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Inviato da avatar Maurizio Spada il 04-09-2025 alle 17:39

Piano casa.

A Milano, dopo che una scellerata politica della casa ha fatto lievitare i prezzi in modo sconsiderato tanto che diverse fasce di lavoratori non si possono permettere di abitare in città, ora si parla finalmente di piano casa. Ma che si fa? intanto si dà la colpa al governo che non permette alle città sufficiente autonomia e quindi si programma di costruire in dieci anni un certo numero di appartamenti a prezzo calmierato, vale a dire: campa cavallo che l' erba cresce. Passata la buriana le cose torneranno come prima a tutto vantaggio degli speculatori perché il modello Milano va corretto ma è fondamentalmente valido: non si può fermare lo sviluppo. Ora qui serve chiarirsi cosa significa questo sviluppo e qui mi viene in soccorso Galbraith, che non può essere accusato di comunismo, nella Buona società tratteggia come dovrebbe essere una civitas, sia pure mantenendo una economia di mercato, intervenendo quando fasce di popolazione si impoveriscono troppo e non consumano più. Il riequilibrio lo deve fare l' ente pubblico che dovrebbe avere chiaro l' obiettivo, i mezzi sono vari e non sto a elencarli ma una cosa è certa che una situazione squilibrata non conviene neppure ai ricchi. Tornando al piano casa questo deve essere una serie di interventi per riequilibrare il mercato che vanno dalla tassazione, all' aumento dei salari, all' intervento pubblico in aiuto dei morosi , infine alla ristrutturazione del parco pubblico sfitto, poi si si può pensare di costruire nuovi alloggi calmierati che però dovranno competere per qualità con il privato. Non è così semplice come tutti gli interventi sulla città bisogna ricordarsi che essa è un sistema complesso e dove massimizzi una funzione tutte le altre ne risentono in negativo.

Maurizio Spada

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