I Navigli d'inverno diventano isola pedonaleDall'Ufficio Stampa del Comune di Milano: L’area dedicata ai pedoni prenderà il via venerdì 14 ottobre 2011 fino mercoledì 29 febbraio 2012 e riguarderà tutti i fine settimana nonché tutte le giornate festive infrasettimanali come proposto in via sperimentale dalle Associazioni dei Commercianti e Esercenti. L’isola pedonale dei Navigli sarà pertanto attiva solo nei fine settimana (venerdì, sabato e domenica) osservando i seguenti orari: dalle ore 18.00 del venerdì alle ore 24.00 della domenica e dalle ore 18,00 alle ore 24,00 nei giorni festivi infrasettimanali.
“Il prolungamento dell’isola pedonale serve a dare certezze sia ai residenti che ai turisti di beneficiare di precise regole viabilità oltreché garantire una miglior fruizione dei Navigli, luogo che deve diventare il vero biglietto da visita della città. Per gli orari e le modalità di occupazione degli spazi pubblici da parte degli esercenti abbiamo scelto di rinviare, di qualche giorno, la decisione in attesa d’incontrare i comitati e i residenti”cosi precisa l’assessore al Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale Franco D’Alfonso. L’isola invernale interesserà le seguenti vie:
Il transito sarà consentito: ai veicoli diretti ai box o posti auto all’interno delle proprietà situate nell’area pedonale, ai veicoli di soccorso ai veicoli dei medici in visita urgente, ai veicoli dei disabili residenti, ai veicoli della Polizia ai veicoli dei Vigili del fuoco e ai veicoli della Polizia locale Mantenuto anche il ruolo della Commissione di Sorveglianza, composta da entrambi i Presidenti dei CdZ 5 e 6 Aldo Ugliano e Gabriele Rabaiotti oltre a due consiglieri (uno per ogni zona), che ha monitorato settimanalmente le zone toccate dal divertimento notturno segnalando e prevenendo il manifestarsi di eventuali situazioni problematiche. Commenti (18)In attesa che la materia venga presto regolamentata in modo condiviso ed esaustivo da tutte le parti interessate, in ordine alla l'iniziativa dei Navigli vorrei esprimere qualche considerazione sull'argomento:
Solo buon senso da parte degli operatori commerciali, utenza, residenti, amministratori comunali, e forze di pubblica sicurezza e polizia, ognuno a fare la sua parte in termini proattivi e costruttivi, potrà sortire effetti positivi da questa irrinunciabile e positiva iniziativa in grado di allineare anche Milano alle più civili ed evolute città d'Europa. sono assolutamente d'accordo... la strada facile degli avventori e' dire che i milanesi sono vecchi ed intolleranti... oppure di mettersi i tappi nelle orecchie o di andare a vivere in campagna... ma il problema e' come dice Lei la regolamentazione... noi come residenti dell'area Conchetta, Torricelli Darwin abbiamo telefonato per cinque mesi a Polizia e Vigili di zona... siamo andati a parlarci direttamente ma quando e' stato necessario un loro intervento non sono MAI usciti... sostengono che sono stati fatti controlli e che e' tutto ok... sa a che ora hanno controllato ?? alle 6 del pomeriggio !!!!.....oltre la beffa il danno !! Provvedimenti non si possono prendere fino a quando non ci sono sanzioni, le sanzioni non si fanno e cosi il cerchio si chiude. Sono sconcertata dalla decisione presa dal comune riguardo l'isola pedonale anche d'inverno... noi residenti ci sentiamo presi in giro... non ci ascolta nessuno, ogni decisione e' presa per accontentare i commercianti della Movida... la zona navigli sta esplodendo... perche' non dirottate anche in altre zone altrettanto belle storicamente un po' di divertimento notturno ?? perche' non fate anche in altre zone mercatini, parcheggi e altro ?? noi non dormiamo piu' la notte, i nostri figli non dormono piu' la notte... La maggior parte della gente che abita i navigli vi risiede da anni... siamo ostaggio del comune... siamo ostaggio dei locali e di chi li frequenta... bell'esempio di Milano citta' europea... speravo che questa giunta avesse