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Tunnel Patroclo: 3 criticità come macigni

Da Il Giorno
Il progetto di spostamento del tunnel di via Patroclo, così come concepito e proposto da Milan e Inter, rischia di provocare una paralisi della viabilità, non è supportato da analisi trasportistiche adeguate e pone un problema relativo all’inquadramento giuridico che il nuovo tunnel dovrà avere una volta finiti i lavori ed entrato in servizio. Tre criticità evidenziate dalla Direzione Mobilità e dalla Direzione Infrastrutture e Spazio Pubblico del Comune, come si può leggere in due documenti: il verbale della Conferenza dei Servizi Preliminare e il parere reso dalle medesime Direzioni. Tre criticità che riguardano, meglio ricordarlo, un pezzo non secondario di quel piano che contempla la già avvenuta cessione a Milan e Inter dello stadio di San Siro e dell’area immediatamente a ridosso per la successiva realizzazione, da parte degli stessi club, di un nuovo stadio corredato da attività commerciali e ricettive. In questo ambito lo spostamento del tunnel Patroclo è opera sensibile perché considerata prioritaria, da farsi subito, e perché avverrà a scomputo oneri di urbanizzazione, per un importo di 70-80 milioni. Tre criticità però non sufficienti affinché le due Direzioni di Palazzo Marino dessero un parere negativo o quantomeno rimandessero ogni giudizio, come hanno fatto altre istituzioni, tra le quali ARPA e ATS di Milano.
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Tre criticità pesanti come macigni — paralisi della viabilità, assenza di analisi trasportistiche serie, caos giuridico sull’opera — messe nero su bianco non da comitati “ideologici”, ma dalle stesse Direzioni Mobilità e Infrastrutture del Comune di Milano. Documenti ufficiali, Conferenza dei Servizi, pareri tecnici. Non post su Facebook.
Eppure: nessun parere negativo, nessuno stop, nessun “fermi tutti, rivediamo il progetto”.
Altre istituzioni – ARPA e ATS – frenano. Palazzo Marino… accelera.
Il paradosso è completo quando si ricorda che il tunnel Patroclo è considerato opera prioritaria, da fare subito, e pure a scomputo oneri di urbanizzazione: 70–80 milioni di euro. Soldi pubblici, rischio pubblico, benefici privati. Un classico.
Il tutto dentro un’operazione più grande che comprende
✅ cessione dello stadio
✅ cessione delle aree
✅ nuovo stadio
✅ funzioni commerciali e ricettive
E guarda caso, il tassello più fragile è proprio quello che pagheranno i cittadini in termini di traffico, smog e vivibilità.
Quando anche i tecnici comunali scrivono che il progetto non regge, ma la politica va avanti lo stesso, non è semplificazione. È una scelta.
E come sempre, qualcuno vince. Milano perde.
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