parti contraenti: la cittadinanza, i consigli di zona e lo stesso consiglio comunale non avranno più alcuna possibilità di intervenire nella fase esecutiva e definitiva dei progetti. Sufficiente è solamente il fatto che sia tutto indirizzato alla realizzazione funzionale del grande evento dell'EXPO 2015. E', questa, a parere del sottoscritto un'eccezione che detta un precedente inquietante per il futuro dello sviluppo urbano della nostra città: ma soprattutto per il futuro coinvolgimento democratico della cittadinanza nelle scelte che riguardano l'amministrazone del territorio in un'ottica di condivisione e di definizione di un progetto sostenibile a livello umano e sociale. Credo che si tratti di una reale svendita di territori ai privati e di un affidamento della città e delle sue dimensioni alle volontà dei privati, che assumeranno una logica tutta imprenditoriale nell'assumere certe scelte che chiaramente non saranno avvertite come collettive e, quindi, condivisibili dalla cittadinanza e dalle istituzioni consiliari.
Se questo è il primo atto decisionale conseguente alle buone intenzioni espresse penso che siamo totalmente sulla strada sbagliata, anzi fuorviante.
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano
L’OZONO NON VA IN VACANZA
Le insidie di un inquinante spesso sottovalutato
In estate uno dei problemi principali che legano le condizioni climatiche alla presenza di inquinanti in atmosfera è quello della formazione di ozono troposferico. Le condizioni favorevoli alla comparsa di questa sostanza laddove non dovrebbe essere presente se non in minime quantità, ovvero nei bassi strati dell’atmosfera, sono tre: il forte soleggiamento, le temperature elevate e la scarsa ventilazione. Tali condizioni favoriscono infatti una serie di reazioni chimiche tra alcuni inquinanti, quali gli NOX o ossidi di azoto, direttamente immessi in atmosfera dalle attività antropiche e l’energia solare che raggiunge la superficie terrestre.
Questi fattori fanno sì che l’andamento tipico della concentrazione di ozono in un giorno d’estate presenti un picco proprio in corrispondenza delle ore più calde in cui il soleggiamento è maggiore, mentre tenda a diminuire di notte. Numerose ricerche confermano poi un trend positivo dei livelli di fondo dell’ozono troposferico negli ultimi decenni in tutto l’emisfero settentrionale. Una di queste illustra come il gas, fino a quel momento pressoché costante nei bassi strati dell’atmosfera, abbia iniziato ad aumentare già agli inizi del diciannovesimo secolo, per poi mantenere questa tendenza fino ai giorni nostri.
Gli effetti nocivi su materiali e salute umana sono ormai ben noti: quanto ai primi le maggiori conseguenze non si hanno tanto sui beni di valore storico e culturale esposti agli agenti atmosferici, bensì su quelli conservati nei musei, negli archivi e nelle librerie, a causa dell’aggressività dell’ozono soprattutto nei confronti delle fibre tessili e cellulose, dei pigmenti e dei coloranti. Le ripercussioni sulla salute delle persone si manifestano invece mediante irritazioni delle mucose con bruciore agli occhi, alla gola, reazioni infiammatorie delle vie respiratorie, fino a livello polmonare, anche per interazione con altri agenti irritanti. L’impatto sull’organismo umano dipende tuttavia da tre fattori che sono la concentrazione, la durata dell’esposizione e l’intensità dell’attività fisica durante l’esposizione al tossico.
In Italia il problema dell’inquinamento da ozono passa però troppo spesso in secondo piano e non gode della stessa attenzione che le pubbliche amministrazioni e gli organi di informazione dedicano ad altri tipi di contaminazione come quella da particolato in sospensione (PM 10 e PM 2.5). L’esempio di altri paesi europei insegna come misure assai più specifiche e mirate potrebbero invece essere adottate per combattere in modo più efficace questo tipo di inquinamento. Fino ad oggi in Italia la normativa vigente fissa due soglie di concentrazione (soglia di informazione e soglia di allarme), oltre le quali occorre adottare dei provvedimenti informativi e operativi di tutela della salute umana e dell’ambiente. Questa rappresenta tuttavia la sola azione intrapresa contro il problema ozono e alla luce di ciò risulta allora chiara l’importanza di realizzare al più presto anche nel nostro paese interventi mirati per tentare di affrontare il problema di un inquinante dannoso, ma sottovalutato, quale è l’ozono.
Pamela Turchiarulo e Andrea Taverna
OMD - Osservatoprio Meteo Duomo
In Germania il Tempio del risparmio energetico
In Germania il Tempio del risparmio energetico
EnerGon, la più grande Passivhaus del mondo che consente un risparmio
energetico dell’80% rispetto ad un edificio tradizionale
Si potrebbe definirlo il “tempio” del risparmio energetico. Si tratta
di EnerGon, il più grande edificio amministrativo al mondo realizzato
nello standard “Passivhaus”e diventato in Germania l’emblema del
progetto di abbandono del nucleare.
EnerGon sorge nella cittadina di Ulm, la regione tedesca del Baden-
Württemberg. L’ultimazione dei lavori è avvenuta ad ottobre del 2002,
mentre agli inizi del 2003 ha avuto luogo l’inaugurazione.
L’importante esperimento, una Passivhaus che consente un risparmio
energetico dell’80% rispetto ad un edificio tradizionale, è stato
finanziato dalla Software AG Stiftung, società informatica tedesca
con sede a Darmstadt.
L’edificio, a forma di triangolo, si estende su una superficie di
7mila metri quadrati distribuiti su cinque piani, spazio in grado di
ospitare fino a 420 persone. Gli autori del progetto, Stefan Oehler e
Barbara Faigle, hanno effettuato uno studio rigoroso e dettagliato
per raggiungere l’obiettivo del massimo risparmio energetico: pareti
esterne con angoli rotondi, facciate per il 44% in vetro, volumi
compatti degli uffici, un sistema di isolamento che consente
l’accumulo di aria calda d’inverno e fresca d’estate senza
dispersione di calore, e pannelli solari sul tetto.
Un tetto quasi interamente in vetro consente l’illuminazione naturale
di un atrio che si estende su una superficie di 430 metri quadrati.
I muri esterni, in parte realizzati in legno, hanno uno spessore di
60 centimetri. Finestre con doppi vetri consentono il passaggio della
luce e del calore solari.
Grandissima attenzione è stata riservata anche al sistema di
riscaldamento: l’aria esterna viene sia riscaldata che raffreddata
sotto terra e poi ridistribuita nel palazzo.
Questo il suo percorso: viene aspirata all’interno di una
canalizzazione, attraversa un tunnel di cemento e poi viene spinta
nel sottosuolo alla profondità di 100 metri dove la temperatura
rimane costante per tutto l’anno (12 gradi circa). Ritornando in
superficie, viene riscaldata per mezzo di scambiatori di calore o
anche dal caldo generato dagli stessi computer o occupanti
dell’edificio. Il percorso dell’aria termina con l’espulsione nel
palazzo attraverso apposite bocchette fissate negli uffici. Lo stesso
meccanismo avviene per la generazione di aria fredda; cambia solo la
temperatura, che viene regolata dalla circolazione di acqua fredda o
calda nei muri o nei soffitti.
In vista del risparmio energetico sono state anche concepite le
lampade degli uffici, che si regolano in base alla luce naturale e si
spengono automaticamente quando le stanze rimangono vuote.
Tutti accorgimenti che fanno dell’EnerGon l’emblema dello
schieramento della Germania contro l’energia nucleare. Ricordiamo, a
questo proposito, che quattro anni fa il cancelliere tedesco Gerhard
Schröder, sotto la spinta degli ecologisti, ha deciso che entro il
2025 l’energia nucleare sarà definitivamente abbandonata con la
chiusura delle 19 centrali nucleari del paese; e lo scorso novembre è
stata chiusa la prima, quella di Stade, nelle vicinanze di Amburgo.
Nel frattempo, lo Stato si impegna a finanziare, mediante appositi
sussidi o detrazioni fiscali, risorse energetiche alternative come
quella solare o eolica.
La decisione ha suscitato non poche polemiche, nonché tensioni
all’interno dello stesso Partito Social Democratico: il ministro per
l’Ambiente Jürgen Trittin vorrebbe promuovere maggiori sussidi per
l’energia rinnovabile, mentre il ministro dell’Economia e del Lavoro
Wolfgang Clement teme che ciò comporti una penalizzazione sul fronte
economico sia per l’industria che per i consumatori. Lo scorso
dicembre i due sono giunti al compromesso di ridurre gradualmente gli
aiuti statali, ma nel frattempo Trittin si è impegnato in una
campagna contro il diossido di carbonio compilando una lista in cui
sono elencati più di 2.600 località che hanno l’obbligo di ridurne le
emissioni dell’1,5% all’anno fino al 2007.
La realizzazione della Passivhaus di Ulm è costata circa 12,7 milioni
di euro, più o meno la stessa cifra che richiede un edificio normale,
con la differenza che il risparmio energetico offerto dall’EnerGon
compensa abbondantemente i costi di costruzione. Secondo quanto
dichiara Lars Borghaus, un dirigente della Software AG Stiftung,
riscaldamento e aria condizionata nella Passivhaus di Ulm hanno un
costo di un euro l’anno per metro quadrato, contro i tre-quattro per
un edificio tradizionale.
--
Forum di discussione della Rete del Nuovo Municipio
http://www.nuovomunicipio.org
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Associazione Il Giardino degli Aromi onlus (Milano, MI)
Siamo a Milano, all'interno del parco dell'ex o.p. Paolo Pini e disponiamo di una grande serra e di un appezzamento di terreno di ca. 5.000 mq dove produciamo e coltiviamo piante aromatiche, officinali e orticole. Vendiamo sia piante in vaso sia erbe fresche ed essiccate. Inoltre produciamo prodotti con le erbe essicctae (pot-pourri, cuscini del benessere, oli aceti e sali aromatizzati, ecc.) per finanziare le nostre attività di ortoterpia a favore di persone svantaggiate.
