nuovo tavolo referendum sui Navigli
Islanda, un paese senza bavaglio
Islanda, il paese senza bavaglio
Approvata una legge che garantisce uno "scudo" quasi totale a chi metterà su Internet segreti militari, giudiziari, societari e di Stato di pubblico interesse. I blogger saranno protetti dai processi. "Sarà difesa la libertà d'espressione". E così la piccola isola potrebbe diventare il bunker del giornalismo d'inchiesta
nobaglio, qualcosa si muove
qualcosa abbiamo fatto muovere, se la Legge Bavaglio finisce su un binario morto è meglio, ma ci sono troppe porcate da coprire non molliamo ! :-)
Comitato Referendum Navigli
i milanesi e le comunali 2011
Il sondaggio sugli Orientamenti dei cittadini milanesi in vista delle elezioni comunali del 2011, proposto dalla Rete Civica di Milano e realizzato da SWG, apre il confronto sulle Comunali 2011 sulla piattaforma sociale partecipaMi.it
Non poteva essere scelto un momento più opportuno visto il positivo e dispiegato risveglio di tanti milanesi orfani di una politica. Sia il Manifesto per Milano, con gli incontri che ha generato, sia l'intervento di Giuseppe Guzzetti alla presentazione del rapporto annuale dell'Abrosianeum, sia la candidatura di Giuliano Pisapia proposta con un confronto pubblico, hanno messo in luce un'ansia di partecipazione e una potenziale riserva di dignità civica ambrosiana che fanno ben sperare affinché il confronto sul governo dell'amministrazione comunale metta al centro l'interesse generale della città e dei suoi cittadini e non simulazioni e simbolicità retoriche a copertura di interessi particolari ancorché consociativi.
Il sondaggio di partecipaMi.it conferma questi segnali e ha il merito di definire alcune questioni che i milanesi ritengono cruciali e sulle quali si aspettano un confronto serio. In modo molto chiaro sgomberano il campo dalle preoccupazioni di presentare un candidato che sia diverso perché proveniente da un mondo ritenuto estraneo alla politica: pragmaticamente non ne fanno una questione di genere, di generazione o di fede religiosa, i milanesi vogliono competenza, onestà e capacità di ascolto e coinvolgimento dei cittadini, un candidato che conosca e viva Milano.
E' la città come comunità ad essere al centro delle esigenze dei cittadini, infatti tra le competenze che richiedono ad un sindaco ci sono nell'ordine il sociale, il manageriale pubblico, l'ambiente e la cultura; quelle imprenditoriali, tecnico/scientifiche e manageriali private seguono a molta distanza. Così l'attenzione all'efficienza della amministrazione, il controllo della spesa pubblica ed i servizi sociali sono i servizi cui il sindaco dovrebbe prestare maggior attenzione. Università e ricerca, sostegno a persone e famiglie in difficoltà, sicurezza, politiche per gli anziani e innovazione sono le politiche economico-sociali che i milanesi vogliono vedere.
Per le politiche ambientali, si aspettano interventi sull'inquinamento dell'aria, sulle aree dismesse e degradate, sui rifiuti e sul traffico. Queste sono questioni che riguardano il territorio, le sue funzioni e la sua qualità, ma la maggioranza dei milanesi non sa nulla del PGT, il Piano di Governo del Territorio che tanto ha impegnato le diverse anime della maggioranza e l'opposizione. La città non è stata coinvolta ed informata.
Poco più della maggioranza degli intervistati, il 54%, ritiene che il candidato sindaco andrebbe scelto attraverso le primarie. Dalle risposte degli intervistati appare molto chiara la domanda di una città capace, come nelle proprie tradizioni, di offrire a tutti una possibilità di futuro e con chiarezza e senso dei tempi i milanesi chiedono una città capace di produrre valore, impresa e lavoro a partire dall'Università e dalla Ricerca, cioè dall'economia della conoscenza retroterra della Milano della moda, del design, delle fiere e della comunicazione.
Ad un tempo, in modo molto determinato, chiedono alla politica di accompagnare la città e le sue generazioni a cogliere le sfide dell'innovazione come un'opportunità per tutti. I milanesi non vogliono essere residenti, spettatori di un teatro nel quale finanza, impresa, politici e mafie si contendono il futuro della città. Gli orientamenti esprimono cittadini che vogliono abitare la propria città in condizioni di qualità sociale ed ambientale, che vogliono farlo assieme come comunità e chiedono al sindaco, alla politica, di essere coinvolti ed ascoltati cioè forme di partecipazione informata.
