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Inviato da avatar Gianluca Gennai il 03-11-2024 alle 15:20

Era il 2020 ed eravamo in piena crisi pandemica, quando iniziarono gli episodi di particolare rilievo poiché si distinguevano dalla questione dello spaccio, iniziavano le aggressioni per furto e molestie in genere, ad opera di minori o giovani nordafricani per lo più.

Siamo nel 2024, dunque sono 4 anni in cui la Stazione Certosa non ha vissuto momenti migliori, nonostante l'impegno delle Forze dell'Ordine, che anche recentemente si sono dedicate a ripulire quanto c'era da ripulire. Poi l'operazione si è estinta con successo e Forze dell'Ordine, avendo limiti di personale e molto a cui pensare, hanno ridotto la pressione nella zona.

La questione delle stazioni di periferia, probabilmente non è risolvibile con normali azioni di repressione ma andrebbe fatto quello che in molti diciamo da anni, andrebbero presidiate con una stazione della Polfer H24 e con maggiore video controllo dei sottopassi. Questa soluzione ha un costo e al momento si preferisce il costo sociale, ai danni soprattutto di giovani studenti e donne che talvolta si trovano a dover utilizzare il passante poiché unico tramite dalla periferia al luogo di lavoro, spesso anche in orari serali (le università restano aperte fino a tardi, dando la possibilità a molti studenti di frequentare la biblioteca d'Ateneo). Evidentemente lo studente di periferia in questo risulta penalizzato e sottomesso a quelle regole che Milano impone pur professando inclusione e pari diritti. In questo la periferia è ancora lontana da essere ex aequo con zone più centrali. In particolare, la zona Certosa / Musocco, oggi si trova in maggiore difficoltà per via della riqualificazione delle strade e rotaie dei tram, per cui il quartiere non gode di trasporti differenziati, o il passante o niente se si vuole mantenere tempi di spostamento accettabili, partendo proprio da una qualsiasi università a parte il Politecnico che è ad un tiro di schioppo.

Nel mentre, stazione Certosa si ritrova ancora ad essere un luogo insicuro, postribolo di una umanità border line, che vive di furti e aggressioni poiché non integrata grazie al sistema fallimentare proposto da una città della pietas edonistica, che non utilizza neanche quei pochi strumenti messi a disposizione da un sistema nazionale assolutamente inadeguato e incapace di gestire il fenomeni della migrazione minorile che in periferia stagna e cresce in termini di punto di sopravvivenza per poi andare in centro a deliquere. Ma stazione Certosa, resta una questione che recentemente ha riproposto il tema delle aggressioni e molestie purtroppo neanche denunciate per sfiducia e senso di abbandono. Poi i cittadini parlano e raccontano nella speranza che qualcuno faccia qualcosa.

Gianluca Gennai

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