Ippocrate 45
Milano 20161, MI
Telefono: 0266203319
Cellulare: 3205795295
Fax: 0266203319
Sito web: http://olinda.org
Luogo e orari di vendita:
Non sono coltivatore diretto.
Metodo di coltivazione:
Al 50° Oscar dell’imballaggio
www.lifegate.it
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Scatole più leggere, vaschette più sottili, sacchetti con minore uso di materiale. Sono queste alcune soluzioni di packaging appena premiate dall'Istituto Italiano Imballaggio e dal Conai, Consorzio Nazionale Imballaggi.
Pensate che a volte l'involucro di un prodotto è il 95% del suo volume.
Per questo Giancarlo Longhi, direttore generale del Conai, dice che "non di puro marketing si tratta". L'imballaggio dei prodotti infatti è il primo passo per ottimizzare l'impatto ambientale dell'intero ciclo produttivo e di recupero dei materiali.
In tema di design, per esempio, alla Cartografia Posterla per la nuova confezione-regalo del Veuve Cliquot Chic, che dopo l’apertura diventa un comodo secchiello da ghiaccio.
Per la sicurezza dell’imballo a Deles Imballaggi, per aver miglirato le prestazioni di isolamento termico dei farmaci durante il trasporto, con Temperature Controlled Pack.
Hanno detto di Tutto Bio 2007
Hanno detto di Tutto Bio 2007Le recensioni della tredicesima edizionewww.biobank.it
La bibbia del biologico
Non tutto, ma sicuramente di tutto.
Volete scoprire i negozi bio della vostra città, o preferite acquistare comodamente seduti alla scrivania in uno dei 79 siti di e-commerce bio?
Cercate una mensa biologica per i vostri bambini o invece un ristorantino per una bio-cena romantica?
Questo ed altro ancora sull’edizione 2007 dell’ormai classico Annuario del biologico Tutto Bio.
Modus Vivendi, marzo 2007
“Buono, pulito, giusto”
“C’è tutto ciò che secondo il nostro giudizio è legato al buono, al pulito e al giusto”.
Spiega così, in estrema sintesi, Rosa Maria Bertino, coautrice del volume insieme a Achille Mingozzi, i contenuti della tredicesima edizione di Tutto Bio, Annuario del biologico.
Più che una guida dettagliatissima ed esauriente della produzione, del commercio e della filosofia delle produzioni biologiche in Italia, quasi un fenomeno partito a Forlì 13 anni fa ed ancora ben saldo nell’ambito di un settore - quello delle produzioni agricole biologiche, appunto - che per quanto relegato in una nicchia (intorno all’1,5 per cento della produzione agricola nazionale) si configura per molti, tra cui gli stessi autori, come “una goccia che contiene il futuro”.
Elide Giordani, La Voce di Romagna, 19 febbraio 2007
Il biologico piace sempre di più -I dati del settore in “Tutto Bio 2007”
Nove mense scolastiche, un ristorante, una gelateria, una pizzeria da asporto, una ditta di catering,
cinque negozi e un supermercato. Ecco in sintesi la mappa geografica dei luoghi
dove acquistare e gustare prodotti biologici a Forlì e nei centri del comprensorio.
E’ uno dei numerosissimi dati che si ricavano dal Tutto Bio 2007, annuario del biologico italiano appena uscito per le edizioni Egaf.
Fabio Gavelli, Il Resto del Carlino, 14 febbraio 2007
Il biologico in Italia, una guida per tutti
Tutto Bio è una guida indispensabile che presenta tutto il mondo del biologico, segue l’evoluzione del settore, capta i cambiamenti in atto, registra variazioni e trend delle varie tipologie di operatori ed elabora le statistiche Bio Bank.
A tal proposito, il rapporto Bio Bank 2007 vede l’Emilia-Romagna, la Lombardia e la Toscana come regioni leader del biologico.
Caterina Viola, La Repubblica-Salute, 15 febbraio 2007
Tutto Bio 2007, l'annuario del biologico
Questo libro è come una buona notizia che ogni anno si aggiorna.
"Bio", "etico", "ecologico", spiega, sono i tre aspetti che interagiscono e concorrono a un'offerta di prodotti vincenti, buoni, sani, puliti, giusti, che attendono solo... una scelta intelligente. La nostra.
Ed ecco venirci in soccorso questa bella guida, enciclopedica quanto basta eppur agile, che racchiude indirizzi, numeri, recapiti e informazioni utili per rintracciare tutti, ma proprio tutti i localini più ricercati e nascosti, i contadini che vendono direttamente i loro più saporosi prodotti (introvabili al supermarket), e gli agriturismi che ci consentono il sollazzo di un weekend o d'una vacanza al sole senza il timore che qualche bifolco lì vicino si metta a spruzzare pesticidi.
Perché in effetti una vita "bio" è a favore, e ce lo spiegano i contributi e gli approfondimenti di ben dieci redazioni giornalistiche, della natura, dell'ambiente, dell'equità e della salute.
(…) E come si fa allora a non essere a favore di una vita "bio"?
Bene, ecco il manuale indispensabile per viverla tutta.
Stefano Carnazzi, lifegate.it, 15 febbraio 2007
Sotto la lente “Tutto Bio” 5.500 operatori
Tutto Bio 2007, fotografa il biologico italiano dal 1993. In tredici edizioni
l’Annuario edito da Bio Bank by Egaf, ha ripreso puntualmente le varie fasi del settore: dalla lenta crescita, agli anni del boom, alla fase attuale più statica in Italia, molto dinamica sui mercati esteri.
Il tema di quest’anno “Bio, Eco, Etico, amici per la pelle” è stato sviluppato per la prima volta da una decina di giornalisti di altrettante redazioni impegnate da sempre su questi argomenti, con l’apertura di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, sul Cibo buono, pulito, giusto.
Anche quest’anno gli operatori italiani censiti da Bio Bank, la banca dati del biologico, e pubblicati sulle 304 pagine dell’Annuario sono più di 5.500.
Agrisole, 9-15 febbraio 2007
Il cibo sano è una guida per star bene
Arriva Tutto Bio 2007, tredicesima edizione dell’Annuario del Biologico,
guida per usufruire al meglio di quel che offre il settore a cura di Achille Mingozzi e Rosa Maria Bertino. Oltre a fornire i dati aggiornati di 5.500 operatori in Italia, quest’anno Tutto Bio mette in evidenza il filo che lega Bio, Eco ed Etico, i tre “amici per la pelle”.
Il Venerdì, 9 febbraio 2007
Tutto Bio 2007
Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana: sono queste le tre regioni leader del biologico secondo il Rapporto Bio Bank 2007 (edizioni Egaf), appena pubblicato sulla tredicesima edizione di Tutto Bio, per il quale è stata chiesta la collaborazione anche di Carta. L'Annuario riporta informazioni aggiornate su oltre 5.500 operatori bio in Italia, dei quali quasi 1.900 legati alla vendita diretta, e le schede illustrate dei prodotti bio (aziende con vendita diretta, agriturismi, mercatini bio, Gas, negozi, ristoranti, mense bio nelle scuole, aziende del commercio equo, associazioni bio a cominciare da Aiab, libri e periodici e molto altro).
Carta, 7 febbraio 2007
Tutto Bio 2007, la Michelin etica
E’ uscita la tredicesima edizione di Tutto Bio 2007 (Egaf edizioni, 16 euro), “una voce corale sul tema bio, eco, etico, amici per la pelle”, come scrivono i curatori Achille Mingozzi e Rosa Maria Bertino. Vero e proprio annuario del settore, Tutto Bio 2007 ha un cuore fatto di notizie, con informazioni aggiornate su 5.500 operatori bio in Italia dei quali 1.900 legati alla vendita diretta, le schede dei prodotti, degli agriturismi, dei mercatini bio, dei gruppi d’acquisto. E poi ancora supermercati on line, ristoranti, associazioni, fiere.
vita.it, 29 gennaio 2007
Alimentare: Emilia, Lombardia e Toscana leader del biologico
Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana sono le tre regioni leader del biologico secondo il “Rapporto Bio Bank 2007” pubblicato sulla 13° edizione di “Tutto Bio”, annuario specializzato edito da Egaf Edizioni di Forlì.
(…) I dati “Bio Bank” sono anche il cuore di “Tutto Bio 2007”. L’Annuario riporta informazioni aggiornate su oltre 5.500 operatori bio in Italia, dei quali quasi 1.900 legati alla vendita diretta, e le schede illustrate dei prodotti bio.
Ansa, 23 gennaio 2007
Pensare il vestito in modo ecologico
Un interessante articolo di Carnazzi di Lifegate invita a pensare ecologico nella moda e nella cultura dell'abbigliamento, lanciando un comportamento etico nel rispetto della natura e di noi stessi. Non abbiamo mai immaginato che molti nostri indumenti possano essere intollerabili per il nostro fisico nonchè per l'intero sistema ambientale e naturale, data la modalità di produzione dei medesimi.
Un caro saluto
Alessandro Rizzo
Nudi, nell'intimità
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Nudi, col cuore che batte avvolti alla persona che si ama. E poi sotto la doccia.
Pensateci bene. Sono gli unici momenti di tutta la vita in cui il nostro corpo non è coperto da un qualche indumento...
...Che siano i pochi centimetri quadrati del costume da bagno o i pesanti pastrani in cui ci s’imbacucca goffamente d’inverno. I vestiti sono una “seconda pelle” che copre, protegge dalle intemperie, riscalda. Che sfoggiamo per motivi estetici, culturali, rituali ed edonistici. Un lembo di stoffa ci accompagna ovunque, comunque, e l’industria della moda, economicamente prepotente e appariscente in tutti i paesi ricchi, ne studia tagli, linee, colori e tendenze.
Nulla di tutto ciò è scritto sull’etichetta dei vestiti.
