Case Popolari: Meeting del 16.06.2012 Cascina Monterobbio alla Festa della Federazione della Sinistra - riflessioni
RESOCONTO SINTETICO E VOLUTAMENTE LACUNOSO PER STIMOLARE INTEGRAZIONI, INTERVENTI E PRECISAZIONI, MIE OPINIONI:
L'Assessore Castellano ed i partecipanti al meeting (FESTA DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA) hanno discusso le questioni relative all'iniziativa, un incontro a mio avviso utile, sereno e che ha messo sul tappeto diverse questioni che meritano di rimanere nel bagaglio degli argomenti importanti da tenere nella dovuta considerazione.
Assessore Castellano: ha ripercorso e condiviso con i partecipanti un breve bilancio di 12 mesi di partenza dell'attività dell'assessorato partito come era prevedibile in salita dovendo mettere ordine nel settore, un anno importante per capire lo stato dell'arte delle varie realtà cittadine e la massa dei problemi da risolvere: censimento dell'esistente e ordine nel database, presa di contatto con le diverse realtà cittadine, scadenza 2012 del contratto ALER, redazione di un nuovo e più efficace capitolato di affidamento della gestione delle case popolari, innovativo rispetto al passato che entro il 2012 va attivato scegliendo tra i possibili gestori, tra cui l'attuale criticata ALER stessa. E' stata ben spiegata la questione degli "occupanti abusivi" (ora suddivisi in classi secondo le ragioni che hanno determinato l'occupazione abusiva per determinare provvedimenti ad hoc) in fase di attenta analisi e di come viene affrontato il problema, ed è stata richiameata l'endemica questione della morosità che necessita di una inversione di tendenza, altrimenti si pregiudica anche la gestione economica del settore (pubblico) oltre che le questioni etiche e legali. In ultimo la questione degli appartamenti vuoti da ristrutturare ed i fondi messi a disposizione, e la proposta in corso di autogestione degli inquilini secondo regole precise, in un percorso formativo e partecipativo in itinere che sfocierà nella prossima tappa importante della riunione del prossimo luglio dove si farà la sintesi delle esperienze diffuse in città.
Cittadini: hanno delineato bene il problema sociale globale della realtà milanese che investe una pluralità di Assessorati e la situazione e le esperienze trentennali, le questioni sul tappeto relative alle aspettative degli attuali occupanti regolari e quelle delle 20.000 famiglie in graduatoria in attesa di assegnazione, (sarebbe opportuno che gli intervenuti spiegassero loro stessi i loro interventi approfondendo la dissertazione).
Abbozzo di alcune mie riflessioni personali, lacunose (prime rozze impressioni):
( 1 ) NUOVO CAPITOLATO GESTIONE IN OUTSOURCING DELLE CASE POPOLARI: con la qualità del capitolato di gestione si giocano buona parte delle possibilità di ottenere una gestione virtuosa più aderente alla policy della nuova giunta comunale e ai bisogni dei cittadini inquilini e dei cittadini in attesa di assegnazione, su questo occorrerebbe capire se le innovazioni apportate sono sufficienti per traguardare lo scopo prefissato;
( 2 ) INTERAZIONE PUBBLICO-PRIVATO: nel mercato immobiliare milanese sono stati censiti almeno 70.000 appartamenti sfitti, ed in queste condizioni congiunturali critiche con risorse pubbliche esigue ed in corso di ulteriore erosione, si rende necessario un accordo per mettere in gioco quello che il mercato può offrire. Al solito nella riunione è uscita la propensione tipica di una parte della sinistra, quella propensa alle soluzioni facili e a buon prezzo, che non tengono conto ne' dello stato di fatto ne' degli equilibri politici in gioco, quella che spinge alla coercizione attraverso l'inasprimento di misure fiscali per coloro che tengono appartamenti sfitti, una strada a mio avviso velleitaria, ingiusta e perdente. Intanto bisogna mappare quello che offre il mercato e capire la struttura della proprietà distinguando la rendita fondiaria dalla piccola proprietà e suggerire misure idonee a superare i problemi e le ragioni per le quali il mercato oggi preferisce rinunciare a mettere a profitto 70.000 unità immobiliari. Evidentemente la realtà è ben più complessa e una azione sommaria e improvvida di coercizione sui proprietari degli appartamenti sfitti, oltre che essere improponibile è assolutamente ingiusta, anche in casi come quello della casa dove l'aspetto etico (diritto alla casa) in gioco è altissimo e protetto dalla nostra Costituzione Repubblicana. Occorre andare oltre l'aspetto meramente punitivo e ideologico, e molto pragmaticamente occore individuare azioni premianti che smuovano i comportamenti che pure hanno logiche che è meglio capire e approfondire prima di chiudersi nel vicolo cieco dell'ideologia facile e non risolutiva.
