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Informativo
9 anni fa
Via Privata A. Pellizzone, 2-18, 20133 Milano, Italia
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Siamo in Via Pellizzone, un isolato densamente edificato in prossimità di Viale Argonne. Al civico 4 un operatore privato ha inteso approfittare della Legge Regionale 4/2012 (che consente  deroghe agli strumenti urbanistici dei comuni) per presentare un progetto edilizio che prevedeva la demolizione di un’autorimessa esistente per costruirci sopra l’ennesimo palazzo nel cortile.

La Commissione per il paesaggio aveva espresso parere positivo mentre successivamente il Consiglio di Zona 3, con delibera n.113 del 20.09.2012 aveva espresso un netto parere negativo.

Si tratta di un invasivo intervento edilizio, improponibile secondo le norme del nuovo PGT  voluto da questa nuova amministrazione, reso però possibile dalla contestatissima Legge Regionale 4/2012, ampiamente sostenuta dalla attuale maggioranza di centro-destra in Regione e che tanti danni ha prodotto nel tessuto urbano milanese.

I residenti dell’isolato interessato dal progetto, forniti anche del parere negativo della Zona, si sono quindi costituiti in comitato ed hanno fatto ricorso al TAR per chiedere la sospensione del Permesso di Costruire.

Il TAR, con ordinanza n. 03092/2013 ha sospeso il provvedimento impugnato dando quindi ragione ai cittadini ricorrenti.

Il fatto interessante è che il TAR  ha ritenuto illegittimo il parere positivo espresso dalla Commissione per  il Paesaggio  perché “non ha indicato le ragioni […], ciò era ancor più necessario a fronte del motivato parere negativo espresso dal Consiglio di Zona”.

In Zona 3, di questi interventi invasivi in deroga agli strumenti urbanistici comunali, ne sono pervenuti molti  e nella maggioranza dei casi abbiamo dato sempre un motivato parere socio-ambientale  negativo, in alcuni casi anche in difformità  con il parere positivo della Commissione per il Paesaggio, unico baluardo istituzionale in grado di contrastare certi discutibilissimi  interventi edilizi.

Solo nel solo mese di dicembre 2013 sono pervenuti in Zona 3 cinque richieste di Permesso di Costruire di sopralzo dei sottotetti (presentati appunto ai sensi della L.R.4/2012)   su quattro dei quali abbiamo espresso parere contrario  (solo alcuni consiglieri dell’opposizione di destra, in nome di una generica quanto superficiale libertà d’impresa, non ci hanno seguiti). Si tratta di  brutti progetti che alterano la sagoma dei fabbricati, in alcuni casi edifici storici della prima metà del secolo scorso.

Ci auguriamo che il principio implicitamente espresso da questa ordinanza del TAR (ovvero la necessità di porre maggiore attenzione ai pareri socio-ambientali espressi dalle Commissioni Urbanistiche di Zona)  induca i settori amministrativi chiamati a rilasciare i titoli edilizi a considerare con ancora più attenzione il parere dell’istituzione locale decentrata.

Allegati (2)

Delibera n 113 seduta del 20 09 2012 Pellizzone

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Sospensiva TAR Pellizzone

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avatar Michele Sacerdoti 9 anni fa
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Il ricorso solleva tra i profili di illegittimità la mancanza di armonizzazione architettonica dell'edificio, requisito indispensabile per consentire la variazione della sagoma dell'edificio, come indicato dal...
avatar Michele Sacerdoti 9 anni fa
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Repubblica ha pubblicato un articolo sulla sentenza e i casi degli edifici nei cortili a Milano. Vincono i residenti di via Pellizzone: "una speranza per tanti comitati della città". Il Tar blocca il...