È da notare che le reazioni paiono provocate soprattutto dai colori aptenici usati per ottenere il “blu scuro”, e molta parte delle persone allergiche sembrano non tollerare proprio i capi tinti di questo colore.
Dopo il raccolto, le fibre vengono filate e tinte esclusivamente con puro indaco e trattate con processi in linea coi dettami del più grande e rigoroso standard internazionale, l’Oeko-Tex 100, che garantisce la totale assenza di rilascio per sfregamento di sostanze tossiche. Perfino il filo per cucire, il cosiddetto cucirino, dev’essere in puro cotone, così come bottoni, cerniere e rivetti sono privi di contaminanti.
I misteri dell'aria di casa
www.lifegate.it
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Gas di scarico delle auto e fumi delle caldaie: questo è lo smog, nell’immaginario collettivo. Non pensiamo mai che in ambienti come la casa e l’ufficio l’aria possa essere più inquinata di quella esterna. Invece è proprio così.
La maggior parte della popolazione urbana trascorre dal 90 al 95% del proprio tempo in luoghi chiusi, dove gli agenti nocivi possono essere molti: formaldeide da legno trattato e truciolare, composti volatili da prodotti chimici per la pulizia della casa, pollini, acari e muffe, ma anche fumo di sigaretta e gas di combustione dei fornelli.
Ecco altri piccoli suggerimenti e informazioni utili:
- Usare i sacchetti di lavanda o i trucioli di cedro per profumare gli armadi. Le palline bianche di naftalina possono provocare emicranie, nausea, sindrome da affaticamento.
- Scegliere mobili in legno massello italiano, il meno possibile trattati, fabbricati con legname controllato. I mobili "etnici" possono essere, infatti, trattati con sostanze chimiche (si parla addirittura di DDT…) che, oltre ad evitare formazione di funghi e proliferazione di batteri, si diffondono nell’ambiente domestico.
- La stessa cosa vale per i pannelli in truciolato, tenuti insieme da colle che rilasciano, gradualmente, formaldeide nell'ambiente.
- Laddove non fosse possibile un ricambio naturale dell’aria si possono utilizzare dei filtri, costituiti da materiali naturali assorbenti (come i carboni attivi, che riducono le concentrazioni di inquinanti) e apparecchi condizionatori.
- Contro le polveri sottili, che arrivano dall’esterno attraverso la suola delle nostre scarpe e che si depositano sugli arredi, è consigliabile sfregare bene i piedi sullo zerbino prima di entrare in casa.
- Contro le muffe e i funghi che possono formarsi in bagno o in cucina: stendere i panni ad asciugare fuori, o con le finestre spalancate e assicurarsi che non vi siano perdite d'acqua.
- In ufficio, sistemare stampanti laser, fotocopiatrici, macchine termiche lontano dalle scrivanie o dagli ambienti lavorativi, o ancora in apposite stanze ventilate.
- Le piante come l'areca palmata, filodendri, ficus, felci, dracena, edera, dieffenbachia, capaci di assorbire forti quantità di molecole volatili nell'aria, sono utili anche per combattere le allergie da polline!
- Il comune "tronchetto della felicità" ha un’azione fenomenale contro la formaldeide e il benzolo (ne assorbe rispettivamente il 50 e il 52 per cento in un solo giorno).
- Meglio usare il meno possibile i mastici, che sono gomme o resine sciolte in solventi (toluene, xilene, pentano, nitropropano, benzene e stirene, idrocarburi), che per "funzionare" devono evaporare, rilasciando particelle chimiche nell'aria.
Monitor e consumi d'energia. Tutti i dati
Monitor e consumi d'energia. Tutti i dati
-----------------------------L'EPA - Environmental Protection Agency, l'ente protezione ambientale Usa, detentore dello standard per l'efficienza energetica Energy Star, ha commissionato all'Università di Berkeley, California, approfondite indagini sui consumi energetici degli apparecchi da ufficio.
Tra i dati elaborati, emerge che il consumo d'energia dei monitor dei computer varia anche a seconda dei colori, della luminosità, del contrasto impostato e, soprattutto, della quantità di luce generata.
Environmental Energy Technologies Division
Berkeley Nat.l Lab., University of California, Berkeley, USA
Assumendo 15 secondi per ogni ricerca, si ipotizza un totale di circa 1.000.000 ore al giorno in cui il motore di ricerca è visualizzato sui monitor di tutto il mondo
L'indice di penetrazione sul mercato dei monitor LCD è del 74% [DisplaySearch]
Un display LCD risparmia, visualizzando il nero invece che il bianco, 4 Wh; un display CRT 10 Wh. Il dato aggregato dell'universo monitor è quindi un risparmio medio di 5,5 Wh
Quindi il risparmio globale è di 5.500 megawattora al giorno.
E' quindi fondato presumere che l'impiego di un motore di ricerca nero farebbe risparmiare 2 milioni di KWh all'anno: in termini economici 200.000 euro all'anno d'energia in meno.
Secondo LifeGate questi risparmi in sé non sono significativi, il valore economico è di circa 200.000 Euro anno su tutto il pianeta.
LifeGate ha comunque sviluppato LifeGaatle, una sua versione di Google, perché anche questo, al di la dei risparmi e senza fare promesse sensazionali, contribuisce a diffondere un messaggio di attenzione all'ambiente.
Sostenibilità territoriale in Provincia
definire i termini di una efficace politica di sostenibilità globale del territorio è indispensabile disporre di dati precisi e circostanziati.
La Provincia di Milano ha realizzato per il secondo anno, in collaborazione con l'Istituto di ricerche Ambiente Italia, il Rapporto EcoSistema Metropolitano.
Un'indagine a livello comunale che individua le risposte delle amministrazioni locali alle criticità evidenziate.
Parallelamente è stato messo a punto anche il primo Rapporto di sostenibilità della provincia milanese: un'analisi a scala provinciale che prende in esame il complesso dello stato ambientale.
I risultati di questi due documenti sono complementari, vanno a comporre un quadro integrato che permette di individuare gli strumenti per definire le scelte di compensazione degli squilibri e di pianificazione ad ampio raggio.
Ore 9.45 Apertura lavori Pietro Mezzi Assessore al territorio e parchi, Agenda 21 della Provincia di Milano
Modera Stefania Fontana Staff assessore territorio e parchi, Agenda 21
Ore 10.00 Ecosistema Urbano: storia e prospettive Mirko Laurenti Legambiente Nazionale – responsabile progetto Ecosistema Urbano
Ore 10.15 Rapporto EcoSistema Metropolitano 2007 e Rapporto di sostenibilità 2007: sinergie e integrazioni per il sistema di diagnosi provinciale
Duccio Bianchi e Maria Berrini Istituto di ricerche Ambiente Italia
Ore 10.45 Indicatori per il Rapporto ambientale della VAS del PTCP Eliot Laniado Poliedra - Politecnico di Milano; Maria Rosa Vittadini IUAV – Venezia
Ore 11.15 Come sta il territorio della Provincia di Milano? Damiano Di Simine Presidente Legambiente Lombardia
Ore 11.30 Premiazione delle Buone pratiche ambientali nei Comuni della provincia di Milano
Ore 12.00 Dibattito
Ore 12.30 Conclusioni
Fonte: Provincia di Milano
http://www.provincia.milano.i
Costruendo edificio Via Nervesa
Giovedì il dibattito sul punto riguardante la concessione edilizia di uno stabile da erigersi nella vecchia area ormai in dismissione di autovendita e di permuta di autovetture, il cui proprietario è intenzionato a erigere.
La commissione edilizia del consiglio di zona aveva espresso in seduta del 22 maggio us un parere, presentato in seduta consiliare, che non era convergente con la reale conclusione dei lavori, che non aveva previsto un parere chiaro e delineato: il parere era favorevole.
In seduta dell'ultimo consiglio si è avuta una cospicua presenza di residenti degli stabili limitrofi, troppo limitrofi, che hanno espresso la loro opposizione alla realizzazione dello stabile, portando due elementi che sono stati funzionali e fondamentali per l'esame compiuto e completo del progetto edilizio:
- una testimoniata opposizione e critica alla realizzazione dello stabile tramite una petizione firmata da 150 persone;
- la presenza di un parere negativo espresso dalla Commissione Edilizia del Comune di Milano, in seduta 10 maggio, precedente alla commissione consiliare di zona.
Ho espresso nel mio intervento la mia forte contrarietà, immutata rispetto a quella espressa in riunione di commissione, circa il grave impatto ambientalistico che deriverebbe dalla realizzazione dello stabile, in un'area che chiaramente potrebbe essere adibita ad altri scopi, destinazioni, che possano arricchire paesaggisticamente il quartiere, in un ambito, quale quello presente, di forte presenza di alberi e di un'area verde di discreta dimensione. La realizzazione dell'edificio, pur rispettando qualsiasi tipo di normazione in materia, è chiaramente insostenibile per i residenti degli edifici vicini, posti in Corso Lodi e in Viale Bacchiglione, che avrebbero a pochi metri uno stabile di dimensione ampia e di altezza altrettanto consistente.
Noi non siamo, come consiglio, un'autorità giudiziaria, atta solamente a verificare la sussistenza e l'osservanza delle norme in materia di edificazione: chiaramente questo compito è conditio sine qua non si potebbe procedere in un progetto che risulterebbe fortemente violante le disposizioni in materia, ma non è l'unica conditio sine qua non si potrebbe esprimere comunque, a prescindere, parere negativo. Il nostro è un organo politico e su un tema, quale quello della dimensione progettuale territoriale, con tutte le dovute accortezze di uno sviluppo equilibrato e sostenibile sia dal punto di vista urbanistico, sia da quello ambientale, deve rivendicare una facoltà potestativa primaria, essendo il territorio materia di importanza assoluta e determinante per la dimensione circoscrizionale.