Per questo si aspettano un'amministrazione comunale organizzata al fine di rispondere insieme a queste esigenze. Gli orientamenti espressi rivelano una riserva di intelligenza e di disponibilità dei milanesi ad essere di nuovo un'opinione pubblica avvertita e partecipe che non può essere ridotta ad un ruolo di spettatori che, attraverso stampa e televisione, vedono affacciarsi i diversi candidati. Non dimentichiamoci che nelle ultime tornate elettorali, provinciali e regionali, pur a fronte di candidati che competevano con grandi investimenti in comunicazione e presenza mediatica, i milanesi hanno dato vita ad una nuova "maggioranza silenziosa": quella degli astensionisti.
Nella città capitale dell'associazionismo e del volontariato, quindi di un investimento di tempo e di energie gratuito da parte di moltissimi, questo astensionismo non rivela ancora, fortunatamente, un disimpegno dall'interesse alla cosa pubblica e ad un urbanesimo di qualità. Solo un anno fa, il Prefetto aveva minimizzato la questione del crimine organizzato e il consiglio comunale non aveva costituito una commissione apposita in vista dell'EXPO, mentre oggi i milanesi assistono sgomenti ad una presenza organizzata ed ad una relazione con i politici e a un controllo sociale del territorio metropolitano che pensavano ci fossero solo nella Locride.
Bene, la disponibilità a reagire rivelata dagli orientamenti espressi chiede alle persone di buona volontà di costruire processi partecipati di confronto sulle questioni concrete che riguardano Milano e il suo futuro. Io credo che le piattaforme sociali digitali possano essere uno strumento coerente e funzionale a questo processo e costituiscano una dimensione propedeutica ed intrecciata con le occasioni di incontro e di confronto. Questa città si salverà dal baratro del malaffare solo se parteciperà tutta, non se farà da spettatrice anche al confronto più avvincente. In questo senso i 5 referendum per Milano (traffico, verde, Navigli, Expo senza speculazioni immobiliari, sviluppo delle energie rinnovabili) e le osservazioni al PGT costituiscono dei momenti di confronto e di partecipazione dei milanesi alla cosa pubblica. Momenti trasversali e aperti che, in sintonia con gli orientamenti espressi dai milanesi, richiedono una via ambrosiana alle comunali 2011 al di là degli schieramenti asfittici che hanno generato tante astensioni.
Fiorello Cortiana
una politica per le rinnovabili
In queste settimane gli italiani stanno affrontando giornate e nottate con temperature elevate e i consumi energetici per rinfrescarli raggiungono picchi a volte preoccupanti per il sistema della distribuzione di energia. Ha fatto quindi notizia ciò che pochi giorni fa è accaduto ai cugini d’oltralpe, Lì in alcuni dipartimenti si teme il black out energetico perché la produzione di energia supera la domanda con la sovratensione conseguente. Lo squilibrio è dovuto al fatto che gli allacciamenti alle installazioni fotovoltaiche sono cinque volte superiori al consumo di punta del dipartimento, come ha reso noto ERDF, la società francese di distribuzione.
A fronte di un quadro economico e finanziario globale caratterizzato da incertezza e speculazioni a differenza del restante comparto energetico l’energia da fonti rinnovabili mostra un maggiore equilibrio sui mercati. I dati relativi all’Italia per Irex Annual Report evidenziano per il biennio 2008-2009, investimenti in impianti per 6,5 miliardi di euro, pari a 4.127 MW. Gli scenari di sviluppo delle fonti d’energia rinnovabile al 2020 mostrano un beneficio netto per l’Italia compreso tra 24 e 27 miliardi di euro e un indotto occupazionale tra 72mila e 86mila nuovi posti di lavoro. Nell’analisi costi-benefici il minor impiego di combustibili porterà a una diminuzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera e a una minor dipendenza dalla fluttuazione monetaria quindi dal costo dei combustibili sul mercato internazionale. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato alle associazioni di categoria il Piano di azione nazionale (Pan) per le energie rinnovabili, finalizzato a conseguire l’obiettivo di produzione di energia da fonti rinnovabili indicato dalla direttiva 2009/28/CE , il17% di produzione da fonti di energia rinnovabile sul consumo totale di energia e il 10% sul consumo totale di carburanti.
