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Come allora per l’informatica, anche oggi l’intelligenza artificiale non è solo una questione tecnica, ma profondamente socio-tecnica: influenza la società per le modalità con cui viene esercitata.
Quello che però inizia a farmi riflettere seriamente è che, a strumenti sempre più potenti, non corrisponde affatto una crescita adeguata nella formazione di chi li utilizza e non ha gli strumenti per recepirne l'utilizzo che ne viene fatto, talvolta in modo indiscriminato. E questo divario a mio parere rischia di trasformarsi in un problema strutturale ...
P.S.
al di là del veloce susseguirsi di riflessioni sulla "socio-tecnica", a mio parere serve rafforzare le regole di base sulla riservatezza degli atti giudiziari e garantire la tracciabilità degli accessi, con sanzioni efficaci per chi le viola. È necessario tutelare la presunzione d’innocenza vietando la diffusione ai media di notizie prima che siano formalmente comunicate agli interessati. Occorre responsabilizzare magistrati, avvocati e giornalisti tramite codici di condotta chiari. Le Procure dovrebbero usare canali ufficiali e trasparenti per evitare strumentalizzazioni. Solo così si può ristabilire il rispetto delle regole e la fiducia nella giustizia.
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