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Inviato da avatar Roberto Re il 21-07-2025 alle 09:51

Una riflessione a margine originata anche dal titolo di questa discussione informata.

Da homo technologicus quale sono, ho ancora ben chiaro il ricordo della prima requisitoria telematica del processo Cusani, nel lontano 1994. Un’aula che sancì, anche simbolicamente, l’inizio di una trasformazione digitale della giustizia. Non era ancora il tempo dell’uso diffuso delle intelligenze artificiali , seppur nate nel 1956, ma quello fu un primo, timido passo verso la smaterializzazione del dato giudiziario.

Oggi, senza entrare nel merito giudiziario, credo sia doveroso prendere atto di un passaggio forse passato in sordina : dopo l’approvazione definitiva del Disegno di Legge n. 1146-B avvenuta nei giorni scorsi, l’Italia entra ufficialmente in una nuova fase di maturità normativa sull’Intelligenza Artificiale.

Un traguardo? Forse. Sicuramente un punto di partenza per domandarci: dove e come si svilupperà davvero l’AI nel nostro Paese?

La risposta è duplice: nei territori, nei settori strategici e nelle infrastrutture. La legge disegna un quadro preciso, indicando che lo sviluppo sarà guidato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con un ruolo di primo piano per AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) e per l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Il loro compito sarà duplice: vigilare e promuovere l’adozione dell’AI, in ogni ambito produttivo e nella pubblica amministrazione.

Il testo di legge non lascia spazio a dubbi e identifica i comparti dove l’AI sarà protagonista, tra cui:

  • Giustizia
    Fra i vari settori, la giustizia merita una sottolineatura particolare. Anche in questo ambito, l’Intelligenza Artificiale resterà confinata a funzioni di mero supporto, senza mai intaccare la centralità della figura del magistrato. L’AI potrà essere utilizzata per migliorare l’accesso alle informazioni, l’analisi di dati complessi e la gestione amministrativa dei procedimenti, ma non potrà in alcun modo sostituirsi al giudizio umano, che resta intangibile e insostituibile. Questo principio trova eco anche negli altri ambiti: dalla sanità al lavoro, dalla cybersicurezza alla Pubblica Amministrazione, l’AI è strumento, non sostituto, sempre nel rispetto della dignità e della responsabilità umana.

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