Si prevede il raggiungimento nel 2020 di una quota complessiva di fonti alternative sul consumo finale di energia elettrica del 28,97%, equivalente a una capacità installata di 45.885 MW e a una produzione lorda di 105.950 GWh. Sono obiettivi ambizioni e coerenti con gli indirizzi europei. Entro il 2020, in base al Pan dovremo produrre da fonti rinnovabili più di 105 miliardi di kWh/anno in energia elettrica, occorre tenere presente che nel 2005 ne abbiamo prodotti per 56 miliardi. Si prevede di triplicare la produzione di energia termica (caldo/freddo) e moltiplicare sette volte la produzione di biocarburanti. Si prevede di contenere i nostri consumi di energia primaria ai livelli attuali, pari a 131 milioni di TEP(tonnellate Equivalenti di Petrolio). Per questo il settore che si sta sviluppando richiede di rimuovere gli attuali ostacoli di tipo burocratico/autorizzativo e relativi allo sviluppo della rete elettrica, che impediscono la certezza e la stabilità delle prospettive di investimento nel settore. Per raggiungere questi obiettivi e, conseguentemente, per sviluppare un settore ad alto contenuto tecnologico con un significativo indotto occupazionale è necessaria una politica coordinata conseguente sia sul piano normativo che per l’organizzazione amministrativa. Ad esempio, la stima relativa all’installato del solare fotovoltaico per il 2020, quantificata nel documento in 8mila megawatt, equivale ad un tasso di crescita del 5% annuo quando il tasso di crescita del mercato mondiale è compreso tra il 30 e il 40% all’anno. L’Università di Padova ha rilevato che con un tasso di crescita del 16% circa all’anno nel 2020 in Italia si raggiungerebbe un parco installato di almeno 15mila megawatt. Per le biomasse occorre una definizione chiara di priorità e di incentivi, che diano certezze agli operatori e agli agricoltori sugli investimenti da qui al 2020. Premiando così la multifunzionalità della produzione agricola e l’efficienza energetica delle filiere di una fonte energetica legata all’uso del suolo e al lavoro agricolo, quindi alla produzione di cibo, alla fertilità e agli stock di carbonio nel terreno, nonché alla qualità delle acque di falda. Questo ambizioso Piano Nazionale e l’economia innovativa e di qualità che può sviluppare rischia di essere compromesso da interventi legislativi incoerenti e contraddittori, come l’articolo 45 della Legge Finanziaria sul ritiro dei certificati verdi da parte del Gestore dei Servizi Energetici. Fino ad ora il GSE ha avuto l’obbligo del ritiro dei certificati verdi prodotti in eccesso rispetto alla quantità che i produttori di energia convenzionale sono tenuti ad acquistare. Una misura introdotta nel 2008 per assorbire l’eccedenza di offerta di energia rinnovabile rispetto agli obblighi d’acquisto cui erano tenuti i produttori di energia da fonti non rinnovabili, da qui il nome “certificati verdi”. Se il ritiro dei certificati verdi in eccesso venisse eliminato si avrebbero come conseguenze sia il crollo del prezzo dei certificati verdi che, con un mancato ritorno dagli investimenti effettuati, l’interruzione degli investimenti in un settore in sviluppo, squilibrando così totalmente il principale strumento di mercato a sostegno delle rinnovabili elettriche e portando al raddoppio il canone idroelettrico
Per altro una misura di soppressione non aumenterebbe di nulla le entrate dello Stato, dato che i finanziamenti relativi vengono prelevati dalla bolletta e non dalla fiscalità generale. L’unica conseguenza per le entrate dello Stato sarebbe negativa a causa della non riscossione dell’IVA legata ad investimenti che non si farebbero più. Infine, togliendo incentivi alle fonti energetiche rinnovabili l’Italia si porrebbe in contrasto con gli indirizzi europei esponendosi a un nuovo contenzioso e a prevedibili sanzioni. Se continuano le politiche di incentivazione fiscale, si prevede entro il 2020 una piena competitività dell’energia da fonti rinnovabili anche senza aiuti. Le detrazioni hanno una funzione decisiva, infatti anche per le detrazioni relative agli interventi per il risparmio energetico ci sono stati risultati fin qui importanti, che suggeriscono di protrarre il 55% di sgravio anche per i prossimi anni,dato che gli interventi di riqualificazioni energetica per i condomini sono interventi economicamente pesanti che interessano più anni di interventi. L’ENEA in un quadro di sintesi preliminare ha rilevato che nel triennio 2007/09 sono stati realizzati oltre 590.000 interventi di riqualificazione, dalla coibentazione al solare termico, di cui 120.000 in Lombardia, 85.000 nel Veneto, 67.000 in Piemonte e 64.000 in Emilia-Romagna. Con un risparmio energetico di 3.404 GWh.
