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4 mesi fa
Via Pistoia, 10, 20153 Milano MI, Italia
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Il processo partecipativo della biblioteca di Baggio

Si sta tanto parlando della nuova biblioteca di quartiere di cui non vediamo l’ora che possa riaprire i battenti per accogliere le tante persone che l’hanno frequentata oppure che non l’hanno mai vista aperta, e ci riferiamo ai bambini ed agli adolescenti.

Poco si racconta di chi ha voluto la trasformazione della biblioteca: nel 2012 Barbara e Fabio si sono fatti promotori di una petizione che permettesse loro di frequentare la biblioteca negli orari serali, chiusa ufficialmente per ragioni di bilancio, in quanto studenti lavoratori. Subito dopo i componenti di “Baggio Bene Comune” e di “Baggio ci piace così”, due gruppi informali del quartiere, hanno rilanciato la petizione attraverso un’istruttoria che potesse portare a compimento la soluzione della legittima protesta ma che “rilanciasse” anche sul tema del rinnovamento delle funzioni della biblioteca stessa. Quindi, oltre alle due persone già citate, si sono aggiunti, Paolo, Monica, Patrizia, Tiziana, Renata, Betty, Pier, Daniele, Pietro, Cino, Claudio, Fabio, Nicola, Davide. Il gruppo di lavoro ha iniziato ad ipotizzare anche un ampliamento dell’attuale struttura per renderla più accogliente per tutti i target di popolazione del quartiere che, per molteplici motivi, della biblioteca non sapevano cosa farsene. Per i proponenti, che nel frattempo hanno guardato alle esperienze italiane e straniere di piccole e grandi città, occorreva allargare la proposta di una nuova biblioteca ai frequentatori abituali, ai bibliotecari ed ai cittadini. Attraverso un questionario e molteplici interviste, si è arrivati a due semplici concetti: la biblioteca diffusa e la biblioteca sociale. Non più solo prestito di libri ma anche attività di vario tipo che, soprattutto nelle esperienze straniere, hanno fatto breccia da decenni: si sapeva, per esempio, che negli “Idea Stores” di Londra hanno anche istituito delle docce per gli homeless? Ora, senza arrivare a tanto, si è provato ad immaginare anche ad attività ludiche o sociali come la festa di un compleanno oppure una cena per degustare i prodotti del Parco Sud Milano. A questo punto, e siamo a gennaio 2014, occorreva allargare allo strato politico cittadino e di zona affinché potessero comprendere la portata del progetto. Quindi attraverso un’assemblea partecipata è stato presentato a Giuliano e Paolo, rispettivamente sindaco e responsabile dell’ufficio per la città di Milano, assieme a Filippo e Stefano, neo assessore alla cultura della città di Milano il primo, e neo incaricato al settore biblioteche il secondo, il manifesto “La biblioteca mette le ali”. 

Dato il via ufficiale all’iniziativa, ai tavoli si sono presentati Gianni e Mimmo per Dimensioni Diverse, Lorenzo e Riccardo (architetto noto a Milano) per il Consiglio di Zona 7, Antonio ed Andrea, rispettivamente Direttore e impiegato della biblioteca, per mettere a punto il progetto. Grazie ad un altro Fabio e Chiara, architetti volontari, a cui successivamente si sono aggiunti anche Silvana e Giuseppe, anche loro professionisti, si sono gettate le basi tecniche per la riorganizzazione degli spazi.

In altre occasioni si sono uniti al gruppo anche Anna, preziosa facilitatrice degli incontri dove ognuno indicava le proprie visioni, e Claudia e Davide di una cooperativa sociale che hanno vinto un bando di Fondazione Cariplo, “Storie in comune”, i quali hanno apportato un contributo determinante, collaborando con i bibliotecari.

Nel frattempo, Carmela, assessora ai lavori pubblici del comune di Milano ha stanziato (semplifichiamo)  500ml euro per il progetto di ampliamento della struttura dopo che l’amico Riccardo le ha raccontato del grande progetto per una biblioteca di periferia che si stava prospettando.

Successivamente, cogliendo l’occasione del primo bilancio partecipativo del 2015, proposto da Francesca, assessora al bilancio del comune di Milano, il gruppo ha accolto Emanuela, Ceo, Elena, Andrea, Serafina, Ambra, Gianni, Antonio, Bettina, Vanni, Vincenzo, Anna, Gaetano, Donato, Stefano, Maria Rosa. 

