6 anni fa
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La vittima ha avuto la testa rotta e (almeno sinora) nessun risarcimento.

L'autista è stato condannato (pena confermata in Cassazione) a 4 mesi per avergliela rotta.

Per l'Atm, sono fatti dell'autista.

La responsabilità della garanzia di sicurezza per gli utenti (in tutti i suoi risvolti): chi ce l'ha?

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/14_gennaio_14/autista-bus-colpi-estintore-passeggerocondannato-4-mesi-093885ac-7d52-11e3-851f-140d47c8eb74.shtml

LA SENTENZA

Autista bus colpì con estintore passeggero: condannato 4 mesi

Il conducente era stato insultato perché il mezzo era in ritardo

Ricevuto qualche insulto da un passeggero perché l’autobus era in ritardo, l’autista ha fermato il mezzo in una strada di Milano e, dopo aver fatto scendere l’unica altra persona che era a bordo e avere chiuso le porte, ha iniziato a colpire l’uomo alla testa «con l’estintore di servizio» causandogli un trauma cranico. Ora per il conducente del bus è arrivata una condanna definitiva da parte della Cassazione a 4 mesi per lesioni aggravate. L’episodio risale al 7 dicembre 2005, quando un uomo di origine albanese era salito sull’autobus della linea 62 e aveva rivolto alcuni insulti all’autista, sostenendo che lui stava «aspettando al freddo da molto tempo».

L’AGGRESSIONE - L’autista, Angelo B., come si legge nell’imputazione, «dopo aver fermato l’autobus e fatto scendere il solo altro passeggero presente» aveva chiuso le porte e aveva aggredito l’albanese «con l’estintore di servizio, colpendolo più volte alla testa». L’estintore, tra l’altro, «a causa del suo uso improprio» si era anche «azionato», tanto che «l’intero autobus si riempì di fumo e schiuma bianca». L’uomo, invece, aveva riportato un trauma cranico con una prognosi di 60 giorni. In primo grado, nel novembre del 2009, il Tribunale ha condannato l’autista a 4 mesi di reclusione e il passeggero a 500 euro di multa per ingiurie. L’autista ha fatto ricorso in appello, ma i giudici hanno confermato per lui la condanna nel giugno 2012 tenendo conto «della indubbia gravità delle lesioni provocate e della personalità dell’imputato che non era stato in grado, nonostante il lavoro di responsabilità svolto, di dominare la propria aggressività». Sentenza confermata di recente anche dalla Cassazione.

IL RISARCIMENTO - Intanto, i legali dell’uomo aggredito, gli avvocati Stefano Gallandt e Enrico Roberto Paolini, annunciano che agiranno «in sede civile onde far ottenere un equo risarcimento in favore della vittima delle lesioni posto che ad oggi né il signor B., né Atm», l’azienda milanese dei trasporti, «hanno avanzato alcuna offerta di risarcimento». L’azienda, secondo i legali, ha sostenuto che «la natura dolosa dei fatti iscritti al suo dipendente escluderebbe qualsiasi responsabilità a carico dell’impresa». Impresa che però, sempre secondo i difensori, dovrebbe garantire la sicurezza «ai propri passeggeri»

14 gennaio 2014

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