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4 anni fa
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Gli immortali ( rette e circonferenze milanesi ).

Un giorno come tanti con i pensieri divorati dal tempo, forse oscure che penetrano i polmoni e lasciano il respiro a metà o più semplicemente ansia da prestazione.

Scorre la strada verso il centro sotto le gomme dell’auto, un semaforo rosso arresta la corsa e anche il cuore troppo avanti rispetto alla vita.

Dal finestrino guardi le immagini sui cartelloni pubblicitari, appoggi le mani sul volante e Ti aggiusti i capelli mentre la musica và  distratta e inascoltata, Sei immerso nei pensieri.

All’improvviso vieni riportato alla realtà in un nano secondo… Che cos’è?

Una faccia sul finestrino che sorride a 4 denti, barba lunga e poi il nulla… sapone ovunque… non vedi più niente ma capisci tutto…

E’ il solito, quello che ieri era all’angolo di Via Tortona e che oggi Ti ha beccato all’incrocio di Piazza Napoli, cosa cambia?

Come mai si è spostato?

Sei avvolto da una piccola vertigine che passa e si trasforma in una azione istantanea, il dito di una mano che ondeggia a destra e a sinistra e la faccia che si contrae per far uscire dalla bocca un suono inconfondibile e noto ai più.

La gente Ti guarda nella speranza di una reazione, una ribellione, qualcuno fa il tifo mentre attraversa le strisce, poi scatta il verde, Lui è ancora addosso al Tuo vetro, le auto dietro di Te  suonano spietatamente, scattano le imprecazioni ed i gesti… Sei circondato e solo, maledettamente solo.

Lo stato d’assedio non cesserà finché non farai qualcosa…

 Non c’è tempo per pensare, devi agire in fretta:

- Opzione 1   parti a razzo e fai il gesto dell’ombrello.

- Opzione 2   apri il finestrino il minimo possibile per sganciare l’euro con un sorrisetto.

- Opzione 3   apri il finestrino a metà per mandarlo a quel paese poi richiudi e lo guardi fisso negli occhi (Io non ho paura di Te).

- Opzione 4   mandi a quel paese prima ma poi sganci l’euro ( non si sa mai ).

- Opzione 5   fai finta di parlare con qualcuno al cellulare.

- Opzione 6   chiudi gli occhi e conti fino a dieci respirando poi sorridi gentilmente e sganci l’euro, anzi 2 perché non ce l’hai.

- Opzione 7   resti fermo a goderti l’incavolatura atomica degli automobilisti in fila dietro di Te.

- Opzione 8   alzi le braccia mimando che non hai spiccioli e gesticoli con quelli dietro di Te per scusarti.

- Opzione 9   prendi la pistola nel cruscotto e gli spari poi parti.

- Opzione 10 scendi di macchina con il crick e inizi a colpire le macchine che suonano, il semaforo ed infine il suo secchio urlando parole prive di solidarietà sinistroide.

- Opzione 11 ti metti a pregare ad occhi chiusi come un bonzo nel tentativo di recuperare il “Karma”.

- Opzione 12 non fai niente, lo guardi, Lui capisce che Sei " fuori ", tutto il mondo è altrove,  non è cosa Tua, tranquillo… fra un attimo sarai lontano dal quell’incrocio e dalla follia metropolitana… di nuovo nel Tuo mondo, tutto qui... ( stai sereno ci pensiamo Noi ).

Tutte le opzioni di cui sopra sono possibili a Milano in un qualsiasi incrocio.

Poco possiamo dire senza scivolare nei luoghi comuni, nella retorica che insiste senza quartiere salvo essere una realtà del centro o dei grandi incroci ad alta densità di traffico dove è possibile fare guadagni, certo una condizione trasversale che unisce il male ed il bene, il bello ed il brutto, il ricco ed il povero delle grandi città, degrado senza quartiere, ma non è che la punta di un Iceberg.

Il problema non si limita all’emarginato che si avventa sulla Tua macchina, il problema non è Milano, forse non c’è un problema dato che siamo oramai abituati o meglio narcotizzati dal degrado sociale.

Non si tratta di un episodio ma di tanti piccoli o grandi episodi che formano uno stato d’assedio a vari livelli sotto la satrapia di un’entità, non conta chi lava i vetri come non conta chi è dentro l’auto, pochi o tanti nemici di un attimo della vita,  quelli dentro e quelli fuori tutti prede e predatori nella follia del vivere di istanti eterni, solenni e scevri di umanità e razionalità.

I "Non umani" che diventano "dei pagani" , esseri senza vita e quindi senza perdono perché senza colpe… "nous sommes tous les miserables".

Tutto appare normale, tutto continua ad essere com’è sempre stato,  tutto flette sull’infinito delle Nostre solitudini metropolitane, "tutti contro tutti" senza spazi dove fermarsi a pensare per la paura di essere divorati dal "nulla" che ha Milano è sinonimo di emarginazione sociale, ad un passo dalla fine.

La città metropolitana ch’è "in divenire" sarà il passo definitivo verso l’omologazione di Milano in Europa come Parigi, Londra, ecc.

La giunta e i CDZ si troveranno ad affrontare delle realtà sempre più complesse e articolate, è tuttavia necessario ritornare ad un modello di quartiere molto attento alla crescita oltre che al recupero dei cittadini, ad oggi questo pare non esserci, si ha la sensazione che le attività sociali e politiche ricadenti sul cittadino seguano una logica emergenziale e non preventiva.

Le istituzioni ad ogni livello procedono solo quando necessario, cioè, quando un fenomeno sociale diventa cronaca, “ il fattaccio” .

Non ci sono solo strade e grattacieli da fare a Milano, è il recupero sociale dei milanesi ch’è necessario, la dignità sembra non avere forza sufficiente per divenire “ denuncia”, il silenzio non basta, allora occorre che la struttura al vertice scenda fino alla base per capire cosa sta accadendo alla gente, occorre fare un passo indietro prima di farne alcuni avanti, non basta più avere i voti in questa città, ci vogliono le capacità, non basta più essere seduti nei consigli di zona per sentirsi partecipi, c’è bisogno di ritornare alla strada,

c’è bisogno di “eccellenza”, altrimenti saranno i cittadini migliori a spegnersi per mancanza della controparte, resterà solo la mediocrità a gestire il potere o meglio " gli immortali ".

Se così è …

“ this is the end “ cantava J. Morrison.

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