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Ormai (quasi) tutti ci stiamo abituando a scrivere CON la GenAI, oltre o in sostituzione al “tradizionale” Motore di Ricerca.
Questo sta suscitando perplessità, oltre che nella Scuola, anche da parte degli Editori, se non altro per timore di rogne legali e di inconcludenti critiche ideologiche.
Ma sul tema c’è un interessante articolo del filosofo prof. Luciano Floridi Distant Writing: Literary Production in the Age of Artificial Intelligence che ho riassunto e illustrato con l’IA, giusto per stare al suo gioco:
Questo saggio di Luciano Floridi esplora il concetto di "distant writing" (scrittura a distanza), una pratica letteraria emergente in cui l'essere umano agisce come progettista narrativo anziché come esecutore materiale del testo. Attraverso l'uso dei Large Language Models (LLM), l'autore definisce i requisiti, i vincoli e le strutture, delegando all'intelligenza artificiale la generazione della prosa. Questa evoluzione ridefinisce la figura del "meta-autore", spostando il valore della creatività dalla composizione manuale al design concettuale e alla curatela. Il testo analizza come questa tecnologia permetta di navigare in un universo narrativo illimitato, rendendo possibili generi innovativi come la letteratura multiverso o le narrazioni a rete. Infine, Floridi esamina le implicazioni etiche, i cambiamenti nell'industria editoriale e la comparsa di una "impronta stilistica" propria delle macchine, distinguendola dalla voce umana. (Google Gemini Notebook)

(Infografica di Google Gemini Notebook)
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