Ma perdipiù occorre denunciare il fatto che il parere, come ho avuto modo di esprimermi in consiglio, della commissione di zona è stato posto sequenzialmente in modo successivo rispetto al parere espresso dalla commissione edilizia del Comune di Milano. E', questo, un fatto che permette di addurre delle giustificate perplessità e quanto mai preoccupazioni profuturo, essendo la commissione zonale il primo organo istruttorio dal quale devono passare i progetti di permesso di edificazione, da cui, poi, procedere con una relativa relazione da sottoporre all'esame e al voto del consiglio di zona. Al fine di questo primo passaggio il tutto dovrebbe essere trasmesso alla prima seduta della commissione competente comunale, edilizia in questo caso, che dovrebbe, visto il parere del consiglio di zona, esprimersi sull'avvallo di dati maggiormente incisivi per una scelta adeguata e non contrastante la volontà politica del decentramento.
Così non è avvenuto. Bisogna dire che la relazione finale che è stata approvata ha provveduto a riesaminare la questione in una nuova commissione edilizia, da indire nei prossimi giorni, pena la scadenza dei termini previsti per esprimere il parere consiliare, dove poter analizzare con attenzione le motivazioni addotte dalla commissione comunale, per, poi, procedere a un rinnovo del pronunciamento. Penso che sia quanto meno necessario ravvisare quanto ancora il potere del consiglio di zona sia stato chiaramente baipassato, ossia sia stato eluso nei fatti e nella sostanza da un parere espresso precedentemente dalla commissione centrale espresso a prescindere dal pronunciamento del consiglio di zona. Il passaggio testimonia un dato di fatto precedente per altre casistiche che ledono ancora fortemente il potere del consiglio di zona, già di per sè contenuto e ristretto.
Io credo, però, che alcune dichiarazioni siano da bocciare e non ammettere: dichiarazioni avutesi durante il dibattito consiliare, che è pubblico, in cui si evinceva la volontà di assoggettare l'autorità consiliare agli interessi dei costruttori, il cui diritto di libertà di impresa non può essere eluso e condizionato da nessun tipo di intervento politico. A questo punto permettiamo che la città diventi una vera e propria babele di costruzioni selvagge, come spesso accade, dove il carattere e l'intentio prettamente "speculativa" è quanto mai palese, anche sul fatto che più costruzioni a destinazione residenziale privata determina un aumento vertiginoso del costo degli immobili, incrementando una bolla che è sulla via del collasso.
Il compito del consiglio di zona è dimensionare gli interessi esistenti e reperire una soluzione POLITICA alla questione, chiara, decisa, di indirizzo politico territoriale conveniente alla cittadinanza e alla dimensione urbanistica sostenibile della circoscrizione, senza premettere, sotto pressioni di varia natura, interessi parziali e individuali, che ledono chiaramente un percorso di espressione di un progetto che interessi la città nel suo complesso. E' pleonastico asserire che le soluzioni non sempre beneficiano tutti gli interessi presenti: ma questa è la natura della scelta che un organo politico deve sapere fare coerentemente con il suo compito e la sua funzione di provvedere alla dimensione generale e collettiva della città nel suo sviluppo sociale, economico, culturale, civico, urbano, con al centro la visione della tutela della persona, della dimensione umana e solidale, della dimensione della giustezza e dell'equilibrio con altri elementi che devono essee soggetti a tutela e a garanzia: l'ambiente, la vita quotidiana, i diritti individuali delle persone.
La maggioranza suggeriva di esprimere un parere condizionato: la condizione a un parere svilisce ulteriormente il già limitato provvedimento e la già limitata decisione del consiglio di zona, in quanto se è favorevole non verrebbe minimamente considerato dall'amministrazione comunale centrale.
Alessandro Rizzo
Presidente del Gruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 - Milano
Un concerto underground per l'ambiente
Per saperne di più potete contattare Lifegate, www.lifegate.it, in cui poter accedere a un modulo di iscrizione, per chi fosse interessata o interessato a prendere parte a questa splendida mobilitazione artistica, oppure potete visionare il calendario degli appuntamenti con i singoli artisti, impegnati in questo concerto metropolitano. Speriamo che la forza di questo concerto possa all'unisono scalfire molta indifferenza ancora presente nella società attuale. Occorre invertire la rotta: e chi meglio della voce libera dell'arte musicale può aiutarci.
Alessandro Rizzo
http://www.lifegate.it/lg_rad
Dal "World earth day" 22 Aprile nelle più trafficate stazioni della metropolitana milanese, aspiranti musicisti selezionati suoneranno per la natura. Il progetto che si concluderà il 5 Giugno - Giornata mondiale dell'ambiente con un evento in uno dei più rinomati parchi milanesi.
DOVE SI SVOLGE
Fidel e il futuro del mondo
Programma Fà la Cosa Giusta!
Per il 2007, Fa’ la cosa giusta! punta a una qualità sempre più alta di convegni, incontri e seminari. L’idea portante è un programma d’incontri snello, focalizzato sul tema cardine della quarta edizione: l'energia. Attorno a questo tema si è sviluppato un progetto ambizioso, pensato e realizzato insieme al nodo di Milano della Rete Lilliput, il cui motto è: “Non solo una fiera, ma le basi di un percorso che continua”.
Al percorso di progettazione del programma culturale hanno partecipato numerose associazioni e reti di Milano che desideriamo ringraziare per l'impegno e la capacità propositiva. Grazie a loro il programma di incontri e convegni per Fa' la cosa giusta! 2007 avrà una forte coerenza interna, un alto livello di qualità e di approfondimento e un elevato grado di rappresentatività per la città di Milano e la Lombardia, ma sempre con lo sguardo verso una dimensione nazionale e globale.
L'idea forte alla base di questo percorso partecipato è il tentativo di fare sì che il programma convegnistico diventi sempre di più il cuore pulsante della fiera: un vero laboratorio per riuscire a connettere le diverse esperienze e proposte e concorrere alla nascita di nuove relazioni e elaborazioni, che partano da Fa' la cosa giusta! per continuare a svilupparsi successivamente. La fiera come punto di approdo e al contempo di partenza per una nuova e più forte cultura di rete.
In questo senso va inquadrata la nuova struttura del programma convegnistico: diverse tipologie di incontri che risponderanno a tre livelli diversi di consapevolezza e di disponibilità al coinvolgimento del visitatore. Una struttura che trae la sua ispirazione dai principi fondamentali della progressione nonviolenta, principi che l'intero gruppo ha fatto propri, provando ad applicarli a tematiche che solo in apparenza sono distanti.
• INFORMAZIONE: occasioni per accostarsi ad un tema e per stimolare la nascita di nuove conoscenze e consapevolezze
• FORMAZIONE: occasioni per approfondire le conoscenze e acquisire competenze maggiori attraverso workshop e seminari.
• AZIONE: incontri che coinvolgono le reti già attive e puntano a metterle in relazione con altre reti, politiche economiche e sociali, per organizzare azioni collettive sempre più partecipate.
VENERDI 13 APRILE
ore 18:00/21:00
CONVEGNO DI APERTURA: La sfida dei limiti: risorse, inquinamento, alternative possibili.
A cura di Altreconomia e del tavolo per la sezione speciale Energ-eticamente!
Intervengono: Vincenzo Balzani (Università di Bologna); Gianni Silvestrini, (Politecnico di Milano, direttore Kyoto Club e della rivista Qualenergia); Lorenzo Pagliano (Politecnico di Milano) ; Luigi De Paoli (Università Bocconi, Direttore Master MEMA); Fabrizio Fabbri (capo segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente); On. Pierluigi Bersani (Ministro dello Sviluppo Economico – invitato). Modera Sylvie Coyaud (Il Sole 24 ore, La Repubblica)
La creazione e lo sviluppo di Reti di Economia Solidale
A cura di RES, nuovi stili di vita
ore 15:00/19:00
Il Codice del Consumo, aspettative e problematiche.
Promosso da Provincia di Milano – Direzione di progetto Diritti, Tutele e Cittadinanze sociali in collaborazione con le associazioni dei consumatori
Happy Hour socialmente responsabile.
A cura di ARCi e Campagna Meno Beneficenza Più Diritti
ore 16:30/17:30
Incontro a cura della Provincia di Ascoli Piceno
Incontro a cura di GAMEDIT
ore 16:00/17:00
Presentazione degli atti del convegno: “Spaziare, voce del verbo farsi spazio".
A cura dell'Assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia di Milano
Presentazione degli atti del convegno "La responsabilità sociale delle imprese. Equità e sostenibilità globale"
A cura dell'Assessorato alla Cooperazione Internazionale della Provincia di Milano
Programma ufficiale
ore 10:00/13:00
Gestione dei rifiuti urbani e industriali. Prevenzione, recupero dei materiali, trattamento, produzione di energia dalla combustione.
A cura di Medicina Democratica e Rete Rifiuti Zero
Economia e società nell'era climatica.
A cura di Ecoistituto Terremutanti
ore 10:00/13:00
Le Reti di Economia Solidale e le Pubbliche amministrazioni Locali
A cura di RES, nuovi stili di vita
Energia e gestione del potere: le fonti di energia alternative al petrolio.
A cura di Casa Pace e Basta Guerra
Energie rinnovabili e tecnologie appropriate per il sud del mondo.
A cura di Ass.ne Salvambiente
14:30/15:30 (1°parte); 17:00/17:30 (2° parte)
Workshop: Il G.A.S., gruppo d'acquisto solidale.
A cura di Intergas
Workshop: La liberalizzazione del mercato dell'energia.
Il clima cambia...e tu cosa aspetti? Incontro d'azione delle reti italiane per il lancio della Campagna Mondiale sul Clima.
A cura di Ecoistituto Terremutanti e Global Climate Campaign
ore 15:30/16:30
Red Century: ditelo con un fiore giusto
A cura di Cgil, Cisl e Uil di Imperia con Movimento Fiori e Diritti Liguria
ore 14:00/17:00
Il fondo di cooperazione provinciale, un'esperienza innovativa per una nuova cooperazione comunitaria
A cura dell'Assessorato alla Partecipazione e cooperazione internazionale della Provincia di Milano.
