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Inviato da avatar Germana Pisa il 14-06-2011 alle 19:03

E' una bella Giunta, nella quale speriamo molto, nei confronti della quale le aspettative sono alte, come alte sono quelle che si sono manifestate nei confronti del Sindaco. La carica di consenso che lo ha circondato e lo circonderà è parsa evidentissima, anche quel recente 2 Giugno, quando Palazzo Marino ha aperto le sue porte alla visita dei cittadini. Di quell'avvenimento allego alcune foto, che sono eloquenti.

Giuliano Pisapia ha vinto - assieme al suo programma - con la misura e la pacatezza, e insieme pacata fermezza del comportamento in campagna elettorale, e insieme a queste con la costanza tranquilla nel perseguire il suo obiettivo; e insieme ad esse con e per la fede che ha sempre manifestato nel raggiungimento di quell'obiettivo.
Mi colpivano, durante la campagna elettorale, anche ai primordi, sue  certezze forti ripetute: per esempio:  "...e noi prenderemo Milano", ed è - questa - una frase che nulla ha di "guerriero", detta da Pisapia; non ha nulla a che paragonarsi con un'altra frase, che suscitò polemiche il 30 maggio: quell'"abbiamo espugnato"! detta certo in una foga verbale e oratoria comprensibile in un certo clima, e fino ad un certo livello; ma dalla quale Pisapia si è discostato.
Un conduttore televisivo mi pare Mentana, ha analizzato quella presa di distanza di Pisapia dalla frase di Nichi Vendola e mi pare abbia colto il suo significato: quello stile oratorio è stato agli antipodi della personalità di Giuliano Pisapia, della sua misura, e pacatezza. Che non vuol dire debolezza. Anzi.

Pisapia ha saputo intercettare al momento giusto della sua e nostra vicenda umana, uno spirito della città, una aspettativa, un orientamento al cambiamento, esigenze profonde di normalità.
Dopo tante esternazioni e follie verbali e non!
Veramente, Sindaco, spero che i tuoi primi passi non incontrino troppi inciampi, e spero che non arrivi la delusione nella gente, che magari percepisca il persistere di vecchi giochi, rivalità. E si disamori di una partecipazione  e coinvolgimento così fortemente ritrovati!

Il giorno che ero in attesa di entrare a Palazzo Marino, il due giugno, un signore, che era in coda, veniva da Monza, diceva di Pisapia:  l'uomo giusto al momento giusto.

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