Da milano.corriere.it:
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Due «convention» in due giorni
Albertini: Letizia ce la farà al ballottaggio
L'ex sindaco: «Terzo Polo? Sono andato da loro come esterno. Mi sento più a casa con il Pdl»
MILANO - «Letizia Moratti vincerà sicuramente. Cento per cento. Ma vincerà al ballottaggio, il secondo turno è molto più che un'ipotesi». L'allarme arriva da voce autorevole: Gabriele Albertini, l'ex sindaco che «tifa» per l'attuale sindaco. «Letizia ha "recuperato" nella seconda parte del suo mandato. Dopo un inizio stentato con qualche errore, ha ripreso quota e consenso». I suoi errori? «S'è troppo isolata dalla città quando s'è concentrata su Expo. E poi la riorganizzazione della macchina comunale, che ha bloccato un meccanismo oliato». A portare però la Moratti al secondo turno saranno più che altro i riflessi del quadro politico nazionale. Terzo Polo, inutile girarci intorno. «La candidatura di Manfredi Palmeri sottrarrà consensi al centrodestra, non c'è dubbio. Lo dicono gli ultimi sondaggi e lo dice il buon senso. Oltre al fatto che c'è una fetta di elettorato delusa che non andrà alle urne. Anche quella purtroppo conterà».
Nonostante tutto «Letizia ce la farà». Un auspicio prima che una previsione. Gabriele Albertini ieri mattina era al Teatro Nuovo per lo show-comizio di Silvio Berlusconi, l'evento pubblico che ha di fatto dato il via alla campagna elettorale del sindaco. Il giorno prima era però in un'altra sala del centro, all'hotel Cavalieri di piazza Missori, dove si era dato convegno lo stato maggiore del Terzo Polo milanese per il battesimo della corsa di Manfredi Palmeri a sindaco. Padrino d'eccezione l'ex sindaco pd di Venezia, Massimo Cacciari. «Ero lì nelle vesti di osservatore attento e "dialogante", ma da esterno». Tanto che l'ex sindaco si è trovato in gran disagio quando ha scoperto che per ogni relatore al tavolo gli organizzatori avevano preparato un portanome con tanto di simbolo nuovopolista. «Il diavolo sta nei dettagli. Non mi è restato che ripiegare quel bigliettino verso l'interno», spiega. Più «sciolto» l'approccio con l'altra convention, quella del Pdl al Nuovo. «Mi sono sentito a casa, tra amici». Ma il dissenso è rientrato solo in parte. Quegli elementi di disagio che per tanti mesi hanno indotto a pensare che Albertini fosse pronto al passaggio sulle sponde finiane, una tentazione accarezzata e poi abbandonata. Ma i temi, quelli restano. L'ex sindaco li ripete come un mantra: nazione, legalità, meritocrazia, efficienza. Valori che, ammette Albertini, non sono troppo distanti da quelli del Terzo Polo. Ecco spiegato il dialogo con Manfredi Palmeri e compagnia.
Due convention in due giorni. Ma Albertini la «sua» scelta l'ha fatta alla nascita del Pdl. «Io che non avevo mai avuto una tessera in tasca, quella volta mi convinsi. Nonostante i dubbi, le riflessioni, rivendico la coerenza di quella scelta. Se poi uno mi chiede se tutto va bene, rispondo che su molte cose del mio partito continuo a essere perplesso».
Andrea Senesi
18 aprile 2011