gli attributi per venire incontro a noi e almeno una volta stoppare le esigenze dei locali (che non si accontentano mai, chissa' cosa ci chiederanno la prossima volta) ma cosi non e' stato... anche questa giunta ha ceduto alla lobby... che delusione !! La nostra qualita' di vita e' da terzo mondo, ci sono danni fisici, psicologici e mentali... pero' le tasse le paghiamo anche noi... anche noi cittadini fantasmi... per ultimo niente di personale sulle brave persone che frequentano i locali ... troppo poche in confronto a tutti quelli che ci stanno rovinando la vita e ci costringeranno a scappare da Milano... da questa Milano europea !! Credo che il grido d'allarme della Sig.ra Nicoletta meriti rispetto e debba essere tenuto nella massima considerazione: gli eccessi comportamentali dell'utenza e l'approccio dei commercianti al problema, vanno tenuti sotto la massima attenzione e sorveglianza, e ricondotti ad un clima di maggiore civiltà complessiva. Inoltre, l'altra questione sollevata, e cioè quella di una diversa distribuzione della movida notturna di Milano in altri ambiti, attraverso l'istituzione di nuove zone pedonalizzate e dell'allargamento delle esistenti (C.so Ticonese-S.Lorenzo-V.Torino-V.Brera-C.so Como-Castello, Montenapo-Spiga) sia al Centro che nell'Area vasta Milanese, è una idea assolutamente condivisibile, sia perchè questo consentirebbe di fare un salto di qualità di civiltà a tutta Milano per i problemi legati alla qualità dell'aria e alla mobilità e consentirebbe di rivitalizzare zone oggi in abbandono, sia perchè contribuirebbe a mitigare quell'abnorme ressa notturna che infesta indecorosamente l'area dei Navigli, provocando seri momenti di frizione coi residenti che hanno tutte le ragioni per lamentarsi dell'eccessivo fastidio e che hanno il diritto sacrosanto di essere tutelati dalle istituzioni. La strada della civiltà è sempre la più pericolosa e la più difficile da percorrere, ma non c'è una soluzione alternativa, occorre provarci con determinazione. Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano: E' vero che il dialogo e' aperto ma bisogna cominciare a fare qualcosa... per esempio anticipare l'ora di chiusura dei locali , educare i commercianti e far capire loro che non sono padroni indiscussi della situazione e cominciare a dare le multe quando e' necessario... sapete quanti locali occupano dopo una certa ora spazi a loro non concessi andando ad intralciare persino passi carrai ed entrate alle proprie abitazioni... e se osi dire qualcosa vieni preso a parolacce... siccome credo che dopo la terza sanzione c'e' il ritiro della licenza, cominciamo cosi... BISOGNA ANCHE CON LORO AVERE IL PUGNO DURO... a noi cittadini quando mettiamo la macchina in divieto di sosta ci danno la multa, perche' a loro no ?? perche' i vigili nnn escono mai la sera a dare multe a tutte le macchine posteggiate selvaggiamente su marciapiedi, davanti ai cancelli ecc ?? sembrano due mondi, uno diurno con tanti doveri e uno notturno con soli diritti Inizia il ciclo di puntate di Radio dei Navigli sui temi dell'attualità del nostro territorio della Zona 6. Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:
Articolo di Franco Vanni pubblicato dal quotidiano la Repubblica il 06 novembre 2011 L’isola pedonale sui Navigli avrebbe dovuto svuotare le sponde dalle auto posteggiate, per fare spazio ai tavolini dei bar. Nel secondo weekend di sperimentazione, la situazione è inversa: file di auto in sosta vietata lungo i canali (senza che nessuno le multi) e commercianti che si rifiutano di chiedere i permessi per attrezzare i dehors. «Abbiamo fatto una riunione fra i gestori di bar e ristoranti del Naviglio Grande — dice Mario Faraci, del Bar Stazione — abbiamo deciso che mettere i tavolini in strada non conviene». Nei prossimi giorni ne discuteranno anche i titolari dei locali di via Ascanio Sforza, sul Naviglio Pavese. E i pochi che la richiesta l’avevano già fatta, valutano se annullarla.
