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3 anni fa
Via Padova, 188, 20132 Milano, Italia
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Passeggiata di Pasqua in via Padova...

Mattina di Pasqua. Ora legale. Sono le 9 circa.

Percorro la mia via, via Padova (meglio precisarlo visto i tanti che ne sono entusiasti non vivendoci). Poca gente per strada: è ancora presto. Tanta sporcizia: è ancora presto… più tardi ce ne sarà molta di più.

Oltrepasso la moschea (probabilmente abusiva come ho sentito due sere fa in TV). E’ ancora chiusa.

Passo sotto il cavalcavia della ferrovia. Solito squallore, pareti scrostate, infiltrazioni d’acqua, recinzione di plastica arancione che segnala lavori in corso che non finiranno mai.

Raggiungo i giardini di via Mosso. Quattro sudamericani stanno in piedi con la postura tipica di chi ha una buona consuetudine con la birra. Gli sguardi persi nel vuoto. Le voci roche che trascinano le poche parole. Un altro è accasciato sulla panchina. Avrà trascorso lì la notte? Ovunque lattine e bottiglie di birra, squallidi fiori di uno squallido giardinetto. Una è in frantumi sul marciapiede.

Entro nel parco Trotter non prima di aver apprezzato sul lato opposto della via dei pezzi di divano scaricati lì abusivamente da qualche civilizzato abitante di questo quartiere. Mi accoglie la grande vasca piena di erbacce e di pattume e le impalcature che da mesi indicano lavori che sembrano fermi ormai da tempo dopo i roboanti annunci di parecchi mesi fa. Esco e raggiungo la Martesana passando da V.le Monza (cosa sono gli Champs Elysées al confronto! Nulla!). La Martesana ovvero quella strada di fango essiccato dove chi vuole può buttare bottiglie, cartoni e schifezze varie. E’ così da quasi un anno credo.

Rientro in via Padova e finalmente tutto mi è chiaro. Da un balcone delle fatiscenti case popolari di via Celentano (qualcuno paga l'affitto? ci sono occupanti abusivi?) sventola una grande bandiera palestinese. Ecco la risposta: non siamo a Milano. Non siamo nella città del sindaco arancione che in questi anni ha tromboneggiato parlando di rinascita. Non siamo nella città dell’assessore che ha profuso le proprie energie per gli immigrati e che ora (essendo vicine le elezioni) parla della necessità di occuparsi delle periferie come se fino ad oggi non avesse governato lui. Non è la città dell’assessore che si occupa della sicurezza dove e quando non ce n’è bisogno e neppure la città dell’assessora che si occupa forse solo delle aiuole sotto casa sua. Tutti costoro hanno governato sì Milano, la stanno governando e probabilmente la governeranno ancora, Ma qui non siamo a Milano. Qui siamo in via Padova. Qui siamo in Palestina.

avatar Gianluca Gennai 3 anni fa
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avatar Ruggero Erba 3 anni fa
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avatar Ruggero Erba 3 anni fa
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