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Non abbiate fretta di dichiarare chiuso il caso Milano, né sul piano politico né su quello giudiziario. E' chiaro che chi ha creato questo modello di crescita urbana suicida e deleterio stia usando tutto il proprio potere per continuare esattamente come prima: pressioni sulla politica a tutti i livelli, sulle strutture istituzionali, sull'opinione pubblica. Le ragioni degli abitanti devono essere soffocate, ridicolizzate, minimizzate, in qualsiasi forma si esprimano. Le manifestazioni sarebbero "violente", le critiche "conservatrici", il ricorso alla giustizia - conseguente all'indifferenza del ceto politico - deve essere vanificato.
Ogni tassello di questa propaganda si può riassumere in THERE IS NO ALTERNATIVE - TINA : Milano non si ferma, San Siro deve essere svenduto, il Piano casa è il solito regalo agli immobiliaristi (cessione di terreni pubblici in cambio di housing sociale privato senza garanzie per la popolazione), gli scali devono diventare case e uffici di lusso con una spolverata di sociale e piante su cemento, i ricchi devono continuare a diventare sempre più ricchi e chi non ce la fa può accomodarsi in qualche luogo remoto.
In questi giorni stiamo leggendo ossessivamente la notizia immaginaria - fondata su un report di Henley &Partners palesemente interessato a promuovere il proprio business, cioè spostare i miliardari nei paradisi fiscali - che c'è un flusso di ultraricchi da tutto il mondo in movimento verso Milano. I miliardari, si dice, sono incuranti delle inchieste e attratti dalla flat tax nazionale e dal lifestyle "Milano sushi & coca" ben descritto negli scorsi anni da MYSS KETA. In realtà non è una notizia suffragata da dati affidabili (il sito Tax&justice ha smentito clamorosamente che esista un esodo degli utlraricchi, meno dell'1% si sposta dal proprio luogo di origine), ma dalla volontà di aumentare quei flussi, per ora limitati a qualche centinaio di persone.
Quindi, ripeto: il caso Milano NON E' CHIUSO. Se anche non venissero confermate tutte le accuse (complice l'abolizione da parte del governo dell'abuso d'ufficio), il che non è ancora detto perché l'iter giudiziario non è affatto concluso, le inchieste partite dagli esposti dei cittadini esasperati dall'indifferenza della politica hanno rivelato un sistema di governo opaco e antidemocratico, ingiusto e antisociale.
Gli abitanti - e moltissime reti di attivisti, urbanisti, giuristi, architetti, sociologi, economisti da tutte le città e territori italiani - non si danno per vinti e continuano a pretendere un cambiamento radicale nell'urbanistica e nel modello di sviluppo urbano e territoriale, a partire dai grandi interventi milanesi.
Questi i foltissimi appuntamenti dei prossimi giorni:
- dal 18 al 21 settembre la FAKE WEEK organizzata dai comitati, in risposta alla propagandistica Green Week del Comune. In particolare domani dalle 16 alle 19.30 l'Incontro "Chi decide la città" con Gianni Barbacetto, Paolo Berdini, Marco Bersani di Attac Italia, Basilio Rizzo, Elio Catania di Off Topic, Carlo Monguzzi, Domenico Finiguerra, Matilde Casa e altri.
- Venerdì 19 flash mob al parco Bassini distrutto, simbolo delle politiche degne di Attila di questa giunta, con Adriana Berra
- Sabato 20 corteo da Lampugnano al bosco di via Falck alle 10 per difendere l'area di San Siro, la Maura e Il bosco di via Falck stesso dalla "rigenerazione urbana" che desertifica
- Domenica 21 biciclettata critical Mass da Rogoredo allo Scalo Porta Romana, nel cosiddetto "triangolo d'oro della rigenerazione" innescato dalle maledette Olimpiadi, contro l'orrendo Villaggio Olimpico-studentato di lusso, le opere olimpiche finanziate con i nostri soldi e il nuovo polo del lusso.
Non vi illudete, le alternative le stiamo costruendo. Questa Milano deve fermarsi e ripartire da altri presupposti, e insieme alle altre città e territori deve trovare altre forme di trasformazione equa e non competitiva, ma collaborativa e redistributiva, sociale senza spolverate e veli retorici menzogneri

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