____________________________________________________________________________ Il futuro dei Navigli è divenire il Polo Turistico e del Tempo Libero di Qualità di Milano e della Lombardia tutta. L'Isola Pedonale Permanente è la chiave per permettere di risolvere le attuali tensioni sociali tra residenti, commercianti e popolo della notte. Essa, però, rappresenta solo un "CONTENITORE": fondamentale sarà la capacità di riempire l'Isola Pedonale Permanente di CONTENUTI, rendendola attraente per i turisti e per i cittadini. Al di là dell'attività dei locali serali, occorre che sia studiato un vero e proprio Cartellone Culturale Annuale dei Navigli, che contenga una serie di iniziative atte a promuovere i Navigli quale luogo del tempo libero tout court, in cui gli avventori possano trovare un'offerta completa, che spazi dall'approfondimento culturale al divertimento. Cordialmente, Luciano Bartoli Associazione Navigli Live- Viverei Navigli Club Sono totalmente d'accordo con Luciano Bartoli, sottoscrivo le sue idee. Mi sconcertano i commercianti che potevano analizzare meglio i loro problemi, e che ci fanno adesso una pessima figura. Non accetto nessuna linea morbida da Parte dell'Assessorato alla Sicurezza che comanda la Polizia Locale in ordine ai divieti di sosta non sanzionati. E' la solita legalità "tarallucci e vino" (prudenza pelosa) che ci contraddistingue in tutto il mondo e che genera e alimenta la devianza comportamentale degli automobilisti che addirittura "pretendono" con i loro comportamenti ed ottengono, intimidendo, impunità, mentre il Comune si sottrae ad un suo preciso dovere (come in Via Solari ...). Comunque per l'iniziativa in inverno, occorrono per i commercianti canoni ampiamente ridotti per ragioni climatiche avverse che inibiscono sicuramente il pieno utilizzo degli spazi esterni. Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano: Dal quotidiano il Giorno
Milano, 17 marzo 2012 - Sugli striscioni e sui cartelli campeggiano scritte come: “E’ da vent’anni che aspettiamo la rinascita culturale dei Navigli, ci hanno regalato solo la Movida”, oppure “Salviamo il Ticinese”, “no al Ticinese usa e getta”, e ancora “non c’è più tempo! La cultura deve tornare nel nostro quartiere”.Gli aderenti al comitato del Ticinese protestano contro il prolungamento fino alla fine dell’estate dell’isola pedonale. Una decisione del Comune, che dopo tanti provvedimenti restrittivi, tipo Area C, che certo non hanno favorito il commercio, ha pensato di dare continuità ad una esperienza sicuramente unica a Milano. Infatti sono molti i turisti ma anche i giovani, che scelgono di vivere la movida del Ticinese. Il presidio organizzato segue l’assemblea dei comitati dell’altra sera, dalla quale è nato un documento, inviato oggi a palazzo Marino. “Negli ultimi venti anni — si legge.— molti luoghi sono stati tolti alla cittadinanza e anche quelli che come oneri di urbanizzazione dovevano essere restituiti sono tuttora inutilizzati. Questo significa la morte di un quartiere, in cui sono azzerate le potenzialità, l’anima artigianale e artistica e la mescolanza sociale che ha reso vivo questo luogo.” Certo non è facile far convivere attività commerciali e residenti, ma l’economia milanese ha bisogno anche della movida del Ticinese. ------------------------------------------------------------------------------------------------ Considerato quanto pubblicato in questi giorni , vi invito alla lettura
Ticinese 1979 di: Luciano Visintin, giornalista del Corriere della sera che per un quarto di secolo aveva saputo raccontare gli aspetti più intimi e umani di Milano.
