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2 anni fa
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TG 3 Regione Lombardia.

Ascolto la cronaca di Milano che parla esplicitamente di quarto Oggiaro e delle biciclette gialle ( quelle che possono essere utilizzate attraverso una APP , ecc. ecc. ).

Ancora si parla del quartiere e di quanto esso sia insanabile, lontano da un’idea di rinascita culturale prigioniera di una totale ignoranza e latitanza dalle istituzioni lontano dal rispetto della legge e dei tentativi di sperimentazione sociale.

Quanto più si parla di periferia quartoggiarese, quella profonda di certe zone del quartiere, tanto più si scava nel degrado e nell’assoluta assenza dello stato ( a parte il consigliere di zona 8 Galesi ed il Commissariato ai quali vanno tutti i grazie per quanto fanno in prima persona ).

Si parla di "ritardo sociale" della gente, del fatto che c'è poco senso del pubblico, poca consapevolezza del bene comune, della società intesa come comunità.

Tuttavia c’è una riflessione da fare:

tutto questo non deve essere declinato al banale status di un quartiere degradato, c’è bisogno di fare un ulteriore passo che trascende la demagogia politica, Galesi è da solo, anche se appoggiato da chi su di Lui guadagna voti.

L'esponente politico è un centurione privato delle " coorti " citate nell’inno nazionale, anche lontano da " l’elmo di SCIPIO " a valle della locuzione latina " cartago delenda est " che non è orfana di giudizio.

Il quartiere è ben lontano dalle aspettative di una certa area politica che vanta interventi culturali e sociali aderenti ai programmi di integrazione o riabilitazione sociale, pronta a sbandierare uno schieramento " de bellum " contro il degrado fino al decantare successi assai effimeri quanto strumentali.

La realtà sta nei fatti e nelle azioni dello stesso consigliere di Municipio 8, a Sua insaputa trasversale, tuttavia unico protagonista ad oggi, a combattere una battaglia pare ancora lontana dalla vittoria, anzi… c’è molto da fare a partire dalle istituzioni che dovrebbero dare un contributo efficace per evitare che ogni volta, sia il commissariato di Quarto Oggiaro, a valle di una denuncia del Galesi, a risolvere certe faccende.

E' ammirevole la scelta del consigliere di Municipio 8, ancora a Quarto nonostante tutto, a dispetto dei molti che da qui sono scappati, nonostante scrivano e si occupino del quartiere per intrattenere i salotti " bene " di Milano, con romanzi e articoli " toccanti ", magari guadagnadoci sopra qualche " danaro ". 

Il quartiere combatte una battaglia da solo, con la gente perbene, ma non basta, nonostante si senta appoggiato da chi è pronto a prendersi i Suoi voti .

Inutile sbandierare ai quattro venti l’importanza del risanamento delle periferie milanesi, quando la prima periferia, simbolo del degrado e l’impotenza milanese a livello mondiale ( ovunque il quartiere è paragonato ad altri inferni sociali italici ) è " de facto " ancora lontano dall’essere redento, a discapito delle tante persone perbene che abitano il quartiere e che sono stufe di apparire su RAI 3 come fossero anime di un girone dantesco incapace di redimersi, popolato da soli mostri intrisi di  peccato e insalubre vita passata .

Il risanamento radicale a 360 gradi, è necessario da queste parti.

Basta con le idee di risanamento cultural / social / sperimentale declinato a varie discipline che si fermano davanti all’aspetto più significativo: il bisogno di investire nel risanamento architettonico contrapposto ai feudi del degrado, cioè la ricostruzione di quella zona insanabile ben conosciuta e purtroppo famosa in senso negativo, con relativo allontanamento dei soggetti irrecuperabili che se ne fregano altamente dei programmi del comune, anzi li usano facendo buona faccia a cattiva sorte, nella speranza di essere abbracciati da qualche " buon'anima " durante la battaglia.

Quanti usano le classi sociali per i voti, una sorta di " scambio sul posto ", ma si sa: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Se nessuno ha il coraggio di parlare di " sanificazione sociale ", vuol dire che tutti hanno una visione della realtà virtuale, filtrata dai piccoli successi certamente importanti e lodevoli ma lontani da un'integrazione e un recupero definitivo di tante figure avulse e degradate fino all'assoluta assenza dei concetti di legalità e rispetto per la comunità ivi residente.

La realtà sta nei fatti recenti, nelle biciclette portate in periferia ma finite nelle cantine, tanto per dire che la giunta ci ha provato, che si è pensato a Quarto come una zona dove si potesse vivere come a Brera, forse proprio per dire l’opposto… almeno tutti si mettono l’anima in pace, finalmente espliciti esponenti  dell'idea di ossessione per le periferie, recentemente confessata da un importante membro della giunta comunale.

Quanto fatto fino ad oggi, pur lodevole, non basta, si deve intervenire nel profondo, il Consiglio di Municipio 8 ed il Comune di Milano, devono essere qui, nel cuore del malessere, con una presenza costante e famelica di legalità, ad estirpare quanto da estirpare per risanare quanto da risanare, a costo di deludere certe idee culturali buoniste e tolleranti ma di fatto inefficaci e impraticabili, che aborrano l’uso della forza anche intellettuale a favore di un concetto di rispetto della legalità e della società  " tout court ".

Per la gente di queste parti, ad oggi prevale l'idea del lasciare il controllo alle " vecchie gerarchie " che tuttavia impedivano certe bassezze come rubare una bicicletta gialla considerata " di nessuno " , lasciata su un inavvicinabile marciapiedi di Quarto Oggiaro Milanese, simbolo di una solitudine che annichilisce e lascia senza redenzione quanti ad oggi sostengono e rilanciano il quartiere.

Un'idea che suona come una resa atavica nell'ottica di una sopravvivenza ad oggi apparentemente lontana dall'idea di una vita normalmente milanese.

Gianluca Gennai.

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