Roma – Approvato finalmente il D.lgs. 958/2013 che la Commissione Consultiva dell’Integrazione ha richiesto per la salvaguardia delle popolazioni nomadi, le quali sono rappresentate dal 1971 dall’Unione Rom Internazionale. Questo movimento mira al riconoscimento di un’identità e di un patrimonio culturale e linguistico nazionale senza stato né territorio, cioè presente in tutti i paesi europei.
La massima del Decreto entrato in vigore con l’ultima Gazzetta Ufficiale cita testualmente:
“L’individuo che dimostri con la buona fede di appartenere ad un gruppo Rom (etnico e nomade) non sarà passibile di nessuna pena relativa al reato di furto (art.624 c.p.) se il valore economico del bene o denaro sottratto è inferiore a € 200, in quanto l’unico sostentamento di determinate strutture sociali deriva esclusivamente e da generazioni da tali azioni. Il soggetto dovrà altresì dimostrare sul momento di non avere regolare residenza o fissa dimora in Italia. Il presente non vale per chi possiede la cittadinanza italiana da almeno 10 anni”.
In poche parole: se uno zingaro ruba oggetti o denaro del valore inferiore a 200 Euro, non potrà essere denunciato per furto in quanto la sua azione è legata da secoli di usi e costumi del suo gruppo di appartenenza.
I dubbi che ci sorgono (ma sicuramente verranno esplicati da successive circolari ministeriali) sono relativi al metodo di valutazione sul valore degli oggetti e soprattutto su come definire se un cittadino sia o no senza fissa dimora, in quanto la maggior parte di questi soggetti è sprovvisto di regolari documenti.
Siamo comunque contenti che finalmente le popolazioni Rom potranno avere un po’ di tranquillità nella loro già travagliata esistenza.
Ilenia Tripidosi – Corrispondente Estero