Ticinese, un quartiere che vuole liberarsi dalla schiavitù della miseria e della droga Pena, rabbia, amarezza degli abitanti di fronte ai mali che affliggono questo popolare zona di Milano. 24 giugno 1979 Povero Ticinese. E’ il quartiere più pittoresco, ma anche il più sventurato della città. L’altro giorno ha buttato all’aria i suoi stracci, con la serrata dei negozi del corso e le invocazioni gridate dai manifesti appesi ai muri: <<Il Ticinese vuole vivere!>>. E invece, a poco a poco, è un quartiere che muore. Il male che lo uccide non è soltanto la droga. Questo è l’aspetto più ingombrante – quei grumi di umanità giovane e disfatta che si formano agli angoli con via Vetere, per strisciare in sonnambule processioni lungo i marciapiedi stretti e roventi nell’afa – ma altri tumori corrodono la vita del vecchio corso. Le case decrepite, ad esempio, coi cessi ancora sui ballatoi. <<Lei dovrebbe vederla, al mattino – diceva ieri un negoziante che abita al numero 69 – la coda davanti alle turche. Tutti in fila, con il loro orinaio in mano, ricoperto da un giornale; e fischiettano, si guardano intorno, fanno finta di non conoscersi, di non esserci addirittura>>. Case cadenti, immigrazione disordinata, degradazione progressiva del quartiere. <<Qua c’è posto per tutti – incalzava un altro esercente - . Arabi, egiziani, negri. Non per essere razzista, ma voglio dire che tutti gli sbandati, da tutto il mondo, arrivano qui>>. I portelli delle case restano aperti giorno e notte, chiunque può entrare, buttarsi a dormire sulle scale o salire fino a qualche appartamento, per rubacchiare qualcosa. Alle volte, i drogati varcano la soglia del portello solo per vomitare nell’androne. Lo fanno, e via. <<E chi pulisce? – chiede con accento di disperazione una signora che vende elettrodomestici -. Stamattina il falegname ci ha buttato sopra un po’ di segatura, ma…Si tira avanti così, come si può>>. <<Questo corso, guardi – dice un’anziana merciaia, nel suo negozietto – vogliono farlo morire. La gente non viene più, perché ha paura di incontrare i drogati. E così il lavoro diminuisce, giorno dopo giorno. Quelli di via Arena, pensi (cosa saranno, cento metri di distanza?) preferiscono andare ai negozi di Porta Genova>>. <<Certo – rincara la dose quello degli elettrodomestici – che il lavoro diminuisce. Ma c’è anche il lavoro che bisogna rifiutare, per forza. Vengono dentro con quegli occhi stralunati e mi mettono sul banco una radio, un registratore. Tutta roba rubata, è chiaro. Me li aggiusta? – chiedono- . E io: non posso, ho il tecnico malato. Non sono mica matto, a lavorare per quella gente là. Qualcuno capisce che è una scusa, e allora minacciano di bucarsi nel negozio, di farmi la pelle…Roba da matti!>>. Da un negozio all’altro, è tutta una storia di drogati che entrano, comprano qualcosa ( di solito pagano, anche se magari manca un cinquanta , cento lire) oppure chiedono semplicemente un paio di monete per la siringa. <<Io so che è per quello – ammicca la pollivendola – ma glieli do lo stesso. E una volta mi ero stufita, e non glieli ho dati, mi hanno rinfacciato: però le tasse le paga, eh? Non sapevo se ridere, o…>>. <<E’ inutile – osserva un tintore – è un quartiere degradato, ha la popolazione che si merita>>. <<E noi? – salta su un giovane operaio – E noi? Ci meritiamo questo, noi?