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Un problema che non troverà mai soluzione... o forse no?
Scrivo qui la soluzione che già più volte ho proposto, sperando che prima o poi, a furia di ripeterla, entri in testa a qualcuno.
1) La prostituta (o il prostituto) che vende il proprio corpo in situazione di illegalità (quindi quella sfruttata da organizzazioni per illeciti guadagni, che esercita la sua professione per strada o in luoghi non idonei, o ancora che si arricchisce oltre la misura della necessità senza contribuire ai servizi che lo stato eroga) deve essere posto in stato di arresto.
2) La persona così arrestata deve essere sottoposta a indagine sanitaria e sociale per stabilire se è sana e i motivi per cui svolge tale attività.
3) Se è malata si cura e si attiva tutta la profilassi necessaria a scongiurare problemi sanitari.
4) Se è sotto il giogo di organizzazioni criminali o se non ha altro modo per sopravvivere si procede ad un aiuto per il suo reinserimento sociale attraverso corsi di formazione obbligatori e stage di lavoro.
5) Se si dedica coscentemente a tale attività per ottenere un guadagno personale si procede ad una valutazione del patrimonio e a una tassa proporzionale ad esso e al presumibile periodo di esercizio di tale attività ( a partire dalla maggiore età o dall'ultimo periodo di arresto).
6) Esclusi i casi in cui il soggetto è stato obbligato con la forza a svolgere tale attività, il prostituto (o la prostituta) viene gravato dell'obbligo di "lavorare" presso case chiuse gestite dal comune, in modo controllato, per un periodo sufficiente a ripagare i costi delle indagini, delle spese sanitarie, dei costi di reinserimento e del proprio mantenimento.
7) Alla fine di tale periodo il soggetto è libero di scegliere se reinserirsi nella società (grazie all'assistenza ricevuta) o tornare a prostituirsi sapendo però che si porrà nuovamente a rischio di arresto se trasgredirà le leggi.
Vantaggi:
1) Si liberano le strade.
2) Si sa dove portare questa gente.
3) I costi sono totalmente recuperati attraverso le case chiuse comunali.
4) Si dà la possibilità a chi è motivato di cambiar vita.
5) Si effettuano frequenti controlli sanitari su chi svolge tale professione.
6) Si limitano i guadagni illeciti di chi guadagna troppo senza versare contributi e si tutela chi invece svolge questa attività per sopravvivere.
7) Si debellano le associazioni criminali sottraendogli la linfa vitale dei guadagni dei clienti che preferiranno 1000 volte andare in una casa chiusa con prezzi moderati, condizioni sanitarie garantite, ecc. utilizzando in parte gli stessi soggetti che tali organizzazioni potrebbero sfruttare per i loro guadagni illeciti.
8) Paradossalmente, se fosse possibile che la prostituzione illegale sia debellata le case chiuse comunali chiuderebbero poichè non vi sarebbero arresti con obbligo di prestare servizio. Il sistema quindi si autoregola tenendo sotto controllo il fenomeno nella sua parte che sempre sarà presente perché richiesta dalla società.
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