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Niente di che, solo un immagine che testimonia la discrasia, la mancanza totale di armonia paessaggistica, l'idea del totem in mezzo all'accampamento degli indiani. Il Boschetto verticale come fosse un formicaio alieno, un intruso, peraltro nella volontà di essere un bunker in cui vivono persone estremamente lontane dal contesto sociale di una zona fatta di gente normale che si ritrova un quartiere completamente trasformato e in asincrono con la cultura popolare che lo caratterizzava. E' migliorato? Certamente il valore degli appartamenti lo rendono uno dei quartieri più "cool" di Milano ma quanto potranno mai apprezzare questa nuova condizione i residenti se non vendono? Quanto potranno godere le Famiglie della movida di zona? Sono certo i parchi a dare un ritorno di vivibilità, ma anche questi, per chi lavora tutto il giorno quanto potranno essere vissuti? Alla fine rimane quello che é, un'opera accolta nel mondo come una geniale soluzione che ha venduto appartamenti a prezzi stratosferici dando guadagni incredibili ai finanziatori e un illusorio luogo in cui dimostrare la potenza economica in cambio di sguardi ammirati e desideri irrealizzabili della gente comune che guarda questo "coso" come il luogo in cui si presume vivano personaggi che nella vita ce l'hanno fatta dunque sono da guardare con ammirrazione e sui quali misurare i propri limiti e le proprie miserie. Ecco, questo bisognerebbe evitarlo. In quanto all'architetto Boeri, con questa opera si è guadagnato un ruolo in una Milano ambiziosa che si sentiva provinciale, troppo italiana, troppo borghese.

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