( 3 ) 33 ANNI DI ESPERIENZE DI COMITATI E ASSIOCIAZIONI: questo lungo periodo gravido di importanti esperienze maturate sul campo (know-how dei comitati e delle associazioni) merita sbocchi costruttivi da mettere a profitto nel migliore dei modi, va sviluppato e conservato; occorre però a mio avviso disilludersi: in 33 anni a Milano abbiamo provato giunte di destra e di sinistra, ma il problema delle case popolari è sempre stato costantemente critico nel complesso; tanti dichiarano che un processo di insourcing di gestione comunale diretta sarebbe auspicabile. Su questo punto sono molto scettico, qualsiasi sia l'apparato designato alla gestione (COMUNE o TERZI) produce un "apparato burocratico" con i difetti tipici della burocrazia. Quindi quel che conta, a mio avviso, sono le regole di funzionamento, le sanzioni per le violazioni delle stesse e il controllo da parte dell'Ente proprietario e dei Cittadini Inquilini attraverso comitati, associazioni, sindacati.
( 4 ) PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI _ AUTOGESTIONE: secondo me questo è un bel sogno, sicuramente la migliore scelta possibile che allo stato la collettività possa augurarsi, ma occorrerà confrontarsi con la realtà del territorio e dei vari ambiti diversi per capacità tra loro, oggi credo che questa sia la strada in assoluto più difficoltosa, non è facile l'autogestione, le regole da seguire sono semplici ma molto articolate e servono soggetti maturi per affrontare questa esperienza e non incorrere in problemi ancora più grandi di quelli sofferti oggi dagli inquilini delle case popolari, e implicano un apparato di vigilanza pubblico, un garante terzo, e mi chiedo come le poche risorse pubbliche a disposizione possano svolgere questa imprescindibile funzione. Caricarsi di aspettative, sia per l'Assesorato e l'Amministrazione da una parte e Cittadini dall'altra può causare un brusco e amaro risveglio, occorre costruire insieme a piccoli passi con obiettivi minimi in sequenza uno dopo l'alto per consolidare i risultati ed evitare spinte ideologiche che portano a fughe dalla realtà e a frustrazioni, senza risolvere alcun problema e squalificando l'azione di risanamento che è l'obiettivo maestro di tutti gli attori interessati. Ai "capipopolo" manderei un messagio non troppo occulto: andateci piano col caricare di aspettative l'azione in corso, serve concretezza, competenza, perseveranza e onestà intellettuale, senza demagogia e populismo, difetti che servono solo a costruire figure fasulle di praticoni, le caricature della politica che hanno fatto finora più danni che altro, come si può constatare dai risultati ottenuti fino ad oggi, perché l'Assessore Castellano, che personifica un nuovo corso, molto laicamente ha chiesto collaborazione sana. Una cosa diciamocela per concludere con onestà, al di là delle facili lamentele molte sono le cose che tuttavia funzionano, e una analisi seria e corretta deve dire, con dati alla mano, anche quello che di buono c'è nella gestione attuale, poco o tanto che sia.

