Materiale
Informativo
6 giorni fa
Via Selvanesco, Milano MI, Italia
0 consensi
Segnala Segnala come rilevante - Segnalato rilevante da 0 persone.

La situazione dell’area di Via Selvanesco è piuttosto amena.

Esiste un progetto di qualche centinaio di orti, reduce dal progetto precedente che ne pianificava 3000.

Si prevedono una sessantina di parcheggi, reduci dal progetto precedente che ne pianificava 1500.

Così anche per altre caratteristiche del progetto, che non sto ad elencare.

C’è molto di detto e scritto sull’argomento e facilmente rintracciabile, perciò non mi sovrappongo.

Ci sono invece aspetti per me inquietanti, mostri o mostriciattoli, da sottolineare.

 Negazionismo

  • Il Comune di Milano, nella precedente gestione, ha messo nel Piano Triennale delle Opere il raddoppio della via Selvanesco. Adottato con Delibera 1791/2015 e approvato con delibera 20/2016. Raddoppio da via Ferrari a via Manduria, circa 600 metri per 2.500.000€, un po’ tantini secondo me, ma l’opinione di un tecnico della materia sarebbe benvenuta.
  • Nello stesso piano si trova il “prolungamento della via Campazzino e nuova intersezione con la via Virgilio Ferrari”, sempre per 2.500.000€; numero magico sembra. Sempre deliberato, approvato ecc. come sopra. Al di là del giusto o sbagliato, si tratta di capire se ci fossero obblighi verso i residenti o altro, magari qualcuno ce lo potrebbe dire.
  • Il megaprogetto degli orti di Selvanesco è possibile perché il Comune ha aperto ai privati che possiedono terreno coltivabile all’interno dei confini cittadini, la possibilità di realizzare Orti urbani su queste aree di proprietà privata; potrà farli realizzare e gestire, ci dovrà essere una componente sociale…

 Va in onda il negazionismo o il trasecolismo:

  • Il progetto degli orti? oddio, l’aggressone dei privati al parco sud.  
  • Via Selvanesco? no, è solo il Municipio 5 che la vuole. L’assessore Maran non la vuole.
  • Via Campazzino? con incrocio rifatto e prolungata non si sa verso dove, booh… nessuno ne parla.

 --> Assessore Maran, i suoi assessori della giunta precedente hanno realizzato il PTO.

Lei vuole cancellare il raddoppio della Selvanesco. Seriamente, è in grado di farlo?

Parlando della via Campazzino, vuole raccontarci di che si tratta? Ci può seriamente garantire che non si trasformi in viabilità selvaggia, dopo investimenti nelle due strade per 5.000.000€ (cinquemilioni)?  

--> Assessore Maran, come Comune avete stabilito che la possibilità di realizzare orti urbani è concessa anche ai privati ecc. ecc. La realizzazione degli orti di Selvanesco mi pare benefici, giustamente, di questa concessione o sbaglio? Perché ora ci si oppone al progetto? Paura per le future elezioni?, Avvisaglie di bocciatura da parte dell’ente parco? Stiamo cavalcando o semplicemente scappando?  

 

  1. Democrazia sconosciuta e Capitani Coraggiosi

In alcuni incontri che si sono succeduti, quello presso la Conca e quello della commissione verde,

viene fuori un ruolo esclusivo delle associazioni anzi solo di quelle che erano presenti, nel seguire gli sviluppi del progetto e “poi riferire ai cittadini” (?).

Poi salta fuori il “tavolo delle quattro associazioni” come elemento di discussione e proposta, questo tavolo di saggi dovrà elaborare proposte e piani per?  

Saranno loro, quasi “capitani coraggiosi” a traghettare il progetto verso uno splendido futuro sociale?

In sintesi: si dà a quattro associazioni il ruolo di definire, di fatto, il futuro dell’area.

Ma il Municipio non può stabilire che siano gruppi di interesse, e pure solo quattro tra i molti, ad elaborare proposte su un tema, escludendo di fatto chiunque altro.

Faccio notare, anche se è risaputo, che le associazioni sono gruppi costituiti in modo autonomo e spontaneo, portatrici di uno o più interessi specifici dei soli associati.

Non sono state elette, non hanno deleghe pubbliche (e non possono averne, mi pare), rappresentano esclusivamente sé stesse e i propri esclusivi interessi e scopi, a vantaggio dei quali giustamente agiscono.

Nella nostra zona quattro di loro diventano all’improvviso soggetti interlocutori esclusivi e privilegiati, pressoché delegati, che poi riferiranno ai cittadini l’esito delle loro epiche imprese. Ma a questo punto potrebbero anche non farlo, perché devono render conto solo ai loro soci. La democrazia, da oggi, sarà usufruibile solo facendo una tessera tra quelle indicate nell’elenco, comunque a discrezione del comitato direttivo.

Ma… questo anomalo stato di falla democratica va bene a tutti? I partiti in zona, soprattutto quelli verso i quali ho nutrito speranze poi ripetutamente frustrate, tacciono. Attendono direttive dall’alto oppure le hanno già ricevute in certa direzione? Non hanno idee, cavalcano, cavalcano…  o si nascondono dietro a questo moderno associazionismo? “società civile”.. sappiamo cos’è questa società civile che tra poco ci sarà infilata anche negli yogurt dietetici? nulla a che vedere con quella vera.

I nostri partecipano accorati ad assemblee, creano eventi su eventi ai quali, quando va bene, partecipano solo le solite truppe cammellate.

Ecco che siamo di fronte alla democrazia in polvere, quella che la versi e poi è pronta.

Democrazia delle migliori marche, se poi ti associ hai sconti e partecipi a concorsi.  

Dobbiamo proprio prendere atto che da noi le associazioni si sostituiscono a partiti e istituzioni locali, con il beneplacito degli stessi partiti e su richiesta delle istituzioni?

Il giorno nel quale dovremo avere questa o quella tessera per avere favori e servizi è già qui?  

Come finirà la questione dell’intera area Selvanesco-Campazzino, dato che gli unici veri interlocutori (secondo me) che sono il proprietario dei futuri orti e l’ente parco ancora non hanno concluso il loro iter?

Come agire-reagire in una situazione dove è il Comune di Milano ad aver provocato tutto questo, con il conseguente e dovuto scetticismo sulle promesse di cancellazioni e retromarce?

Dal mio punto di vista l’Ente Parco solamente potrà dare la linea guida.

Per quanto riguarda il ceffone alla democrazia, credo nato dal desiderio di creare un associazionismo che di fatto comandi il territorio assumendosi deleghe che di fatto non ha e non può avere, spero che passata la sbornia del momento qualcuno ci rifletta. Dove accidenti stiamo andando?

avatar Ivan Salvagno 6 giorni fa
0 consensi
Segnala Segnala come rilevante - Segnalato rilevante da 0 persone.