Sicuramente un dirigente dell'AMSA potrebbe essere più preciso. Tuttavia vorrei lo stesso esprimere un mio parere, sperando che come al solito non si incavoli nessuno.
Anni fa a Milano venne sperimentato per qualche tempo la raccolta dell'umido. Ma per garantire questo servizio in maniera ottimale e, per dare un senso alle aziende che si occupano del Compost. Si sarebbe dovuto passare giorno per giorno a ritirare i sacchetti degli scarti umidi. Impiegando numerosi addetti alla raccolta, e numerosi mezzi. Probabilmente per scelte di politica aziendale la raccolta venne fatta 2 o 3 volte (se non ricordo male) alla settimana.
E dopo un certo periodo venne sospesa. Questo perché essendo passato troppo tempo (da un prelievo all'altro) il rifiuto era già fermentato nei sacchetti chiusi nei locali dei nostri condomini e divenuto nocivo. Diventando inutilizzabile a scopi di recupero.
In Provincia questa tecnica non ha mai cessato di esistere, in quanto le fazioni di raccolta, sono minori di paese in paese. La raccolta dell'umido così facendo, può essere lavorato e diventare ottimo terriccio a costi relativamente bassi. Ma questo appunto è dovuto al fatto che un paesino di Provincia non produce la stessa quantità di rifiuto come un capoluogo come Milano.
Non esistono cassonetti refrigeranti ne' in strada e tantomeno nei condomini che possano garantire la conservazione dello scarto umido, in maniera da essere prelevati solo all'occorrenza.
Saluti.