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Ringrazio innanzitutto Oliverio Gentile per la segnalazione di questa conversazione di due anni fa che mi ero persa, dispersa com'ero e totalmente assorbita da emergenza abitativa, sociale ed educativa a Vaiano Valle: e nel pieno di un superamento del campo e ricollocazione in giro per Milano ero intenta ad agire il più nascostamente possibile, la chiave per poter avere successo (obiettivo minimo fare ritorno a casa) e... andare avanti!
La partecipazione e cittadinanza attiva per me è stato un processo di progressiva liberazione da un contesto di segregazione scolastica e sociale complesso in cui mi sono trovata ad operare "nel mezzo del cammin..." sul Sentiero della Biodiversità (Vaiano Valle) e tutt'ora in corso nel quartiere Corvetto.
La delibera comunale n. 1374 del 12.10.2023 sullo smembramento del ICS Fabio Filzi rappresenta il momento forse più drammatico di questa lotta ingaggiata per il contrasto e prevenzione della dispersione: siamo all'antitesi di tutto il lavoro di rete territoriale svolto, senza apparente possibilità di appello malgrado la disponibilità e apertura del livello nazionale e regionale entro il 5 gennaio (ieri).
Salvo miracoli nel giorno dell'Epifania, all'indomani dei termini riaperti per eventuali proroghe e revisioni della delibera concessi dall'alto, non ci sembra che arrivino ripensamenti sostanziali, ma scopriremo nei prossimi giorni l'esito del dibattito che si ė ingaggiato e le motivazioni sottese alle decisioni finali, qualunque esse siano.
Esistono infatti gruppi di potere e di pressione che operano fuori ma anche dentro al Comune e istituzioni varie: alcuni di questi lottano in modo più o meno evidente per la divisione, disgregazione, frantumazione di qualunque cosa si opponga e frapponga, pur di mantenere lo "status quo" raggiunto e/o con obiettivo di andare andare anche più in alto a qualunque costo.
Se solo non fosse sulla pelle di donne e bambini, anziani, persone con disabilità privi di strumenti culturali per far valere i propri legittimi diritti e aspirazioni non me ne curerei affatto, ma ė evidente che anche io sono cambiata nel corso del tempo, sono diventata 'stakeholder' e 'portatrice di interesse' a titolo volontario e gratuito verso un gruppo di famiglie e persone fisiche in carne e ossa che non facevano parte della mia parentela o cerchia di amicizie, ma che si sono rivolte a me con grande fiducia.
Semplicemente non ho potuto e non posso ignorarne il grido...
A Milano non conoscevo e non ho conosciuto nessuno se non attraverso la Scuola, l'istituzione che, se ben integrata con altre risorse intorno, una rete associativa e di cittadinanza forte e coesa, può fare la differenza e diventare ascensore di autentica promozione umana, di riscatto sociale in cui profondamente sono legata e credo.
Figlia di una maestra elementare di una Scuola di campagna e di un camionista della Liquigas, non ho ricchezze particolari, nè ho coltivato amicizie influenti nel (poco) tempo libero che avevo, nè ho cercato la strada del potere o del successo mediatico, rigettando più di un'occasione per emergere in positivo e secondo standard classici.
Volevo solo fare la mia parte e servire con tutta me stessa in quel pezzetto di mondo che mi era stato affidato, con gli strumenti che avevo di volta in volta e collaborando con tutti.
All'alba del 2024 vedo oggi una città di Milano, in particolare la zona in cui vivo e lavoro, consegnate e lasciate in balia di gang e mafie locali che si dividono il territorio: droga, traffico di armi, prostituzione, violenza di genere nelle sue mille forme e abusi, spesso in presenza di minori che assistono impotenti e ne escono traumatizzati, atti vandalici e distruttivi dei beni comuni, sporcizia e inciviltà ovunque, mentre i camion dell'AMSA non possono ragionevolmente bastare per tenere testa.
In questo scenario tumultuoso e incessante movimento, parlare di partecipazione e cittadinanza attiva, in un contesto di Scuola Sconfinata ed educazione diffusa, significa impugnare le armi della conoscenza, carta e penna o meglio con tastiera, attraverso email e piattaforme digitali, per sensibilizzare, uscire dall'orrore e trovare risorse e alleanze per fare rete: consapevoli di tutti i rischi che l'impresa comporta e i pericoli del web, spinti dell'urgenza di una comunicazione puntuale, rapida e tempestiva e nel lungo termine per documentare l'esperienza pregressa e ritrovare il filo delle connessioni perdute, stroncate da chi trae vantaggio dalla divisione e dal silenzio omertoso sullo stato dell'arte, minimizzando, penalizzando e colpevolizzando chi invece si attiva, chi fa e chi segnala.
Non starò a ripetere quanto giá letto e descritto in modo eccellente da Roberto Re e altri in questa conversazione aperta, che ora posso rileggere grazie ad una piattaforme ben strutturata che resista al tempo e al flusso continuo di notizie che si susseguono sui social, che spostano attenzione di qua e di lá, accendendo e spegnendo riflettori sull'onda emotiva del momento e disorientando chi legge e desidera un'informazione corretta e completa, per poter fare delle scelte.
Aggiungerò semplicemente una mia libera riflessione, frutto di ascolto di altri cittadini attivi ed esperienza personale sul campo.
"Partecipazione e Cittadinanza Attiva: sono utopie educative per spiriti liberi e liberanti, che le afferrano nei sogni e ad a occhi aperti.
Poi si ritorna nella realtà distopica e ci si accorge che sono possono divenire anche un modo per sfruttare a costo zero anime belle e generose da chi detiene temporaneamente il potere.
Poi si va a votare qualcun altro e si scopre quanto sia effimero, volubile e vuoto questo potere e quanto invece conti piuttosto
sapere,
saper fare
e saper essere,
agendo in una situazione reale e complessa, donandosi e uscendo da se stessi, senza velleità di arrivare chissà dove, contenti e paghi di poter dare il proprio piccolo e onesto contributo, purché sia ben fatto e faccia stare bene il maggior numero di persone possibili, possibilmente anche se stessi...
Partecipare in modo informato e agire consapevolmente la cittadinanza sono ricchezze inestimabili che dona la cosa più preziosa: indipendenza dello spirito oltre ogni chiusura, negazione della vita e le mille forme che può assumere il male e la violenza.
E che apre un futuro in cui tutto ė ancora possibile".
Grazie per l'ascolto prolungato e per aver letto fino a qui.
Buon 2024 a tutti!
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