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Siamo d'accordo sulla possible deriva speculativa di una certa parte della politica, poggiando le ragioni di una remigration sulla base di una insicurezza a Milano con una semplicistica deriva razziale ma il tema è: bisogna essere sempre democraticamente retorici e anche ipocriti o si deve ascoltare anche chi è molto lontano dal nostro pensiero cercando convergenze ? Giulio tu parli di istanza di una società Civile e il ragionamento che fai Giulio porta a pensare che in ragione di una civiltà generica non sia accettabile autorizzare questa manifestazione. Come avrai letto il protagosnista è Beppe Sala e la sua ipocrisia e nessun altro. E' Lui che innesca pro domo sua questa logica della negazione, ruminando nella mangiatoia oramai quasi vuota ma un tempo piena di consenso. Un evidente personaggio probabilemente molto convincente che tuttavia va bene alla sinistra anche quando fa e dice cose di destra, fino a non riconscere quale parte dei milanesi va ascoltata, tanto meno se essa dissente sulle logiche di accoglienza e integrazione tanto care alla sinistra che tuttavia oggi, prende le distanze dall'uomo per tutte le stagioni. Questa manifestazione parte come tante altre manifestazioni off-limit ma di moda, che si muovono a tema sul quale nessuno s'indigna e chi lo fa è un fascista. Cosi molta povera gente è tacciata come fascista solo perché s'indigna quando vede un sedere scoperto per strada che inneggia alla Pace e canta: Bella ciao. L'idea è che essendo una forma di protesta di destra e forse xenofoba, debba essere negata in quanto politically scorrect di default, dunque minerebbe l'immagine di una Milano vendibile e priva di attriti sociali che invece ci sono e vanno eliminati. Tutto il resto non è che una espressione del pensiero libero contro ogni forma di forza. E' questo il suo intento e null'altro. Non ci sono ragioni profondamente convicenti dato che, ad esempio nulla fa per la costruzione di una Moschea, cosa che andrebbe certamente a ridurre il carico sociale dei tanti musulmani che non si sentono accolti e per questo negano l'impegno verso l'Italia. Questo suo continuo barcollare (il Sindaco) sibillino con i suoi: forse che si/forse che no, è il vero fenomeno critico. Io credo che ci sia un tema che è quello della paura di scivolare sul sentimento della gente fino a far pensare che ci sia un ritorno al consenso popolare verso una mano forte che arrivi a estirpare il problema calpestando i diritti costituzionali. Allora che sia il vox populi a decretarne l'irragionevolezza di questa manifestazione e non lo stesso Sindaco evidentemente portatore d'interesse. Per quanto concerne l'aspetto demografico che ci porterebbe a pensare che ci sia estremo bisogno di braccia umane a basso profilo e costo, questo si è razzismo poiché, sotto sotto si pensa a questo, a chi raccoglierà le immodizie del milanese bianco e benestante. Senza parlare delle ragioni dei politici di alto rango che hanno il problema della sostenibilità dei loro stipendi di parlamentari ecc. Ecco il tema dei contributi. A nessuno dunque interessa integrare intellettualmente il pensiero arabo sia a livello culturare che religioso. C'è ipocrisia nelle scelte, è chiaro ma questo tema non c'entra con un controllo dell'immigrazione più attento in seno ai tanti, troppi individui che arrivano da storie di crimine e non vengono per lavorare così come i tanti che delinquono a Milano che non andranno mai a lavorare e pensano a come barcamenare la giornata senza sudare. Dunque che si faccia la manifestazione e che si cerchino punti di convergenza per capire insieme quali rimedi mettere in atto per riportare la nostra vita europea sopra i livelli di marginalità e questo sia per gli italiani che per gli immigrati regolari che ogni giorno si rimboccano le maniche e che anche loro si chiedono come mai l'Europa e in particolare l'Italia non riesca a sistemare la questione. Tra i cittadini perbene, nessuno si sogna di far rientrare gli onesti nella loro casa madre Patria, neanche gli xenofobi. Questa Milano non è la Milano che racconta Sala e chi di Lui fu votante, questa Milano deve ritornare ad essere una città vivibile per tutti a questo è un tema, non la manifestazione. Questa Milano deve restituire spazi a chi s'impegna ogni giorno per il bene comune, deve dare spazi a chi porta avanti le proprie ragioni partendo da accetare le ragioni altrui, deve trovare spazi abitativi per i ceti medio bassi e ridare ossigeno al ceto medio, deve sistemare le periferie, deve dare la possibilità alle persone perbene di esprimersi nel culto e deve punire chi non ama la civiltà che si poggia sull'ascolto a prescindere, deve ritrovare la sua anima migliore che non è quella di vietare tutto ciò che dissente dal verbo dominante e autoreferenziale di chi proclama di essere dalla parte giusta sempre e comunque. Non c'è da combattere l'Islam c'è da combattere le distanze abissali sociali che oggi impediscono a un polizziotto o professore o uno studente fuori sede di Famiglia non agiata di vivere a Milano, qualsiasi sia la sua etnia o religione.
Gianluca Gennai
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