>>. Una cliente racconta che, dieci giorni fa, mentre camminava sul marciapiedi col figlio, tenendo il borsellino in mano per la spesa, uno è passato di corsa e glielo ha portato via, al volo: c’erano dentro dieci, dodici mila lire. Ma episodi del genere ne hanno tutti da raccontare. <<Nel mio negozio – dice la signora delle scarpe – sono entrati in quattro, tre arabi e una vecchiaccia bianca. Questa qui mi ha impegnato in chiacchiere, prove su prove, e intanto quelli mi votavano il cassetto. Hanno ripulito persino la giacca di mio marito, che era appesa là>>. <<Ma non son cattivi – dicono due giovani coniugi, che hanno appena rilevato una cartoleria -. Fanno pena. Vengono qui, magari, con venti, trentamila lire e le spendono tutte in blocchettini colorati, penne e pennarelli, oggettini di cancelleria. Si incantano, davanti a queste cose>>. <<Pena e rabbia, mi fanno – commenta “Ibiza”, artigiano del cuoio -. Ma il problema non è economico nonsi risolve con le serrate. Ci vuole un intervento serio, sul piano politico e sociale. Altrimenti, dico io, se li mandiamo via di qui, dove vanno? Da qualche altra parte. Non è un cancro del Ticinese soltanto: è di tutta la città>>. Nel caldo del pomeriggio, passano giovani sani, canottiera, e altri curvi, ondeggianti, vestiti di scuro come falene notturne. <<Il Ticinese – è il lamento della signora delle scarpe – è sempre stato un quartiere un po’ malfamato. Ma era malavita di rispetto, vede? Andavano a farsela fuori. E qui nessuno ti toccava, anzi eri difeso che neanche in casa tua. Adesso… Bah!>>. E’ già da un po’ che si parla – che ci fanno il nome – del bar Rattazzo, all’angolo con via Vetere. Ci andiamo lentamente, con passo quasi solenne, come ad un appuntamento grave. Fuori del bar, tre o quattro giovani si dondolano sui ferri stradali antiparcheggio. Un altro, appoggiato al muro, fa un continuo segno di sì con la testa, spalancando due liquide occhiaie nel riflesso del sole. Dentro, nel bar, quattro in fila lungo il bancone bevono avidamente bevande gassate. Hanno le mani punteggiate di gonfiori rossi, al centro dei quali spicca un segno di puntura. Quando se ne vanno, sbatacchiando sugli stipidi della porta, il signor Pietro Rattazzo da Asti – piemontese solido e realista – allunga il mento verso il quartetto: <<Questi – dice – sono abbastanza bravi. Manon tutti sono così. Quelli che vanno avanti ad anfetamine, sono pericolosi, scattano per niente. E invece quelli che si iniettano eroina, guardi là fuori , dormono tutti, da una parte all’altra>>. Sono entrati, intanto, due giovanissimi – forse diciottenni – carichi di catenine e braccialetti, con movenze a mezza strada tra il torpore e l’adescamento. <<Questi – fa Rattazzo – sono “eroina”>>. Uno dei due capisce, si gira. <<Avrai problemi anche tu >>osserviamo. Risponde come in sogno: << Problemi? Dimenticare l’eroina, e basta. Ma non la dimentico mai. L’ho in mente sempre. E’ nel sangue. Ho detto bene, no?>>. Si guarda in torno, con aria vacua. Fuori si ferma una macchina, levando uno stridore acuto. I due escono in fretta. <<Ogni tanto – commenta Rattazzo – arriva una macchina di lusso e li carica su. Al Ticinese si vende di tutto>>. Passa lo straccio sul bancone e non gli caviamo più una parola di bocca. Interessanti commenti alla lettera della portavoce GabriellaValassina, del comitato dei Navigli pubblicata dal quotidiano Corriere della sera 23-03-2012 Navigli, arrivano le belle giornate e io mi preoccupoVivo l’arrivo di queste belle e calde giornate con un po’ di apprensione. Abito sul Naviglio da 25 anni e al Ticinese ci sono nata. Nel nostro quartiere la primavera, e poi l’estate, portano, insieme alle belle giornate, rumore, caos e degrado. Sono anni che abbiamo gli stessi problemi e per la prossima stagione estiva non mi pare che ci saranno novità positive. Durante l’inverno l’Amministrazione comunale ha sperimentato la pedonalizzazione di alcune strade dal venerdì sera alla domenica: la prova non è andata bene, pochi locali, anche a causa della crisi economica, hanno sfruttato l’opportunità. Quelli che l’hanno fatto hanno disseminato i Navigli di enormi gazebo e orribili “funghi” per riscaldare chi beve all’esterno. Il Comune ha deciso comunque che l’esperimento andrà avanti fino all’estate quando poi arriverà, per tutti i Navigli, l’isola pedonale vera e propria. A cui noi, cittadini di questo quartiere, siamo