1 anno fa
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Tutti sappiamo che riducendo la velocità sulle tratte autostradali urbane abbiamo una minore emissione di elementi tossici che causano gravi problemi alla salute, in particolare quando l'accanimento delle condizioni meteo provoca prolungati ristagni d'aria in Val Padana (sensibile l'impatto sulla maggiore fluidità del traffico e la sicurezza stradale).

Portando i limiti di velocità a 90 km/h per le auto e 70 km/h per gli autocarri nelle tratte in questione si potrebbe avere una significativa riduzione permanente delle emissioni nocive, è un fatto di civiltà.

A proteggere questa impostazioni servono diffuse telecamere e autovelox, atte a sanzionare i trasgressori, che possono diventare una miniera d'oro per le casse pubbliche e nel tempo un dissuasore efficace per gli irriducibili maleducati.

Per accompagnare queste misure occorre chiudere la stagione delle incomprensibili deroghe a determinate categorie di operatori, artigiani e ambulanti, che hanno il permesso di scorazzare per la città portandosi dietro nuvole infernali di particolato che fuoriesce dai loro vetusti mezzi diesel.

Per questo Area Metropolitana di Milano e Regione Lombardia devono coordinare mirati piani di sostengno economico rivolti alle categorie economiche interessate per facilitare le rottamazioni dei mezzi da lavoro obsoleti, accompagnate dal sostegno della conversione delle caldaie residuali che utilizzano carbone, olii pesanti e gasolio, sia dei privati che delle aziende.

Lo si discute da anni, adesso è arrivato il momento di fare, indifferibile, e non dimentichiamo che un mini-Piano Marshall sulla riconversione del riscaldamento non può che giovare alla ripresa economica ed al PIL, che da qualche anno è diventato la nostra quotidiana ossessione.

Su questi argomenti socialmente utili (che hanno un impatto enorme sui costi della sanità pubblica regionale) è auspicabile una convergenza bipartizan senza battaglie ideologiche.

Mi auguro presto di vedere segnali concreti dagli amministratori pubblici addetti ai lavori.

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