Attraverso una votazione on line, il progetto di edificazione della Piazza del Sapere e della costruzione di un prefabbricato è stato quindi accolto ed il Consiglio di Zona 7 ha votato all’unanimità la trasformazione del parcheggio limitrofo alla biblioteca in un luogo adatto ad ospitare questi due nuovi spazi pubblici.

Emanuela, addirittura, è stata prescelta per partecipare, con i tecnici del comune, ad una sessione straordinaria di due giorni per verificare la fattibilità del progetto.

Nel frattempo, in occasione delle celebrazioni del 50° dell’edificazione della Biblioteca si sono tenuti degli incontri attraverso tavoli partecipati, diremmo “affollati”, nei quali ognuno poteva esprimere la propria “visione” sulle funzioni della nuova biblioteca. Ricordare tutti i nomi ci risulta difficile ma citeremo, per il comune, Paola, consigliera e presidentessa della commissione Cultura, Alice, David, Diana, Giuseppe (nel frattempo assessore ai lavori pubblici) e gli amici Federico, Federica, Eustachio, Rosy, Nadia (le ultime due bibliotecarie), Loredana, Alessandro. Come non ricordare Giuseppe per il bel disegno dell’immagine della piazza del Sapere che il direttore della biblioteca ha incorniciato ed appeso nel suo studio e di Valentina che ha creato l’immagine che campeggia sulla copertina del pamphlet che è stato realizzato dal gruppo di lavoro e stampato dalla copisteria comunale.

Purtroppo, nel tempo, alcuni hanno cambiato quartiere e qualcuno ci ha lasciato per sempre senza vedere la nuova ala della biblioteca, dopo averla frequentata a partire dalla sua prima edificazione.

Per un certo periodo il progetto aveva rallentato il suo corso ma nel 2016, dopo l’elezione del sindaco Giuseppe, e la nomina di Mirko come delegato alle periferie, i rapporti tra i proponenti e l’amministrazione si sono riallacciati attraverso l’assessore alla Partecipazione Lorenzo. Quest’ultimo, ha impresso una forte accelerazione a tutto il progetto scaturito dal bilancio partecipativo di un anno prima impegnandosi a trovare i fondi necessari per portare a compimento anche la seconda parte del progetto i cui lavori hanno visto l’inizio a gennaio 2021 (5 anni dopo, sic!)

Ma veniamo ad oggi: il gruppo originario è ancora presente e vigile. Si sono aggiunti, sul finire del 2018 per la progettazione della rete di quartiere QuBi, Simone, Federico (consigliere di municipio 7, l’unico, ahinoi), Chiara, Chiara, Manù, Matteo, Rita, Thomas, Dolores.

Con questi ultimi si è progettato il crowdfunding BOB (Baggio Open Biblio) per raccogliere fondi per animare lo spazio antistante l’ingresso della biblioteca con iniziative rivolte all’aggregazione giovanile, in special modo i frequentanti dei centri diurni della cooperativa sociale Tuttinsieme e del CAG QR52.

Con il grande impegno di Lorenzo, assessore alla partecipazione del comune di Milano, si è dato vita al progetto di dipingere le cesate del cantiere per dare dimostrazione della vitalità dei soggetti che via via si sono affacciati a questo meraviglioso progetto partecipativo. E la cosa è diventata virale perché anche writers singoli, Max, Pietro, Wolsha, hanno deciso di mettere la propria arte al servizio del quartiere.

Per concludere: la bella storia del progetto della biblioteca di Baggio è diventata, in alcuni casi, oggetto di studio ancora prima di cominciare tanto che nel convegno della rivista “Animazione Sociale” si è parlato della nostra esperienza di quartiere e Stefano, il direttore del settore biblioteche del comune di Milano, in una visita ufficiale, ha citato la biblioteca di Baggio anche a Pechino!

Ci dispiace aver dimenticato qualcuno, però volevamo far sapere agli abitanti del quartiere che dietro ad un grande progetto che per qualcuno ha creato disagio (più di due anni di chiusura della biblioteca) c’è sempre un grande lavoro collettivo.

La redazione di Baggio Bene Comune

avatar Stefano Vigo 4 mesi fa
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