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Vorrei porre una domanda molto semplice: se a parcheggiare regolarmente un camper in una traversa di una strada trafficata fosse una singola persona italiana, anziché una famiglia rom, vi porreste gli stessi problemi?
Vivo a Baggio da 22 anni e, per ragioni personali, presto dovrò abitare temporaneamente in un camper. Lavoro in zona, pago tasse e contributi e non voglio allontanarmi dal quartiere nel quale sono cresciuto, che amo, frequento e rispetto.
Non pretendo alcun trattamento di favore: rispetterò i divieti, non occuperò spazio esterno, non lascerò rifiuti, non scaricherò nulla in strada e non trasformerò la sosta in un campeggio. Ma non vedo perché la presenza di persone che in passato si sono comportate in maniera incivile — rom, italiane o di qualsiasi altra provenienza — debba comportare automaticamente la criminalizzazione di chiunque possieda o utilizzi un camper.
Le regole dovrebbero sanzionare i comportamenti: l’abbandono di rifiuti, gli scarichi abusivi, l’intralcio alla circolazione, l’occupazione permanente del suolo o il campeggio dove vietato. Non l’etnia delle persone e nemmeno il semplice tipo di veicolo.
Altrimenti viene il dubbio che il vero problema non sia legislativo, né urbanistico, ma etnico: il camper sarebbe tollerabile quando appartiene al turista di passaggio e diventerebbe improvvisamente “degrado” quando si presume che dentro ci siano dei rom.
Sono il primo a chiedere che chi sporca o viola le regole venga sanzionato, senza buonismi. Ma proprio per questo le regole devono valere per tutti, senza trasformare ogni camper parcheggiato in un problema di ordine pubblico.
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