Per questo occorre un Piano di Azione Nazionale coordinato e coerente sia per l’aspetto normativo e fiscale, sia per le azioni delle amministrazioni locali e delle Regioni nonché dell’Europa.
nobavaglio.it
tutta la stampa che vuole essere libera chiede che le sia consentito, anch'io :-)
Brancher?
Brancher? Io conoscevo Bruno Brancher un altro frequentatore dei tribunali, ladro gentiluomo, scrittore, esponente e cantore della "ligera" milanese e dei Navigli.
Diritti Inalienabili
L'INFORMAZIONE E LA LEGALITA' SONO DIRITTI INDISPONIBILI PER
>QUALSIASI MAGGIORANZA"
>
>
>
>" 80.000 persone su Facebook, 240.000 adesioni sul sito nobavaglio.it
>all'Appello che avevamo lanciato un mese fa, un impegno degli editori e
>dei giornalisti, la ripresa di un dibattito parlamentare, hanno tolto
>il velo dell'opacità dal Disegno di Legge sulle Intercettazioni.
>
>In gioco ci sono le inchieste della magistratura e la condivisione
>pubblica della conoscenza sulle azioni dei gruppi dirigenti del Paese.
>
>Imperterriti Governo e maggioranza vogliono chiudere entro Agosto,
>sperando così che le vacanze facciano dimenticare la violazione di
>diritti garantiti dalla Costituzione.
>
>
>
>Per questo il 1 Luglio è stata indetta una mobilitazione nazionale,
>che vedrà diversi punti di informazione anche a Milano ed una
>manifestazione conclusiva in Piazza Cordusio alle 18,30.
>
>
>
>Nobavaglio.it e la Società Pannunzio, che è stata tra le prime
>associazioni ad aderire all'Appello, danno appuntamento ai cittadini in
>Piazza San Babila tra le e 17,00 e le 18,00 per un punto di
>informazione e invitano i cittadini a portare un foglio con le scritte stampate "
>Diritto alla Legalità Diritto all'Informazione No alla Legge Bavaglio"
>con cui camminare lungo i marciapiedi del Centro. Da quelli di Corso
>Monforte, davanti alla Prefettura e alla sede della Provincia, a Corso
>Matteotti fino a Palazzo Marino, a Corso Vittorio Emanuele fino a
>Piazza Duomo. All'iniziativa ha già aderito l'associazione ARCI DEM "
>
>
>
>
>
>
>La maggioranza cerca di imporre la Legge sulle intercettazioni
>telefoniche che scardinerebbe aspetti essenziali del sistema
>costituzionale.
>Sono a rischio la libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto
>dei cittadini ad essere informati.
>Non tutti i reati possono essere indagati attraverso le intercettazioni
>e viene sostanzialmente impedita la pubblicazione delle intercettazioni
>svolte Una pesante censura cadrebbe sull'informazione. Anche su quella
>amatoriale e dei blog (Art.29).
>Se quella legge fosse stata in vigore, non avremmo avuto alcuna notizia
>dei buoni affari immobiliari del Ministro Scajola e di quelli bancari
>di Consorte.
>Se la legge verrà approvata, la magistratura non potrà più intervenire
>efficacemente su illegalità e scandali come quelli svelati nella sanità
>e nella finanza, non potrà seguire reati gravissimi.
>Si dice di voler tutelare la Privacy: un obiettivo legittimo, che
>tuttavia può essere raggiunto senza violare principi e diritti.
>Si vuole, in realtà, imporre un pericoloso regime di opacità e segreto.
>Le libertà costituzionali non sono disponibili per nessuna maggioranza.
>Stefano Rodotà
>Fiorello Cortiana
>Juan Carlos De Martin
>Arturo Di Corinto
>Carlo Formenti
>Guido Scorza
>Alessandro Gilioli
>Enzo Di Frenna
>
Utente


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un buon servizio per la libera informazione
un buon servizio alla causa dell'informazione libera. nale-tv.php?id=19971
a presto
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