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Inviato da avatar Massimo Mulinacci il 17-06-2026 alle 16:59

La sentenza che ha assolto tutti gli imputati del processo per la torre Milano, ha fatto un po' di luce.
Per quanto mi riguarda non ho mai preso posizione sulla questione penale. Se c'erano, se ci sono e se ci saranno reati, è lavoro dei giudici. Ma i reati, come le piante, hanno necessità di terreno fertile:
le normative, delle quali ora conosciamo la vetustà di alcune e la fallacia di molte altre e l'amoralità (non immoralità, non confondiamo) della visione della città e del territorio, considerati "oggetti" che generano profitto.
Non ci sono delinquenti, c'è un mood, chiamiamola "la macchina degli innocenti" che ha snaturato, da più di vent'anni, la città. Per far danni, anche gravi e irreversibili non è necessario commettere reati.
In questi lunghi mesi abbiamo avuto l'evidenza di una grave tara culturale di fondo, "roba da uomini", la necessità di imporre oggetti a propria somiglianza. Non ne usciremo a meno di non sconfiggere la narrazione di questo mondo magico di grandi interventi, grattacieli e torri scintillanti e case di mondi fatati. Mettere a nudo il Re è un gesto al quale non dovremmo mai rinunciare.
Per fare una città, prima ancora che specialisti, dobbiamo essere cittadine e cittadini che portino idee e condividano le scelte. Nessuno vorrebbe che altri decidano forma dimensioni e organizzazione della propria casa. Milano è la nostra casa comune.

Massimo Mulinacci

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