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11 mesi fa
Milano Certosa, 20157 Milano MI, Italia
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Uno dei problemi del quartiere Vecchia Musocco, sono le strade di connessione con il centro. Da anni il quartiere e tutta la zona Certosa da Stepheson a Vialba a Quarto Oggiaro, è, in pratica, isolato (vi si accede rapidamente solo dal ponte Palizzi tralasciando le altre opportunità).

Un tempo la via Varesina, era un’arteria strategica che collegava Milano da Corso Sempione con Varese e che oggi s'interrompe all'inizio di via Triboniano, per via della ferrovia. Oggi, per chi volesse ripercorrerla, partendo da Certosa, arriverebbe in P.za Firenze (escludendo i sensi unici che obbligano a delle deviazioni).

In effetti, l’asse Varesina-Mambretti, ci fa vedere una continuità interrotta, da ripristinare, anche per ridurre l’isolamento psicologico e culturale tra centro e periferia estrema.

Un’opera ingegneristica complessa e costosa (120 mt di galleria) ma realizzabile e che ha un precedente a Parma, dove è stata realizzata un’imponente riqualificazione di un quartiere degradato e isolato dal resto della città, alla quale ho partecipato.

Sono state realizzate 2 gallerie sotto la stazione Centrale (sulla quale transitano anche i Freccia Rossa), adatte al passaggio degli autobus, per connettere una zona degradata a ridosso della ferrovia, con il resto della città, restituendo la possibilità ai parmensi ivi residenti, di accedere rapidamente alle altre zone urbane.

Un progetto che avrebbe un grande impatto anche sociale d’integrazione della città con le sue periferie.

Resta la questione: certe spese sono possibili per opere infrastrutturali d’integrazione della periferia, o bisogna restare a livelli d’intervento limitati all'equazione costi/benefici?

Non trascurerei un enorme miglioramento della connessione con il centro a favore dei grandi alberghi di Stephenson, e in questo c'è anche un enorme prospettiva di crescita della zona.Gli strumenti ci sono, serve una volontà popolare dei residenti e politica a partire da un indispensabile interessamento del Municipio 8, iniziando a sondare se si possono attingere fondi dal Recovery plan, a partire almeno dal progetto di fattibilità.

Il tema del miglioramento dell'integrazione delle periferie con il centro, anche legata alla Milano in 15 minuti che guarda al 2050, rilancia certe visioni d'insieme per mantenere l'idea di città, e rilancia la costruzione di strade, non solo di metro e altre forme di trasporto pubblico che restano un pilastro dello sviluppo.

La città in 15 minuti, benchè utopistica ad oggi, certo migliorerebbe la vita dei cittadini con isole di quartiere efficenti dove tendere all'autonomia in relazione a servizi ed altro, ma occorre rispondente al concetto di urbe non disgregata, dunque maggiormente unita e questa zona ne ha davvero bisogno per non continuare ad alimentare l'idea di molti, di essere un non milanese, fino alla radicalizzazione del pensiero periferico che diventa rifiuto e chiusura. Questo è quello che temiamo di più, giacchè è inevitabile un cambiamento sociale ed etnico che non diminuirà e che deve essere assorbito dalla città e contrastato a una maggiore vicinanza anche fisica tre centro e periferia.

Gianluca Gennai

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