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Dunque, avanti così, con il graziato che dice di aver sempre agito per il bene di Milano e dei milanesi fino al punto di cercare di minimizzare i problemi e ridurli a una pacca sulla spalla e un sorrisetto di traverso tipo Iena Ridens.
Ancora una volta Milano è teatro di un’opera che lascia il segno, in cui si possono leggere tutte le contraddizioni di una civis quasi schizzofrenica e le tipiche declinazioni di chi si sente impunito esercitando la propria posizione di potere per interessi diversi. C’è da capire chi ci guadagnasse davvero tanto con questo metodo, difficile pensare a una mancanza di regia. Forse il sistema stesso che garantiva continuità alla filiera consolidata, quella prosperità malata di chi corre in fuga sfrenata verso il senso di assoluto. Immagino la prima operazione andata a buon fine e i brindisi fatti subito dopo.
Ma quanto si poteva pensare che una certa operazione non avesse condizioni particolari, soprattutto in alcune zone di Milano? Io credo che l’accesso dei privati, fosse gestito in modo che solo alcuni potessero beneficiare di costi agevolati all’acquisto di certi appartamenti, e questi immagino siano persone capaci d’intendere e di volere. Persino le periferie hanno beneficiato di un certo stile disinvolto, oggi migliorate grazie a progetti forse transitati dal sistema dei facili permessi a costruire. Quello che invece resta, soprattutto nei confronti del Sindaco, è il giudizio politico che pone anche la questione delle scelte che i partiti fanno a certi livelli. Milano non può avere come sindaco una figura di seconda fila e i partiti sono pronti a sacrificare le proprie radici e il credo dei cittadini pur di dare lo scranno a una figura che garantisca visibilità e capacità di gestione delle evidenti forze in gioco in una città performante e problematica con tante sfaccettature e troppa ambizione fino a farla diventare l’unico vettore di crescita, tralasciando il sociale e tutto quanto sia da non fare a occhi bendati e senza il senso del limite. È proprio quell’andare oltre che ha portato Milano ad essere una città critica e al tempo stesso lanciata sulla passerella delle migliori del mondo. Si dirà che sia un prezzo da pagare anche se a pagare sono sempre i più deboli, i sacrificabili. Anche nell’Olimpo oggi hanno pagato i sacrificabili per non far cadere il loro dio.
https://www.milanotoday.it/politica/sala-scagionato-pirellino-urbanistica.html
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