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3 settimane fa
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Milan l'è on gran Milan...

Stamani, come sempre, porto i cani a fare un giro nel quartiere per la prima passeggiata della giornata.
In viale Caterina da Forlì, che si estende con i suoi praticelli, alberi e panchine centrali da piazza Tripoli a piazzale Bande Nere, siamo almeno una quarantina di proprietari di cani che si incontrano più o meno tutti i giorni. E ci tocca fare i conti, inesorabilmente, con i miseri resti dei festini che si svolgono, in estate, ormai tutte le sere, ma in particolare tra il giovedì e la domenica.
Feste con tanto di musica, karaoke, pizzate, grigliate, partite di basket e calcetto…

Che sarebbe anche divertente, per carità…
Se non fosse che nel “weekend lungo” le feste si svolgono, bella stagione permettendo, fino alle ore piccole, al punto che anche a finestre chiuse e ai piani alti potremmo continuare a ballare salsa e merengue;
- che si radunano diverse CENTINAIA di persone, in un unico “volemose bene” senza alcun “distanziamento sociale” e senza mascherine di qualsivoglia genere;
- che ormai non si limitano ai giardinetti e al parco giochi compresi tra il viale e via Strozzi (vedi cartina satellitare di google map) ma si estendono in tutto il viale, in particolare nel tratto dove i giardinetti centrali dotati di panchine permettono di stare più comodi e mettere anche i tavolini;
- e che l’indomani mattina rimane ciò che vedete nelle foto.

Piccolo particolare: tutto questo da anni, interrotto solo nel periodo del lockdown, ripreso da fine maggio e oggi nel trionfo del “liberi tutti”.
E pensate che qualche autorità competente abbia preso provvedimenti?
A parte gli addetti dell’Amsa, poveretti, che passano a raccogliere come possono… ma poi non riescono a rincorrere ogni singolo sacchetto di plastica, ogni singola lattina o bottiglia di birra sparsi in ogni angolo, che cosa fanno le forze dell’ordine?

Stamani, passeggiando con i cani verso le 7,30, affranta nell’aggirarmi in mezzo a quello schifo, vedo che nei giardini di via Strozzi è ferma un’auto della Polizia Locale. Vado, mi dico, a sentire che cosa ne pensano.
Mascherinomunita, mi avvicino al finestrino della vigilessa passeggera, mentre il vigile al volante continua a digitare sul cellulare senza degnarmi di uno sguardo. Lei, occhicerulea, tiene la mascherina appesa al collo.
Le chiedo che cosa potremmo fare per ovviare agli inconvenienti della situazione, tenuto conto che si tratta di “assembramenti” consistenti.
“Che cosa vuole fare, signora? Lo sappiamo benissimo, ma del resto gli assembramenti non sono vietati…”
“???”
“Ha idea delle situazioni che dobbiamo controllare?”
“Be’, veramente gli assembramenti mi risulta siano ancora vietati…”
“Gli assembramenti oggi non sono un problema…” ribadisce. “E oggi anche le mascherine non si devono più portare. Quanto alla situazione, la conosciamo benissimo. Il vero problema è che siamo in pochi. Sa quante pattuglie ci sono di sera in zona? Una! Cosa vuole che facciamo? Se avete qualcosa da dire, fate denuncia al Consiglio di Zona.”
Basita, spiego che negli anni, per quel che ne so, sono state già presentate numerose denunce, sia per gli schiamazzi notturni sia per il pattume lasciato in giro…
“Ripresentate la denuncia. E fatela protocollare, che così magari la prendono in considerazione. E poi non ci siamo solo noi, ci sono i Carabinieri, la Polizia… Non potete mica pensare che i Vigili debbano occuparsi di tutto… E poi comunque io non sono di questa zona.”
“E sapete anche della gente che dorme in tenda proprio qui dietro, dove c’era la vecchia scuola?”
“Lei ce l’ha una casa? Ecco, loro non ce l’hanno. Cosa vuole che facciamo?”

Ok, grazie.
Me ne vaso sconsolata.

C’è la Milano in cui dobbiamo camminare in fila indiana, farci misurare la temperatura superficiale, metterci magari i guanti monouso per non toccare nulla con polpastrelli hai visto mai infetti (e poi smaltire saggiamente tutto quanto)… E c’è la Milano così, come ve l’ho descritta, ghisa rassegnati compresi.

In mezzo, francamente mi colloco io (la stessa che, quando può, si prende la briga di raccogliere nei giardinetti sotto casa le lattine e i bicchieri di plastica sparsi e metterli nei cestini) e spero e credo tante persone come me.
Persone di buon senso e dotate di senso civico oltre che critico, che vorrebbero vedere nei loro governanti, nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine un po’ più di coerenza, di equilibrio, e lo stesso senso civico e critico.
Il senso della polis, quella di cui parlava Platone e che era governata dagli “aristoi”.

PS
Per anni ho fatto la giornalista: cronista di bianca a La Notte dal 1979 al 1986, mi occupavo dei problemi sociali di Milano, seguivo le sedute settimanali del Consiglio Comunale e per quattro anni ho curato una pagina che si chiamava “Milano domanda, noi rispondiamo”. Ascoltavo le richieste dei cittadini sui temi più vari (assistenza, sanità, nettezza urbana, burocrazia inefficiente, disfunzioni varie, ecc.) e rispondevo andando prima di tutto a verificare, spesso con il fotografo, e poi a chieder conto e a sollecitare chi di dovere, sindaco (allora era Carlo Tognoli) compreso, passando per i vari assessori e dirigenti.
Per molti che leggeranno questa nota parliamo del Paleolitico, probabilmente Ma quella pagina serviva, eccome. E spesso abbiamo trovato soluzioni e cambiato situazioni, in meglio.
Vorrei tanto che qualche collega di oggi, qualche giovane cronista milanese che ne avesse voglia, facesse altrettanto.

avatar Marco Bestetti 2 settimane fa
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Gent.ma Sig.ra Callegari, la questione che pone, purtroppo diffusa in tutta la città, è molto seria ed...
avatar Luca Fiocchi 2 settimane fa
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Concordo con tutto quanto scritto.  Proprio domenica ho visto anche io la pattuglia dei vigili girare piu'...