3 anni fa
0 consensi
Segnala Segnala come rilevante - Segnalato rilevante da 0 persone.

In piena campagna elettorale, sulla giostra dei candidati manca ancora qualcuno che arriverà non appena il burattinaio” avrà deciso quali marionette utilizzare.

I candidati si spendono all’unisono,  bilanciando i giri delle figure retoriche,  ora con vestiti “casual” sul trattore rosso, adatto ad una gita nelle campagne milanesi,  con una maglietta “green” e slogan a favore del recupero della Milano rurale;   ora sulla carrozza con “smoking e cilindro” e tanto di “cocchiere” devoto all’aristocrazia milanese sempre pronta ad organizzare una festa in favore dei poveri,  con tanto di servizio al tavolo e paparazzi pronti ad immortalare il candidato con il vassoio in mano;   poi di corsa per sedersi sul romantico cavallo “ a mò “ di cavaliere senza macchia e senza paura,   pronto a battersi a favore delle nobili cause,   fino alla dissacrante discesa “agli inferi” alla ricerca di un drago da uccidere negli androni delle case popolari.

Trasudano umanità,  redenzione,  passione per le umane verità,  indignazione davanti al degrado delle periferie, sicurezza in mezzo alla povera gente,  disinvoltura davanti ad un microfono.

“Stanchi” , corrono a rinfrancarsi in una “location” dove ritrovare la serenità, circondati dI bella gente pronta a rincuorarli con gli slogan più appropriati e le frasi di rito, strette di mano e sorrisi.

Domina la satira del conformismo nelle loro figure, la distanza che essi stessi non riescono a vedere perché ciechi di retorica,  sazi di frasi fatte come “ la coscienza democratica ”, “ la consapevolezza della sofferenza altrui ”,  “ la lotta al degrado ”,  “ la sicurezza nei quartieri periferici ”,  “ meno immigrati ,  “ più posti di lavoro e via dicendo.

Niente di nuovo,  niente di vecchio,  la noia assoluta,  assistiamo storditi alla rotazione della giostra facendo “selfie” al passaggio del candidato preferito,  cliccando i tanti “mi piace” secondo il livello di stress personale,  convinti di essere i protagonisti del presente, del passato e del futuro salvo la mancanza “del segnale” oramai divenuta insopportabile.

L’amara verità di ciascuno contrapposta a una “società dominante” , a una  “classe politica”  inadeguata e virtuale,   individualista, spesso auto celebrativa sui pulpiti delle conventions elettorali e negli  #astag .

Quante azioni post elettorali faranno, soprattutto i perdenti ?

Quanti di Loro sapranno impegnarsi nel perseguire i decantati proclami ?

Quanti useranno la loro capacità e la loro esperienza per migliorare la vita della gente ?

Sapranno realizzare l’ideale urlato dai microfoni durante la campagna elettorale ?

Li vedremo ancora servire i poveri con tanta convinzione e devozione essi stessi perdenti ?

Vedremo ancora “i big” nelle periferie spendersi per progettare “ la grande bellezza “ ?

“La signorìa scende per le strade perché è rimasta senza servitù, sa dove andare a cercar ristoro, "all’ora del desìo" volge le spalle e si ritira nei bastioni,  le luci illuminano il selciato,  l’anatra è servita sulla grande tavola con del buon vino,  il camino và scoppiettando,  lieta è la compagnia di un rosolio e di una buona lettura,  tutto sembra andare per il meglio, a Sant’Ambrogio scocca “l’ora del sidereo”… è notte… sogni d’oro.

GG

Nessuna risposta inviata