1 anno fa
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E' storia vera, vi aggiorneremo sugli sviluppi mentre altre persone ci stanno contattando con i medesimi racconti:

Tecnici ignari delle norme + Amministratori consenzienti e terroristi = cittadino vessato

 

I Tecnici ci salveranno……….. non tutti però!

Dopo circa un anno di lavoro sulle tematiche legate all’applicazione “per legge” delle ormai arcinote TERMOVALVOLE e dei CONTABILIZZATORI dei consumi ad esse collegate, che ha portato alla stesura di chiare e precise indicazioni per tutti i soggetti interessati (dagli amministratori ai singoli condomini), il nostro Team Tematico Operativo Ambiente ed Energia è stato contattato e chiamato a svolgere una consulenza in loco in un condominio dell’hinterland milanese dove un coraggioso proprietario non ha accettato l’esito decisionale dell’assemblea del condominio dove risiede.

In questa cronaca terremo volutamente anonimi nomi e cognomi, a tutela della privacy in primis, ma anche per poterla tranquillamente sovrapporre a tantissime situazioni simili che, purtroppo per i cittadini che non hanno manifestato la voglia di approfondire la tematica legislativa, hanno visto prevalere un atteggiamento coercitivo senza contraddittorio da parte di Amministratori e (presunti) Termotecnici che hanno tutelato i loro interessi anziché quelli dei loro datori di lavoro (i condomini)

Nel lontano settembre 2016 l’amministratrice del Condominio in oggetto ricevette una relazione da parte del professionista incaricato dove si evidenziava la mancanza di impedimenti tecnici per la successiva installazione delle termo valvole, omettendo totalmente l’analisi sul rientro finanziario dei costi, attraverso i risparmi energetici ottenuti, fissata in 8 anni dalla delibera regionale del dicembre 2015 che, attraverso una perizia asseverata del Professionista, avrebbe portato alla totale esenzione per l’intervento.

Durante il 2017 la vecchia amministratrice è stata sostituita da una nuova che, ritrovandosi in mano il lavoro svolto dal Termotecnico, ha proposto all’assemblea la delibera per l’installazione delle nuove apparecchiature per la contabilizzazione individuale. Il gestore dell’impianto, ovviamente, si è subito adoperato per formulare un preventivo di spesa che, dopo regolare votazione, ha ottenuto la maggioranza necessaria per l’approvazione e la ripartizione delle spese.

E qui entra in gioco il nostro “cittadino consapevole”, uno dei pochi condomini con voto contrario, deciso ad approfondire la tematica che, dopo alcune ricerche sul web, è approdato alla nostra associazione per richiedere adeguata consulenza che abbiamo rigorosamente concesso, curiosi anche di verificare le reazioni delle parti in causa, una volta di fronte al contraddittorio.

Il nostro “eroe” del diritto e dell’informazione consapevole, dopo opportuni incontri diretti ha organizzato una riunione tra i condomini per incontrare la nostra delegazione CCC formata dal nostro Presidente e da 2 nostri soci competenti in materia (uno è titolare di azienda Termotecnica, nonche certificatore abilitato), invitando anche l’amministratrice attuale e il conduttore dell’impianto.

Quest’ultimo, rappresentato da una dipendente direzionale, presentatasi con i propri titoli di studio, pensando di avere come controparte degli sprovveduti ha iniziato il dialogo con toni ed illazioni sulla nostra presenza quali consulenti di parte (condomini contrari) , soprattutto contro il nostro socio referente del Team Ambiente ed Energia, conosciuto titolare di impresa termotecnica pluridecennale (loro concorrente) e profondo conoscitore della materia, sia tecnica che legislativa.

Mai mira fù così sbagliata, il prosieguo del dibattito, a volte duro e delle spiegazioni tecniche e di carattere normativo di cui la stessa “dottoressa” ne era all’oscuro, ha portato ad una implosione del “castello di carta” presentato all’assemblea negli usuali modi coercitivi per raccogliere la delibera per l’esecuzione dei lavori.

L’episodio più “gustoso”da dettagliare è quello che riguarda il Termotecnico che ha redatto la valutazione energetica/impiantistica del fabbricato per il nulla osta all’applicazione delle termo valvole ed i ripartitori. Vista la “malaparata” che si stava prospettando con alcuni condomini, che si erano convinti a fronte della “scorretta” presentazione di parte, decisamente adirati e vogliosi di fare chiarezza, la referente della cosiddetta “Terza Parte”(conduttore dell’impianto), già in ritirata, si è  fiondata affannosamente a contattare tutti i termotecnici nella propria agenda telefonica per chiedere se erano tutti a conoscenza della delibera regionale che fissava in 8 anni il tempo massimo di recupero dell’investimento attraverso il risparmio energetico post applicazione.

Reazioni e risposte “da cinematografo”: ignari e incompetenti “tecnici” che dovrebbero conoscere TUTTE le norme e non solo quelle a loro favore. In questi esempi il massimo è stato raggiunto dal Termotecnico incaricato del Condominio che ha esordito in “viva voce” dicendo:

“Se esiste una simile norma che me la portino!” A questa affermazione che, per l’ennesima volta certificava l’arroganza del personaggio che, ignaro della competenza della controparte, attaccava anziché prendere umilmente il tempo opportuno per una dovuta verifica oggettiva, il nostro Presidente rispondeva rivolgendosi ai Condomini: “Certo che la portiamo……..ma davanti a un giudice!”

Da quel momento, con l’amministratrice inviperita per ciò che aveva “ereditato”, fidandosi dei passaggi sopra descritti, la china della discussione si è totalmente indirizzata verso l’eroe del NO che, grazie alla sua caparbietà ed al nostro supporto è riuscito a far ridiscutere prossimamente il tutto in un modo corretto, senza alcuna terroristica imposizione a fronte di sanzioni che, dati alla mano, non sarebbero mai arrivate visto che il termotecnico, di cui sopra abbiamo citato l’ultima reazione, aveva già messo nero su bianco che il rientro economico dell’investimento sarebbe avvenuto in 13 anni e 7 mesi.

GIOCO, PARTITA, INCONTRO!

I TECNICI CI SALVERANNO……….. ma attenti a scegliere quelli giusti!

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