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Inviato da avatar Giuseppe Maria Greco il 15-06-2026 alle 12:09

Dare a Milano solo la colpa della crisi di relazione tra "leader" e "gli altri" quando si tratta di un problema planetario è alquanto riduttivo. Nel nostro piccolo possiamo intervenire su poco, quindi prendiamo in considerazione Milano, non certo per risolvere la situazione mondiale, ma per tentare di ridar credito alla democrazia, che viene spesso negata anche in Italia.

La domanda che, magari senza esserne cosciente, la gente si pone è: io chi sono, se non una vittima, in questa situazione senza prospettive? La solitudine è la malattia del nostro tempo, che la destra intende guarire con la verticalizzazione del potere carismatico. I democratici hanno altre misure "medicinali", ma non vengono dichiarate come se ognuno dovesse scoprirle da sè. E ognuno le intende a suo modo.

Sarà dunque un problema di direzione, ma chi oggi si fida della direzione, se non è divina?

Il vero problema è rispondere a quella domanda, dando a ognuno la sensazione di avere un ruolo proprio oerchè è lui, con la sua esperienza, la sua volontà, i suoi progetti.

Quando una visione di questo tipo potrà aver chiarezza, solo allora si potrà formulare un progetto, non prima. Un progetto scende da una visione, non è lui a crearla.

E' di questo, a mio avviso, che occorre parlare.

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