Significati e strumenti dell'educazione alla mondialità e al consumo a scuola.
A cura di CTM Altromercato e Chico Mendes
ore 11:00 / 13:00
Presentazione del libro “Vivi con stile”, vademecum pratico per il vivere quotidiano.
Presentazione di “Pedalabile Beat”, romanzo di formazione sentimentale e ciclistica
Sala Acqua
ore 10:00/13:30
Teatro Forum: Il valore della decrescita e la critica al consumo
A cura del Gruppo per il Programma culturale, in collaborazione con Ass.ne Giolli.
Acqua e Energia: un contratto per i Beni Comuni
ore 10:00/12:00
Energia, Acqua, Trasporti.
A cura di ATTAC Milano
Workshop: Acqua buona, controllata, comoda, poco costosa
A cura del Comitato Milanese per l'Acqua
ore 10:00/11:30
Seminario: I G.A.S e il risparmio energetico.
A cura di Intergas
Fonti energetiche e sostenibilità in agricoltura. Opportunità e problemi aperti
A cura di AIAB Lombardia
Quelli che la partecipazione: la "redazione aperta" di Terre di mezzo
Incontro con Luca Mercalli, Presidente società meteorologica italiana Onlus.
ore 14:00/18:00
La Responsabilità Sociale delle Organizzazioni.
Promosso da: Provincia di Milano – Direzione di progetto Diritti, Tutele e Cittadinanze sociali in collaborazione con le associazioni dei consumatori
ore 10:00/11:00
Sviluppo sostenibile e solidarietà. L'impegno quotidiano di COOP Lombardia per sviluppare qualità, equità e rispetto dell'ambiente.
A cura di COOP Lombardia
Incontriamoci in Salute! Esperienze mutualistiche e assicurative a favore degli operatori della cooperazione sociale per una sanità più sostenibile.
A cura di Consorzio Sociale Caes Italia e Cesare Pozzo
TFR e Risparmio consapevole.
A cura di CGIL Lombardia
Vestire giusto è possibile: l'esperienza della nuova filiera tessile Altromercato.
A cura di CTM Altromercato
ore 11:15/13:00
Presentazione del libro “11 settembre. I miti da smontare” (Ed. Altreconomia)
Uno spazio aperto e attrezzato per poter sistemare e riparare le proprie biciclette, aiutati dai volontari ed esperti ciclisti delle associazioni. All'interno dello spazio saranno proposte iniziative e presentati progetti per la mobilità sostenibile e la promozione dell'uso della bicicletta.
A cura di +bc e Ciclobby
IL LATTE NON PUO’ ESSERE SVENDUTO
Dichiarazione di Guido Pollice, Presidente Nazionale Verdi Ambiente e Società (VAS), e Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori
E continueremo la nostra battaglia per ottenere una legislazione nazionale sulla rintracciabilità dei prodotti, affinché la trasparenza delle etichette, osteggiata dalle industrie, consenta di risalire all’origine dei prodotti e di svelarne la qualità (nel caso del latte sarebbe indispensabile sapere quali alimenti sono stati somministrati agli animali). Questa è l’unica opzione possibile per consentire al cittadino di scegliere liberamente cosa mangiare e al produttore di continuare a lavorare seriamente. Il resto sono chiacchiere”.
PER DIFENDERE IL LATTE
Dichiarazione di
Guido Pollice, Presidente Nazionale Verdi Ambiente e Società (VAS)
Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori
Acqua in Comune
Acqua in Comune
Sala Alessi - Palazzo Marino
Piazza della Scala, 2 - MilanoSiamo convinti che sia necessario ed urgente avviare questo confronto, che chiami tutti gli attori in campo a misurarsi con la riduzione delle disponibilità idriche e con la necessità di riflettere su cos’è un bene comune, senza il quale non esiste nemmeno l’idea della comunità e della politica.
Parteciperanno al convegno, tra gli altri, i Presidenti e i Direttori delle maggiori aziende di gestione del servizio idrico di Milano e Provincia, il Presidente del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua. Concluderà gli interventi Alex Zanotelli, Padre Comboniano che da anni è impegnato nel riconoscimento del diritto all'acqua per tutti.
Per qualsiasi informazione:
Cristina Sossan, Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua, 02.4079213
Interrogazione sui livelli esposizione al rumore
Alla cortese attenzione
del presidente della Commissione Territorio
Giorgio Tomellini
del presidente della Commissione Edilizia
Bruno Bernardi
Presidente del Gruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4
principi fondamentali governo del territorio
Italia Nostra onlus - Associazione Polis
Ipotesi di principi fondamentali in materia di governo del territorio
Lunga vita alle batterie al piombo!
Lunga vita alle batterie al piombo!Nel 2006 il Cobat ha raccolto e avviato al riciclo quasi 16 milioni di pezzi, recuperando più di 100mila tonnellate di piomboLIVORNO. Nel 2006 sono state 11.504 le tonnellate di batterie al piombo esauste raccolte e avviate al riciclo dal Cobat in Toscana. In tutto in Italia sono state 191.743 tonnellate, pari a oltre 15,8 milioni di singole batterie, da cui sono state recuperate circa 107.300 tonnellate di piombo, 9.000 tonnellate di plastiche nobili (polipropilene) e neutralizzati oltre 31 milioni di litri di acido solforico.
Capofila nella raccolta è la Lombardia, con circa 33,6 mila tonnellate, seguita da Veneto (21,5 ton), Emilia Romagna (18,5), Campania (18,1), Lazio (16,6), Piemonte (14,4) e Sicilia (13,7). Subito dopo la Toscana, che è quindi settima. Con il piombo recuperato nell’anno passato sono stati risparmiati oltre 110 milioni di euro sulle importazioni di questo metallo.
«I dati di raccolta del 2006 – ha dichiarato Giancarlo Morandi, presidente del Cobat – confermano l’efficienza e l’efficacia del lavoro svolto dal consorzio. La capillarità e la rilevanza dell’azione di raccolta assicurata dai nostri raccoglitori incaricati confermano al Cobat un ruolo cruciale per una gestione adeguata e sicura di questi rifiuti pericolosi, a tutela della salute pubblica e per la protezione dell’ambiente».
La quantità totale delle batterie esauste raccolte in Italia nel 2006 sarà però definitivamente nota al termine del mese di giugno. Già oggi è però possibile affermare che con il consuntivo finale di giugno, per la 2a volta consecutiva, in Italia la raccolta totale supererà quota 200 mila tonnellate. Il Consorzio, infatti, stima che le altre imprese private operanti nel nostro Paese abbiano contribuito quest’anno alla raccolta per circa 12.000 tonnellate.
Le batterie riciclate sono quelle al piombo di auto, camion, mezzi agricoli, mezzi per la nautica. Le batterie dei treni, dei muletti elettrici dei supermercati e simili. Inoltre quelle presenti negli impianti stazionari (ex: i gruppi di continuità degli ospedali, delle centrali elettriche etc – tutti quei posti dove l’elettricità non può mancare) e le batterie che alimentano i ripetitori di telefonia dove non arrivano i fili elettrici
Il riciclo delle batterie al piombo esauste mediante il recupero del metallo in esso contenuto presenta notevoli vantaggi per la collettività, sia in termini economici sia ambientali. Il piombo “secondario”, infatti, è identico a quello estratto dal minerale, è riutilizzabile all’infinito e per la sua lavorazione è possibile un risparmio energetico pari al 66% rispetto al piombo “primario”. Essendo l’Italia un Paese importatore di tale minerale, la riduzione dei volumi da acquistare contribuisce positivamente alla bilancia nazionale dei pagamenti. A tale scopo basti pensare che il metallo riciclato dalle batterie esauste rappresenta oltre il 50% della produzione italiana di piombo nonché circa il 40% del fabbisogno nazionale. Se il riciclo non fosse possibile, inoltre, lo smaltimento delle batterie potrebbe avvenire solo con il conferimento in discariche idonee a ricevere rifiuti tossico-nocivi. Si calcola che, dall’inizio della sua attività, il Cobat ha sottratto allo sversamento nell’ambiente circa 425 milioni di litri di acido solforico diluito.
Sono sei gli impianti consorziati del Cobat in Italia che effettuano il riciclaggio delle batterie, con una capacità di 442.000 tonnellate per anno, superiore rispetto ai volumi provenienti dalla raccolta. Tali impianti sono situati in Lombardia, in Campania, in Calabria e in Sicilia: Eco-Bat S.p.A. - Paderno Dugnano (MI) Piomboleghe S.r.l. - Brugherio (MI) Piombifera Bresciana S.p.A. - Maclodio (BS) Eco-Bat S.p.A. - Marcianise (CE) Me.Ca. S.r.l. - Lamezia Terme (CZ) E.S.I. S.p.A. - Pace del Mela (ME)»
Il processo di recupero avviene sostanzialmente in quattro fasi: la frantumazione delle batterie; la fusione; la raffinazione del prodotto; l’tilizzo del piombo secondario.
Il piombo ottenuto dal processo di riciclaggio ha gli stessi utilizzi del piombo ottenuto da minerale in quanto ha le stesse caratteristiche fisico-chimiche e grado di raffinazione. Il mercato è internazionale e le quotazioni sono determinate al London Metal Exchange. Il consumo nazionale di piombo si attesta intorno alle 280.000 t/a di cui oltre 200.000 t/a prodotte in Italia. Di queste oltre 100.000 t/a sono di piombo ottenuto dal riciclaggio delle batterie esauste. Il piombo viene reimmesso nel ciclo industriale per trovare impiego soprattutto nella produzione di nuovi accumulatori, ma anche per il rivestimento di cavi di trasporto d’energia, nell’industria chimica, in quella delle ceramiche, nonché per la produzione di apparecchiature radiologiche e lastre e tubi per l’edilizia.http://www.ecomondo.it/
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Milano: Smog, bambini con polmoni da fumatori
Corriere della Sera on-line, Cronache, 19 gen 2006 18:14
MILANO - Lo smog riduce i polmoni dei bambini come quelli dei vecchi
fumatori. "Gli studi scientifici degli ultimi anni - ha detto
Alessandro Fiocchi, direttore della Clinica Pediatrica Melloni di Milano -
hanno dimostrato che l'aumento del PM10 determina nei bambini,
entro il primo anno di vita, un aumento del 22% della mortalita'
a causa di malattie respiratorie".
