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Inviato da avatar Bruno Alessandro Bertini il 19-01-2015 alle 00:32

Rispondo perché per il buon vivere della città credo che sia necessario lasciare a tutti un loro spazio di discussione, senza ingenerare odio e scontro per ogni cosa che non ci garba.

So che viviamo in quella che sarà ricordata la civiltà del commento, ma quanta importanza possono avere le parole e quanta i fatti?

Ci sono argomenti tabù che provocano reazioni esagerate nell'opinione pubblica, basta sventolare questo o quell'evento (di per se una noiosa riunione di personaggi che non hanno nulla di meglio da fare) per alzare i toni dello scontro, distrarre l'opinione pubblica e nei casi più estremi provocare reazioni concrete.

I fatti vanno verso una società sempre più multietnica, con pari diritti alle femmine, e il pieno riconoscimento degli affetti omosessuali (tanto che nascono gruppi di discussione e difesa dei valori classici che vorrebbero opporsi a tutto questo).

Quindi perchè essere scontenti? Perchè insistere nel mettersi in competizione ed umiliare quando si è già vinto?

E' un po' il discorso dei terroristi: sembra che alcune categorie facciano di tutto per mostrarsi arroganti ed antipatiche e non capiscono che di fronte alle parole o alla propaganda negativa nei loro confronti l'arma più efficace è mostrare la parte migliore di sè e non aggredire.

Questa cosa che hanno organizzato non l'avrei neppure sentita nominare se non grazie agli indignati che hanno rilanciato la notizia.

In questo momento potrebbe esserci un convegno in favore dei biondi (e quindi discriminante nei confronti dei castani) ma chi lo sa? A chi gliene importa davvero qualcosa? I castani si fanno gli affari loro e devono solo stare attenti che qualche pazzo non faccia leggi discriminanti contro di loro.

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