contrari. Molte persone che vengono ai Navigli hanno comportamenti incivili, fanno rumore e spaccano. L’isola pedonale incoraggia l’afflusso, il degrado aumenta, così come lo spaccio di droga.E poi, considerate un aspetto: ai Navigli, ormai, di negozi “normali” non ce n’è quasi più. Se dobbiamo andare a prendere il pane, ci tocca uscire dal quartiere. In compenso abbiamo file ininterrotte di locali notturni. Questo vuol dire, semplicemente, che non esistono politiche di valorizzazione culturale di una zona come questa: gli artigiani, le botteghe artistiche chiudono perché non ce la fanno più. E aprono solo le birrerie. Non so se essere più arrabbiata o scoraggiata. Pensavo che l’attuale giunta potesse interpretare altri spiriti rispetto a quelli del puro commercio. E invece per i Navigli l’unica cosa che viene davvero considerata è la “movida”. Questo modello di divertimento è tutto uguale, io sono convinta che sia un modello imposto. I giovani dovrebbero ribellarsi a questa idea che, per divertirsi, tutti debbano fare le stesse cose. E intanto questo quartiere, usato come se fosse una “gallina dalle uova d’oro”, non viene mai riqualificato. ------------------------------------------------------------------------------------------------ Alcuni commenti pubblicati all'interno forum del Corriere:Signori del comitato - non dite sempre no!
23.03 | 14:18 Lettore_2192290
Abito in zona ticinese anche io, e non riesco a capire la posizione del comitato.
Premesso che è una bufala dire che per comprare il pane occorre uscire dal quartiere (c’è un fornaio in ripa di porta ticinese, all’altezza di via Paoli), occorre analizzare molto approfonditamente la questione prima di fare crociate (come quelle del comitato) contro l’area pedonale. Io credo che l’area pedonale sia un’opportunità per vivere meglio il quartiere. E segnalo alla signora Valassina che il vero degrado c’è dove non ci sono locali. Ma cosa vuole il comitato? Chiudere tutte le birrerie? Non mi pare che i luddisti abbiano avuto molto successo . . . il comitato provi a fare proposte serie, se ne ha. Pier Luigi ----------------------------------------------------------------------------------------------
http://milanesi.corriere.it/2012/03/21/navigli-arrivano-le-belle-giornate-e-io-mi-preoccupo/ |
Legenda
|
Statistiche del sito - Powered by openDCN 1.11.0



A Londra – ove vado spesso – sto tra lo Strand e Leicester Square: idem come sopra. E ci sono valanghe di poliziotti che osservano silenziosi, ma appena uno trascende un attimo si fanno avanti: e son dolori, mica la polizia italiana.
A Parigi e New York non parliamone, dal 2009 in poi non vola una mosca. E quello che capita alle Colonne sarebbe inconcepibile in qualunque paese civile. I centri storici vengono ovunque visti come momento di aggregazione dall’aperitivo al post-cena, per tirar l’alba si fa l’esodo al di fuori (South London, per esempio).
Barcellona, poi, è un pessimo esempio da portare: solo nel 2010, la polizia urbana ha ricevuto quasi 18.000 chiamate di protesta. A seguito di queste, dal 2011 ci sono multe salatissime per quei locali i cui avventori fanno baccano (oltre 65 decibel dopo le 23). Inoltre, a … Mostra tuttoBarcellona solo nel 2011 hanno investito 17 milioni di € nella “lucha anti-ruido”…
Chiudi
ed il casino conseguente…sembra la peggio NY di 30 anni fa, imbrattamenti ovunque, degrado, oramai cmqe fuori dai bastioni in tutta Milano si e’ raggiunti un livello di vandalismo che non ha eguali, ovviamente vvuu ps carabinieri , autorita’ tutti latitano. Se fossi un residente andrei coi forconi davanti prima alla Questura e poi a Palazzo Marino per smuovere qualche sederino da 15.000 euro al mese ma 0 efficienza. Ai residenti vorrei dire: RIPULITE QUEI MURI NON ASPETTATE LA PROVVIDENZA
.------------------------------------------------------------------------------------------