"Sono sempre di piu' i bambini che dopo 2 o 3 mesi di
tosse continua presentano lesioni del polmone identiche a quelle che si
trovano piu' comunemente nei fumatori o nell'anziano", ha spiegato il
medico durante la conferenza stampa del terzo Meeting di Allergologia
Pediatrica, che riunisce i pediatri a Milano da oggi a domenica. (Agr)
dossier sulla caccia
Italia, Belpaese anche per l’enorme patrimonio di biodiversità, con ben 94.771 specie diverse di animali, ma che ad ogni chiusura della stagione venatoria svela un atteggiamento ‘contronatura’. Italia, paese dove ancora si spara ad aquile e lontre, come è accaduto in questa stagione di caccia, dove decade persino il decreto che tentava di farci entrare in Europa, vietando di sparare nelle aree SIC e ZPS (tutelate dalle norme comunitarie), a causa dell’ostruzionismo in un Parlamento che non fa in tempo a convertirlo in legge, dove ben 13 regioni abusano del meccanismo delle deroghe per uccidere a specie protette come peppole e fringuelli e allungano i periodi di caccia previsti dalla legge nazionale.
Italia dove si è ancora costretti ad attribuire a 3 regioni, Liguria, Veneto e Toscana, la MAGLIA NERA per aver emanato leggi sulla caccia, piani faunistici venatori e attuazione della direttiva Uccelli dell’Unione Europea in totale contrasto con le norme comunitarie. Italia, dove il diritto di chi imbraccia il fucile (e che rappresenta meno dell’1% della popolazione) prevale sugli altri cittadini quando si tratta di entrare in terreni privati in virtù di un assurdo articolo del Codice Civile in palese violazione delle leggi sulla proprietà privata. Italia, paese dove è ancora necessario lo sforzo di centinaia di guardie volontarie venatorie per contrastare il bracconaggio che vede nelle aree più calde, come le Valli Bresciane, lo Stretto di Messina, l’Isola d’Ischia, il Delta del Po, le lagune pugliesi, trasformare l’esercizio della caccia in attività illegale. Italia dove si spara persino da bunker interrati, si seminano trappole, lacci, reti, si ingannano uccelli di pochi grammi con richiami vivi o elettromagnetici vietati dalla legge e che fanno recapitare migliaia di animali feriti o uccisi ai Centri di recupero. Italia dove il bilancio del bracconaggio, un viziaccio tutto italiano, ancora una volta è in nero. Il fenomeno, ricorda il WWF, sta portando sull’orlo dell’estinzione almeno 10 specie protette: orso bruno marsicano, grifone, falco pecchiaiolo e altri uccelli migratori, istrice, lontra, lince, lupo, gallina prataiola e persino il dattero di mare.
E’ questa la triste sintesi del Dossier del WWF “Radiografia di un paese contronatura e fuori dall’Europa” presentato oggi presso il Centro di Recupero Animali Selvatici della Maremma di Semproniano (Grosseto), alla vigilia della chiusura della stagione venatoria 2006-2007 che vedrà sparare l’ultima cartuccia il prossimo 31 gennaio.
“E’ urgente invertire la rotta di un paese dove la quasi totale maggioranza degli italiani è persino contraria a qualsiasi attività venatoria e ricondurre questa attività a semplice esercizio ricreativo riducendo il suo forte impatto, insieme al bracconaggio, sulla fauna” – ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente del WWF Italia
Il WWF indica 4 semplici richieste:
- alle Regioni, alle quali chiediamo di rispettare le leggi europee e quelle della natura abbandonando la tentazione di ottenere consensi elettorali in cambio delle concessioni ai cacciatori;
- al Parlamento e al Governo che devono approvare rapidamente le norme che applicano la Direttiva Habitat sulla fauna e habitat naturali (anche per evitare pesanti sanzioni dall’Unione Europea) e appoggiare la proposta di legge di modifica dell’art. 842 del Codice Civile che vieterebbe finalmente di cacciare nei terreni privati anche se non recintati;
- infine ai cacciatori ‘illuminati’ che devono uscire allo scoperto appoggiando le richieste delle associazioni e affrontando anche confronti pubblici sui possibili convergenze con amministratori locali e associazioni venatorie.
“Questo è forse il momento più favorevole per agire e lasciarsi alle spalle le polemiche strumentali e inutili e convergere finalmente tutti su un obiettivo comune che è quello di proteggere il nostro patrimonio comune di biodiversità che passa necessariamente attraverso la rigida regolamentazione dell’attività venatoria ed un appoggio forte con strumenti e mezzi alla lotta al bracconaggio. Il percorso è semplice: si tratta solo di una questione di buona volontà”, ha concluso Pratesi.
BRACCONAGGIO: ANCORA UN ANNO NERO
Al danno enorme dell’attività venatoria ‘legale’ per la fauna si aggiunge quello ben più grave e di proporzioni insostenibili connesso al bracconaggio che si manifesta regolarmente secondo una varietà infinita di pratiche. L’impennata dei ricoveri di animali protetti (migliaia ogni anno), soprattutto uccelli rapaci, in coincidenza con la stagione di caccia, è un segnale inconfutabile della grave commistione tra le due realtà. Quest’anno non sono mancati episodi eclatanti di uccisione o ferimento di aquile reali (Biondino-Lecco a gennaio, a novembre nel Bergamasco), di una lontra in Basilicata. Aperti ancora i ‘fronti’ più caldi, come le valli bresciane, le lagune del delta del Po nonostante siano all’interno della Rete natura 2000, dell’isola d’Ischia, dello stretto di Messina, delle lagune pugliesi. Le oltre 400 guardie volontarie venatorie del WWF, divise in 49 Nuclei provinciali su 4 regioni sono costrette ad un controllo serrato e svolgono funzioni di Polizia Giudiziaria in stretta collaborazione con l’Autorità giudiziaria. Appostamenti per scovare bracconieri e cacciatori poco attenti alle regole in condizioni totalmente disarmate: unici strumenti l radio trasmittenti, binocoli, macchine fotografiche, carta e penna ed un’infinita volontà.
I Campi antibracconaggio più difficili, quelli di Ischia dove dopo 10 anni di intensa attività il fenomeno di bracconaggio si è per fortuna ridotto quasi allo zero, quello delle Valli bresciane, una delle zone ancora a più alta intensità di bracconaggio d’Italia, dove le guardie pattugliano sia le montagne della Val Sabbia, Val Camonica e Val Trompia che le zone collinari e pianeggianti della parte meridionale della provincia. Nel 2006 qui sono stati sequestrati circa 2.000 animali protetti (fringuelli, pettirossi, rari beccofrosoni), 400 archetti (erano 4.000 nel 2002), 26 reti da uccellagione e oltre 500 trappole , 65 richiami elettroacustici in 3.500 ore di servizio.
Petizione per favorire distributori di idrogeno
Petition on line e Beppe Grillo - Firma la Petizione per favorire
l'installazione dei distributori di idrogeno
Oggetto: Signature Confirmation - OBBLIGHIAMO LE MULTINAZIONALI DEL
PETROLIO A MIGLIORARE L'AMBIENTE - 126259 - idrogeno
"OBBLIGHIAMO LE MULTINAZIONALI DEL PETROLIO A MIGLIORARE L'AMBIENTE"
Da Beppe Grillo
Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male
respirare le polveri sottili e vedere persone a cui vuole bene morire
di cancro intorno a sè per il benessere delle multinazionali
petrolifere e ha chiesto alla commissione europea (dipartimento
dell'ambiente) di creare una legge che obblighi i padroni del petrolio
ad installare accanto ad ogni distributore di benzina almeno un
distributore ad idrogeno e di incominciare a produrlo utilizzando
energie rinnovabili.
In parole povere questa legge favorirà introduzione sul mercato delle
automobili ad idrogeno a ***ZERO INQUINAMENTO*** e ad alte prestazioni!!!
Finalmente potremo respirare a pieni polmoni e anche i figli dei nostri
figli!
L'auto del futuro esiste già in vari modelli!
Bastano 800.000 firme per far abbassare la testa ai padroni del petrolio.
Firmate la petizione per voi, i vostri amici e parenti!
Cogliamo questa opportunità e facciamone un'arma, anche per altre piccole
battaglie.
Io l'ho fatto e sono il numero 18531!!
PER FIRMARE LA PETIZIONE SUL LINK QUI SOTTO:
http://www.petitiononline.com
Oil for “know how”: Londra per un nuovo mondo
Finanziaria e risparmio energetico
Le proposte del Governo per risparmiare energia. Presentiamo le novità dal punto di vista energetico contenute nel disegno di Legge Finanziaria per il 2007
- Agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, con l’innalzamento dal 36% al 55% della detrazione fiscale per interventi di riduzione dei consumi energetici per il riscaldamento e l’isolamento di pareti e finestre;
- un fondo di 15 milioni di euro per la costruzione di nuovi edifici di piccole e medie dimensione ad altissima efficienza, con un fabbisogno energetico minore del 50% rispetto a quanto prevede la legge;
- contributi per frigoriferi o congelatori ad alta efficienza energetica, per una quota pari al 20% del prezzo d’acquisto (per una somma non superiore ai 200 euro per elettrodomestico);
- incentivi per l’installazione di motori industriali ad alta efficienza e a velocità variabile;
- semplificazioni amministrative per i piccoli auto-produttori di energia elettrica. Estensione agli impianti fino a 200 kW, alimentati da fonti rinnovabili o cogenerativi, del meccanismo dello “scambio sul posto” dell’energia elettrica;
- riduzione del 20% del carico fiscale sul Gpl; realizzazione di un fondo di 100 milioni di euro annuali per il 2007, 2008 e 2009, da destinare ad incentivi per la trasformazione e l’acquisto di autoveicoli a Gpl o metano;
- incentivi per aumentare la presenza nel mercato italiano dei biocarburanti, allineando la legislazione italiana alla Direttiva europea 2003/30/CE;
- interventi sulla fiscalità energetica per la riduzione dei costi di fornitura di energia alle fasce deboli, e la copertura dei costi per Regioni ed Enti che sono interessati a nuove infrastrutture energetiche di rilevanza nazionale;
- Iva agevolata per energia prodotta da fonti rinnovabili o da impianti di cogenerazione ad alto rendimento.
