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Gentile Assessore Majorino;

Ho ascoltato il Suo intervento alla trasmissione televisiva Uno mattina su Rai 1 del 22/05 c.m.

A valle di una domanda specifica su cosa pensasse del rapporto legalità / accoglienza, Lei ha detto che il rispetto della legalità è un argomento che dà per scontato, le chiedo se per scontato intende inesistente in quanto la legalità viene sempre rispettata ?

Oppure scontato in quanto non facente parte degli argomenti della politica ?

Sulla Sua risposta ho riflettuto a lungo perché ritengo le parole molto importanti, soprattutto quelle pronunciate da una persona come Lei.

Preme fare una riflessione pubblica: al netto della situazione di Milano non solo periferica ma prevalentemente periferica, non pensa che per il cittadino milanese vi sia invece un rapporto diretto tra il vedere che viene rispettata la legalità e l’essere capaci di accogliere a pieno chi viene per sfuggire dalla malasorte indipendentemente dall’origine del male?

Non credo sia del tutto vero pensare che i cittadini milanesi siano d’accordo per l’accoglienza " tout court ", quindi mi permetta di dissentire sulla Sua risposta che necessita di chiarimenti.

Conosco il Suo impegno e non è in discussione il Suo programma ne' quello di altri.

Ho la sensazione che l’argomento non sia così dibattuto, mi pare che ci sia molta indulgenza soprattutto da parte di una certa politica che "scende in piazza" per sostenere l’accoglienza;  mi pare domini l’idea del povero ragazzo che ne ha passate di tutti i colori e che si debba tollerare nella Sua intolleranza, anzi giustificarla il che è peggio.

Sembra che tutto sommato le cose non vadano così male e che il problema è in % sotto controllo con il risultato che quando si parla di rispetto della legalità si viene accusati di razzismo, d’ignoranza nel non capire la diversità come valore, come arricchimento culturale, soprattutto in funzione della nostra missione ancestrale di "ponte fisico" tra mondi diversi e altri temi ancora.

Penso che l'accoglienza sia necessaria ma che non debba essere un totem ne' un tabù.

Mi passi l’osservare che anche nella formazione di chi gestisce gli immigrati vi siano delle incertezze.

All’interno delle organizzazioni sembra vi sia improvvisazione, spesso interessi che non collimano, a volte inadeguatezza e lo dico pensando a quanto sia importante il loro lavoro visto il vuoto legislativo che vige in materia e le assenze istituzionali.

Nessuno chiede che gli immigrati passino nel "delubro" prima di camminare in strada, ma penso che molto dipenda dalle scelte politiche rispetto all’essere o non essere pronti a fare quanto necessario senza cedimenti, ripensamenti o peggio posizioni a favore del proprio " ideale " politico, soprattutto nei casi in cui lo Stato è in ritardo e c’è bisogno di mettere in ordine.

Peraltro il problema non è solo l’immigrato posto a dimora nei centri dove per certi versi è controllato, ma l’immigrazione in generale comprese le etnie europee e centro americane, cioè le molte persone di diverse provenienze che oggi sono a Milano, alle quali viene de facto autorizzato il "vivere come vivevano" anche attraverso la ricostituzione delle loro "logiche sociali", ma in una società che tutto sommato dà di sé un’immagine cedevole e indulgente sempre e comunque, direi tal volta protettiva. 

In questo a mio parere si commette un gravissimo errore, lo si commette anche pensando che tutto possa essere derubricato, forze dell’ordine in primis e quanti altri sono coinvolti in ordine all’accoglienza degli immigrati.

Il rispetto delle regole, usi e costumi del paese che accoglie deve essere un valore trasmesso come tale proprio dai tanti che sono pronti a scendere in strada per sostenere la solidarietà e la comprensione verso chi è stato più sfortunato perché reputo proprio quelle voci, le più adatte e peraltro le stesse che vengono elette come arma e come scudo dagli stessi immigranti, anche da quelli meno meritevoli, per allontanare qualsiasi tentativo di porre loro delle regole alle quali sono poco abituati o peggio del tutto contrari.

Recentemente è stata molto criticata l’assessora Carmela Rozza per quanto eseguito dalle Forze dell’Ordine in stazione centrale, Lei non trova invece che quanto fatto in stazione centrale dovrebbe essere un normale controllo di routine anche alla luce della recente aggressione ai danni di 2 soldati ed 1 poliziotto proprio nella stessa stazione centrale ?

A valle dei ripetuti abusi tanto denunciati dai milanesi, l’idea di dare maggiore spazio ai militari a Milano magari durante la notte, in alcune zone, soprattutto nei parchi lo trova eccessivo e demagogico ?

Pensa sia una strumentalizzazione dire che le persone che fanno un uso scriteriato dei luoghi della città che non siano il Duomo ed il Castello Sforzesco, dovrebbero essere perseguite allo stesso modo e con la stessa veemenza dalle Forze dell’ordine ?

Perché viene considerato un "bliz razziale" quello della Stazione Centrale mentre invece davanti al Duomo sarebbe stato considerato " un atto dovuto " da parte dei più ?

Mi Lasci concludere con una testimonianza personale che scaturisce da esperienze dirette dato che sono spesso per lavoro in paesi islamici e mi relaziono con persone molto distanti culturalmente da Me con le quali mi intrattengo anche piacevolmente.

Di essi in parte ne comprendo la mentalità, gli usi e costumi ma non per questo salgo sul piedistallo dell’insegnamento a differenza di molti che mai hanno vissuto in almeno uno dei paesi di provenienza degli extracomunitari e tuttavia ne rivendicano la totale comprensione sia in positivo che in negativo addirittura approfondendo argomenti assai difficili anche per gli studiosi. 

In questi paesi i militari sono ovunque, soprattutto la notte, in ogni angolo delle città, in ogni strada, armati e pronti, a tutela della gente comune e dei luoghi, "gli stranieri" sono tutti molto controllati, gli ospiti come me sono seguiti, nessuno si esime dal rispettare nei dettagli la legge gli usi e costumi, pena, l’espulsione immediata o peggio.

Certamente sono paesi che risentono di certe situazioni e di una discutibile democrazia, ma non tutto è sbagliato, questo controllo capillare del territorio fa sentire tutti molto più sicuri in luogo all’ordine pubblico che poi è quanto richiesto dalla gente comune e non solo in seno alla prevenzione antiterrorismo che certamente non trascurano.

Mi limito a questo aspetto dell’uso militare senza uscire dal parametro "controllo del territorio e della legalità".

Può essere un modello da prendere in considerazione forti della Nostra democrazia ? chissà.

La politica pur presente, i questi paesi, gioca un ruolo secondario rispetto all'argomento, sono le gendarmerie che pensano a gestire l’immigrazione da qualsiasi parte del mondo arrivi e non le onlus o le comunità religiose e le regole valgono per tutti almeno dal punto di vista del rispetto altrui.

Gianluca Gennai

avatar Ruggero Erba 6 mesi fa
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avatar Franco Puglia 6 mesi fa
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avatar Oliverio Gentile 6 mesi fa
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