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Inviato da avatar Mario Sartori il 07-01-2012 alle 21:31 Leggi/Nascondi

Un'amministrazione comunale è fatta dal sindaco... Mario Rossi, dal consigliere di Zona … Mario Bianchi e dal funzionario comunale ... Luigi Verdi (e da tanti altri ovviamente).

Rossi, Bianchi e Verdi prendono tutti giorni decisioni che riguardano la vita della città e dei cittadini. Nella formazione e nell'attuazione di queste decisioni i cittadini in generale o quelli più direttamente interessati possono essere coinvolti oppure no.

Pisapia, nel suo documento programmatico che riprendeva il lavoro fatto dall'Officina per la città, si è impegnato a fare della partecipazione civica una componente essenziale del suo governo.
Qui dunque non si discute del "se" ma si discute del "come" (cosa impervia anche per il personaggio di Montezemolo interpretato da Crozza in tv).

Se si decide che i cittadini possano  esercitare un ruolo ulteriore rispetto al diritto di voto, i cittadini devono non solo essere informati e poter discutere, ma  devono poter influire e questo significa che:

  1. le loro esperienze, opinioni e proposte possono influire sulle decisioni 'in fieri' (è poco significativo quindi raccoglierle a posteriori);
  2. i cittadini stessi possono farsi  carico di una parte delle decisioni o della loro attuazione (la raccolta differenziata è l'esempio macroscopico di un servizio che NON può funzionare e di un obiettivo ambientale che non può essere raggiunto senza la partecipazione attiva e quotidiana dei cittadini).


Anche noi pensiamo che la partecipazione non sia discutere a vuoto.


partecipaMi ha dimostrato, credo, di avere strumenti collaudati per raccogliere punti di vista rappresentativi di diverse esigenze e posizioni politiche e proposte spesso anche qualificate (e questo è un merito dei "partecipaMini"); questa è una qualità che distingue partecipaMi da altri blog o social network. Ricordo anche che tra gli strumenti di openDCN non attivati finora su partecipaMi ce ne sono alcuni molto utili per una partecipazione propositiva: tra questi "problemi e proposte" che ha dato buona prova su www.comunalimilano2011.it.

Se, su partecipaMi, le proposte a volte non sono praticabili, sono irrimediabilmente contrapposte o non trovano sbocchi questo dipende dall'assenza dell'interlocutore decisionale, tant'è vero che quando gli assessori, i consiglieri di zona o l'azienda dei servizi d'igiene urbana reagiscono e interagiscono gli effetti sono tangibili (vedi ad esempio: "La città sporca (specialmente in periferia): puliamola!" - "Emergenza rifiuti in via Piero Colombi" - "Sulla gestione delle Case Aler...").
E' vero però che  un dibattito spontaneo e casuale, frequentemente innescato da decisioni già prese più che dalla necessità di dar vita ad un vero dibattito cittadino sul 'che fare' e 'come fare', rischia di risultare deludente per chi lo anima e per chi vorrebbe veder risolti i problemi sollevati.

Ma è ancora l'assenza degli interlocutori pubblici ad essere la causa prima di un dibattito sempre "fuori tempo massimo" e penalizzato dal fatto di basarsi su una minima parte delle informazioni di cui dispongono gli amministratori, i tecnici e gli operatori più direttamente coinvolti nel percorso decisionale.
Non è un caso che Fondazione RCM, come sottolinea Fiorella de Cindio nel suo post, sia tanto insistente nel sottolineare l'importanza della presenza del comune di Milano nella Fondazione e l'importanza dell'interazione sistematica tra l'Amministrazione e  partecipaMi.
Se si vuole che i cittadini possano influire con le idee (punto 1.) è necessario che "il sindaco" proponga i temi e gli obiettivi che vuole perseguire, fornisca gli elementi di base, compresi  i vincoli che delimitano il suo campo di manovra,  su cui sta formando le sue decisioni (stiamo sempre parlando dell'amministrazione nel suo complesso ovviamente), richiami gli  impegni assunti nel programma di governo su quel tema e vada a ricercare, attraverso il confronto con la città e della città, la condivisione degli obiettivi e degli strumenti e la capacità di arricchimento che la città può fornirgli.
I cittadini tra l'altro non sono solo 'cittadini'  ma anche… genitori, figli, giovani, anziani, disoccupati, pendolari, automobilisti (ahi)…, e su molte questioni rappresentano, in particolare a Milano,  un'expertise che è determinante valorizzare.
La partecipazione informata richiede un percorso (ed anche un impegno)  in cui all'inizio ci si confronta sul riconoscere e capire i problemi, si costruisce un'analisi condivisa (non necessariamente condivisa da tutti è ovvio), poi si concordano gli obiettivi, quindi gli strumenti e le cose da fare.

In ciascuna di queste fasi deve essere costruito, con pazienza e metodo, il percorso per cogliere e valorizzare il punto di vista della cittadinanza e dei cittadini più direttamente interessati al tema (appunto i giovani, gli utenti del trasporto pubblico locale...). Ciascuna di queste fasi deve innescarsi a partire dalla posizione del proponente: il comune se si tratta di un tema/progetto di sua responsabilità, ma anche un comitato o un'associazione che si oppongano a qualcosa o che propongano qualcosa.
Questo ci conduce al punto 2. delle opportunità partecipative e quindi alla possibilità che, dopo aver con la partecipazione informata e propositiva accompagnato la formazione delle scelte più importanti, i cittadini possano essere protagonisti dell'attuazione di una parte significativa delle politiche e dei progetti.
Anche grazie alla rete infatti i cittadini  possono, in sintonia con gli amministratori locali, auto-organizzarsi per rendere più efficiente (ed auto-sufficiente) dal punto di vista energetico il complesso residenziale dove vivono, più curato e vivibile il verde del quartiere, più sostenibili e convenienti i loro acquisti, meno costosi ed inquinanti i loro spostamenti, più solidale il quartiere rispetto alle persone in difficoltà…
Non è utopia, altrove, in Europa, succede.
Non è detto che tutto questo debba succedere solo e soltanto su partecipaMi, ma partecipaMi ha molti requisiti per svolgere un ruolo importante in questo percorso.
Speriamo che ce se ne accorga, prima che sia troppo tardi.

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