Ma quanto consumo?
Un cd-rom che calcola i consumi energetici e le emissioni inquinanti di anidride carbonica dei singoli. E che consente di capire come risparmiare energia attraverso piccoli accorgimenti quotidiani, partendo dall’abitazione, i trasporti, l’alimentazione, il vestiario e i rifiuti.
È l’idea sviluppata dall’Ecoistituto “Pasquale Cavaliere” di Torino - attivo dal 1998 nei campi della ricerca, dell’educazione ambientale e della diffusione delle buone pratiche -, attraverso il cd-rom RiduCO2 v.2, uno strumento educativo-informativo utile per promuovere comportamenti più rispettosi nei confronti dell’ambiente, coinvolgendo e responsabilizzando in prima persona i singoli. Dai cambiamenti climatici alle fonti rinnovabili, dalla normativa nazionale e internazionale alla situazione energetica mondiale, arrivando al cuore del cd: il calcolatore delle emissioni, un software di calcolo che permette all’utilizzatore di verificare i propri consumi di energia (ma anche le emissioni, i costi e l’impronta ecologica relativi) e di compiere azioni di riduzione intervenendo sulla gestione energetica della propria abitazione e sui propri stili di vita. Basterà qualche click, per esempio, per quantificare la riduzione dei consumi ottenuti dalla sostituzione dei vecchi elettrodomestici con quelli ad alta efficienza. O per sapere quanta anidride carbonica si evita preferendo alle quattro ruote la bicicletta come modus viaggiandi. Facile da usare, in quanto coadiuvato da una grafica semplice e intuitiva, ricco di animazioni, RiduCO2 è stato finanziato dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Piemonte.
Pm 10, le pagelle 2006 di Milano e Torino
Alla centralina del Verziere i giorni di superamento erano stati 145 nel 2005, ora nel 2006 son calati a 139. Ma la media annuale (calcolata con un parametro, perchè il dato in origine non è gravimetrico) è salita da 50 a 52.
Alla centralina di via Juvarra la media è salita da 55 a 56.
Ancora più netta la tendenza a Torino. Alla centralina di via Consolata i giorni di superamento son calati dai 199 del 2005 ai 185 del 2006. Ma la media è salita dal 64,9 al 67%. Alla centralina di via Grassi i giorni son calati da 196 a 191 ma la media è salita da 68,4 a 70,7.
8 gennaio 2007
Chiamamilano diventa educaria
E' un neologismo, possiamo dire: è educaria, una contrazione tra due parole, "Educare" e "Aria". Il compito precipuo consiste nell'educare la bambina e il bambino, l'adolescente, al rispetto dell'ambiente, guardando in modo chiaro e specifico la qualità dell'aria in cui viviamo. Alcuni comportamenti, sappiamo bene, possono generare esternalità negative: anche semplici abitudini quotidiane possono determinare un incremento di quelle odiose polveri sottili, PM10, che determinano un aumento cospicuo del livello di inquinamento aereo. Oggi si può prevenire tutto questo, non solo accogliendo misure che possano garantire un contenimento dei livelli insopportabili e micidiali di PM10, di anidride carbonica, di CO2 presenti a Milano, ma anche cercando di educare, appunto, informare e formare, informare formando e formare informando, i più giovani alla tutela dell'ecosistema, degli elementi che caratterizzano il bioclima, della natura. Noi siamo la natura: non voglio peccare di panismo, ma ogni nostro comportamento influisce sul resto del mondo, sul suo futuro. Una farfalla che sbatte le ali in Brasile può determinare un uragano negli Stati Uniti: sarebbe da dirsi. I comportamenti virtuosi sono molti, e renderli noti già in una fascia di età proficua per l'apprendimento e per incidere nel proprio stile di vita in modo perdurante e permanente è fondamentale per il futuro dell'umanità, di noi tutte e di noi tutti. Chiamamilano ha già sperimentato il progetto, facendo leva su collaborazioni d'eccellenza, tra cui l'Istituto dei Tumori di Milano, l'Osservatorio Meteo Duomo, l'Associazione Didattica Museale, e ha promosso un ciclo di incontri e di visite guidate, che hanno reso praticabile quanto esposto in teoria, presso scuole elementari e medie della città, coinvolgendo ben 2400 studentesse e studenti. Forse un domani capiranno cosa singifica preservare la qualità dell'aria, e comprenderanno che più alti sono i parametri di PM10 presenti nell'atmosfera più sono alti i casi di patologie bronchiali e di affezioni gravi all'apparato respiratorio. Forse potranno comprendere quanto sia necessario utilizzare fonti di energia rinnovabile, sostenibile e naturali, nonchè cosa significhi coefficente di coibentazione nella concezione più generale di edilizia biosostenibile e bioarchitettura, oppure l'importanza dell'utilizzo di mezzi compatibili e non inquinanti, dell'utilizzo della bicicletta. Chiamamilano ripropone il ciclo di incontri, formativi, come sempre, ma accessibili anche al resto della cittadinanza. Gli adulti necessitano più di chiunque altro di conoscere cosa singifichi agire eco compatibilmente con la tutela dell'aria e dell'ambiente.
Insieme, per cambiare questo futuro in cui la nostra vita, la nostra sopravvivenza e quella di tutto il mondo è ipotecata.
Cambiamo rotta, rivoluzioniamo le coscienze, l'ha detto anche un conservatore come il Presidente Chirac.
Alessandro Rizzo
ABITARE SOSTENIBILE
" Cambia il clima, ma non sai come fare ?
ABITARE SOSTENIBILE è il corso per conoscere le tecnologie, i materiali, le fonti rinnovabili e gli incentivi per ridurre i costi e le emissioni.
5 incontri dal 6 Marzo al 3 Aprile h 18.30- 21.30 (50€)
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il futuro è nelle tue mani "
Una tregua a Parigi per una pace ambientale
Alessandro Rizzo
già pubblicato su www.altrementi.org
900.000 metri cubi di cemento
900.000 metri cubi di cemento. Tre grattacieli fino a 23 piani e 210 metri di altezza. 9.500 posti auto. Un maggiore afflusso di macchine stimato pari a quello di una media cittadina: 20/25.000 auto in una zona già intasata.
Questo è il futuro di un quartiere di Milano: della zona Fiera. Con il progetto Citylife. Gli amministratori comunali non hanno ascoltato la voce delle decine di migliaia di abitanti della zona. E quando hanno protocollato 3.000 firme autenticate per esporre le loro ragioni non sono stati neppure ricevuti dall’assessore per lo sviluppo del territorio Carlo Masseroli (mail).
Lo scempio della zona Fiera è un altro passo di espropriazione dei diritti naturali dell’uomo. A Milano, dopo l’aria si espropria anche la luce del sole.
Le case della Fiera saranno oscurate dai grattacieli. E così gli alberi, i pochi prati.
Un futuro di m..da PM10 al buio.
Secondo l’architetto Giuseppe Boatti, intervistato insieme al professor Giorgio Ragazzi da Piero Ricca, il Comune perderà da questa operazione 163 milioni di euro. E per questo lo ha denunciato alla Corte dei Conti per danni erariali. Ma sono i cittadini che perderanno 163 milioni di euro. Loro euro. Non dell’assessore Masseroli o della Morattimogliedelpetroliere.
Guardate il filmato, leggete il ricorso al Tar e le ragioni del No all’ennesima rapina ai danni della nostra vita. E’ una sola. Non lasciamo che ce la portino via.
dal blog di Beppe Grillo
www.beppegrillo.it
Eco - sportello - energia
La Pubblica Amministrazione, proprio per il ruolo istituzionale che ricopre, è l'interlocutore privilegiato di Ecosportello Energia per ciò che attiene lo sviluppo di politiche e programmi di sostenibilità energetica.
I servizi offerti da Ecosportello Energia rappresentano l'opportunità per le Amministrazioni Pubbliche e gli Enti Locali, soprattutto per le realtà medio-piccole, di avvalersi di un supporto tecnico, gestionale e di comunicazione affinché siano applicate politiche di sviluppo ed incentivazione del risparmio e dell'efficienza energetica, attuati i Piani Energetici Comunali (PEC), modificati i Regolamenti Edilizi, favorite scelte alternative che puntino sulle energie rinnovabili e sui criteri della sostenibilità e del rispetto del territorio.
Ecosportello Energia svolge un ruolo di supporto ai Comuni attraverso il proprio sportello di prima risposta, organizza e propone convegni, corsi di formazione e seminari di approfondimento rivolti ai Tecnici ed agli Amministratori locali. Gli argomenti trattati spaziano dalla pianificazione energetica ai regolamenti edilizi, dall'efficienza energetica all'energia da fonti rinnovabili, dagli audit degli edifici all'illuminazione nel settore pubblico.
