6 mesi fa
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Sulla via di Damasco: “Non ci saranno sufficienti prove scientifiche, ma vivere in un territorio come il nostro, in una bassa di pianura poco ventosa, dove ristagna l’inquinamento, e con tante industrie e tanti allevamenti intensivi, non aiuta il nostro sistema respiratorio", dice Sala, sindaco di Milano”.

Da una semplice dichiarazione si deduce una visione nuova verso chi da diverso tempo, cerca di dire che, a Milano, per combattere l’inquinamento, occorra essere più realistici e vocati a ridurre davvero il problema.

Le misure anti inquinamento dovrebbero passare almeno a un livello metropolitano. Dovrebbe occuparsene Città Metropolitana attraverso l’apertura di un tavolo tecnico territoriale, con le realtà agricole e industriali, ma soprattutto i comuni di fascia perimetrale a 360° che magari necessitano di strumenti tecnici e economici di livello superiore.

A Milano nessuno parla dell’agricoltura nonostante rappresenti una fetta essenziale del PIL. Peraltro Milano è in mezzo all’agricoltura, dunque negare l’argomento è quanto meno una visione bieca di un sistema ambientale che ha molte complessità e non per questo si deve agire quasi istericamente nell’urbe con conseguenze sui cittadini meno capaci di adattarsi alle scelte che piovono dall’alto. In quanto alle prove scientifiche, direi che anche rispetto all’inquinamento veicolare in città, ci siano molti punti interrogativi in termini scientifici anche perché non è semplice scinderne le cause.

Fino ad oggi e scelte sembrano essere una conseguenza di chi ascolta altri invece di restare con i piedi per terra e pensare ai propri cittadini, soprattutto a quelli più sfortunati un tempo definiti da urbanizzare (fuori dalla cerchia dei bastioni), e che forse ancora non lo sono.

Ci auguriamo che la svolta green del Sindaco inizi da un approccio meno olistico dell’argomento e soprattutto meno “centro urbano” a favore di un bene comune padano non nella declinazione leghista.

Gianluca Gennai

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