KLIMAHOUSE per l'efficienza energetica
- Costi energetici crescenti,
- altissimi livelli di polveri fini,
- direttive europee
- convenzioni internazionali
• Provincia Autonoma di Bolzano – Agenzia provinciale per l‘ambiente
• APA - Associazione Provinciale dell´Artigianato
• ANIT - Associazione Nazionale per l'Isolamento Termico e Acustico
• RENERTEC – Centro di Competenza Alto Adige Energie Rinnovabili
• EURAC - European Academy Bolzano
• Comitato Interprofessionale degli Ordini e dei Collegi ad indirizzo tecnico della Provincia di Bolzano
• Collegio dei Costruttori Edili della Provincia di Bolzano
• Associazione provinciale commercianti di materiali edili
• Ministero dell`ambiente e della tutela del Territorio - Roma
• ANAB – Associazione Nazionale Architettura Bioecologica
Cosa dicono di KLIMAHOUSE:
"CasaClima è un esempio di come si possa risparmiare energia attraverso tecniche costruttive mirate e quindi contribuire concretamente alla tutela ambientale. La manifestazione KLIMAHOUSE di Fiera Bolzano è per il settore edile una buona occasione per scambiarsi esperienze, curare i contatti e guadagnare nuovi clienti."
direttore dell'Associazione Provinciale dell'Artigianato (APA):
"L'artigianato altoatesino ha capito già alcuni anni fa che il mercato futuro dell'edilizia si sarebbe sviluppato intorno al risparmio energetico. Oltre 500 imprese artigiane si sono specializzate in CasaClima e continuano a sviluppare il loro Know-how. La fiera specializzata KLIMAHOUSE di Fiera Bolzano è la piattaforma ideale per contagiare anche il pubblico di altre regioni italiane con questo entusiasmante tema".
iniziatore CasaClima e direttore d´uffi cio aria e rumore, Provincia Autonoma di Bolzano:
“I nostri edifici consumano quantità spropositate d`energia. Il continuo aumento dei costi e la pericolosa dipendenza dall`importazione di energia nonché minacciosi cambiamenti climatici impongono rapide prese di posizione. La buona notizia: nel settore costruzioni esistono alternative tecniche ed economiche per il risparmio energetico e la protezione della natura. Un importante appuntamento su questo tema è la fiera Klimahouse con il convegno "Costruire il futuro".
Dott. Michl Laimer,
assessore all´urbanistica, ambiente ed energia, Provincia Autonoma di Bolzano:
“La CasaClima rappresenta il nostro contributo alla protezione del clima a livello internazionale. La politica ha il compito di creare le condizioni di legge e tecnologiche necessarie ad un´edilizia efficiente dal punto di vista energetico e rispettosa dell´ambiente. Il resto viene da sè come si potrà vedere all´interno di questa fi era specializzata. Ed il successo è assicurato, dal momento che costruire una CasaClima signifi ca investire nel futuro.”
Utente
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Per la mobilità a Milano un referendum non basta
Il referendum, quattro quesiti lucidi e diretti, per garantire una promozione di una politica della mobilità sostenibile a Milano e una battaglia alle emissioni aeree, proposte presentate dall'ex assessore alla mobilità, Edoardo Croci, dal radicale Marco Cappato e dal consigliere dei Verdi in Comune, Enrico Fedreghini, mi trova nell'ampia misura concorde, sia nella sostanza sia nelle finalità. Sottolineo, però, ampia misura. E' alquanto anormale che in una città come Milano il cambiamento delle strategie fallimentari della Giunta Comunale in materia di traffico e mobilità sia affidato a una proposta articolata di referendum e di consultazione popolare. Croci dice giustamente che a Milano la politica ha bisogno di rinnovamento e che tale canale potrà portare ampia partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza. Ma mi domando che cosa sia stato fatto negli anni in cui a essere assessore era lo stesso Edoardo Croci, dato che i risultati dell'esperimento ecopass ha dato segnali non brillanti. Il problema potrebbe essere, ed è anche vero, al fatto che tale provvedimento ha visto deroghe ed eccezioni continue chehanno vanificato una parte dei risultati. Ma credo che in sè e per sè l'ecopass fosse uno strumento inidoneo a garantire un effetto deterrente per coloro che volessero usare l'autovettura privata anzichè il trasporto pubblico. Si parlava da sempre, dall'insediamento dell'attuale Giunta, che ci sarebbe stato un provvedimento per triplicare le piste ciclabili a Milano: tutto questo è rimasto un delizioso e ameno auspicio, tant'è che è assurdo che in uan città in piena pianura come Milano, ideale per l'utilizzo del mezzo a due ruote non inquinante, si possa rischiare spesso la vita, come testimoniano gli ultimi dati dell'incidentalità stradale dove vittime sono nella maggior parte ciclisti. Nel quesito referendario si parla di attuare nella cerchia dei Bastioni la congestion charge, ossia il pagamento dell'utilizzo del suolo. Una tariffa che io ho sempre sostenuto, e che è stata applicata anche a Londra dal sindaco precedente laburista, Ken Levingstone, e che ha veramente decongestionato un traffico inglese fortemente elevato e caotico in un breve lasso di tempo. Ma si considera opportuno emettere il provvedimento dell'ecopass, la tassa, sostanzialmente è questa, che grava su coloro che entrano in città, sono molte e molti quotidianamente, spesso non muniti di autovettura sostenibile in quanto, magari, la propria economia non lo permette, nel resto della città. Io penso che uno degli errori di tale proposta referendaria sia quella di prescindere da un passaghgio che ritengo fondamentale nelle politiche della mobilità sostenibile: avere un'ottica metropolitana dell'applicazione dei provvedimenti strutturali, perchè di questo necessita la città metropolitana appunto. La maggioranza degli utenti giornalieri a Milano città di un servizio di mobilità efficace, sostenibile, pubblico sono le migliaia e migliaia di lavoratrici e di lavoratori, di studenti che si riversano dai paesi limitrofi, dai comuni delle prim, e non solo prime, circonferenze dell'hinterland. Io penso che parlare ancora di ecopass, anche dopo i dati fallimentari della sua prima applicazione, e non per causa solamente delle molteplici deroghe, molte, emesse, da imputarsi, comunque e certamente non im modo doloso, all'ex assessore Croci, sia errato in quanto la conseguenza finale è quella di non azionare un elemento deterrente per chi utilizza l'auto e di gravare sulle casse di poveri pendolari che sono costretti a utilizzare il proprio mezzo privato, in quanto l'utilizzo del trasporto pubblico rimane non conveniente, non competitivo. Rimane non conveniente perchè, appunto, il problema della mobilità milanese non è solo quella di non avere mai adottato una logica di dialogo e di convergenza armonizzante con le politiche promosse dagli altri comuni dell'area metropolitana, ma è strutturale, come sostiene più volte l'architetto e urbanista Giuseppe Boatti. Occorrono nuove infrastrutture che possano assorbire l'alta richiesta di mobilità all'interno dell'area provinciale. Occorre, quindi, costruire nuove piste ciclabili, di questo giustamente se ne parla in uno dei quesiti, come anche di finire e ultimare le reti metropolitane in sospeso, la linea 4 e la linea 5, magari rivedendo alcuni passaggi che risultano essere vani. Occorre promuovere un collegamento della rete dei trasporti pubblici di tipo circolare e non centripeto, come avviene nella maggioranza delle linee metropolitane. Occorre investirte maggiormente e intensificare le corse del passante ferroviario, come nelle grandi città europee, Parigi, Londra, Berlino. Occorre avanzare una proposta che elimini il prezzo cumulativo, assurdo, insensato nella nostra contemporaneità e nella geografia dei bisogni e delle necessità sociali attuali, che fà sì che per andare a Sesto San Giovanni debba pagare un aggiuntivo. Occorre creare nuovi parcheggi non pertinenziali all'uscita della città e garantire trasporti pubblici per coloro che vengono in città, lasciando l'automezzo all'entrata del Comune di Milano, recandosi con la metropolitana o la navetta alla propria sede lavorativa. Condivido l'esigenza di estendere l'orario della metropolitana, ma perchè non si parla, invece, sempre su esempio delle grandi città europee, di un servizio sostitutivo della metropolitana, che possa essere azionabile tutta la notte, efficace, funzionale, omogeneo, che copra tutte le stazioni, che possa essere individuato nel suo percorso, soggetto a una frequenza maggiore? Ricordo che la linea MM2 della Metropolitana Milanese è sprovvista di servizio sostitutivo tanto che se uno volesse ritornare a Cologno Monzese, per esempio, o a Gessate, dopo le 24,30 non può farlo se non tramite proprio autoveicolo o utilizzo del taxi. Perchè non si parla, infine, di incentivare il car sharing e il car pooling, magari tramite forme associative tra cittadine e cittadini, funzionale, quest'ultimo, a garantire un utilizzo collettivo della macchina, dato che esiste la logica tutta italiana del'uso privato e individuale dell'autovettura? Si potrebbe garantire la promozione di percorsi che possano trovare più persone interessate a utilizzare un unico mezzo privato di trasporto, così da ridurre il numero di veicoli presenti in città. Perchè non si incentivano i mezzi di trasporto pubblico eco sostenibili come ha fatto Firenze che ha addirittura intessuto un rapporto internazionale con Paesi dell'America Latina con intenti cooperativistici e solidali. Temo ancora che, seppure sia un interessante sasso nello stagno, nella stagnante politica assente nell'ambito della mobilità da parte dell'amministrazione comunale, il quesito referendario nel suo insieme organico e completo parta da proposte che sarebbero altamente valide ed efficaci se ci fossero stati passaggi precedenti che potessero soddisfare le esigenze strutturali della rete di trasporto pubblico, in un'ottica metropolitana, tramite anche un impegno virtuoso di rendere l'utilizzo del mezzo pubblico conveniente da ogni punto di vista (temporale, economico, sociale e culturale) rispetto all'utilizzo del mezzo privato. E' necessario fare fronte a tale situazione insostenibile della mobilità cittadina partendo dall'idea che serve dare avvio a una strategia totalmente innovativa e rivoluzionaria tale da dare struttura a percorsi molteplici armonici ed effettivi.
Alessandro Rizzo
Capogruppo LA SINISTRA - Uniti con Dario Fo
Consiglio di Zona 4 Milano