2 mesi fa
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NEMESI

Molte notti passano senza sogni, altre con. Chissà se il Sindaco Sala sogna. Certamente oggi non fa sognare molti milanesi, taluni insonni da qualche tempo.

L’altro giorno mi rallegravo dell’avvio del Dibattito Pubblico sullo Stadio, e quasi pensavo che qualcosa stesse cambiando, che forse si poteva pensare di avere una prospettiva diversa nelle questioni della città, poi il primo appuntamento mi ha fatto capire che c’è ancora molto da fare e Il debutto lascia intravedere il dominio delle Società conivolte, una gestione di parte e lo sbilanciamento in cui il Comune resta in sudditanza anche intellettuale. La differenza dei pesi specifici è eccessiva, l'inerzia è schicciante e non credo ci sia qualcuno in grado di ribaltarne gli esiti prevedibili.

L’altro giorno pensavo che tutto sommato a Milano si ragiona anche con forti divergenze e questo poteva tradursi in una possibilità di ripensare alle restrizioni antismog in città, guardando i milanesi che fanno fatica ad arrivare in fondo al mese e che rincorrono il tempo che non basta mai per gestire la Famiglia, i figli, gli impegni di lavoro. Quale velò? Quale altra macchina? Quale Move-in? Cosa potranno mai fare questi cittadini intrappolati tra una bolletta del gas e una della luce? C'è gente che non riesce ad avere il prorio CC in verde. Aggiungerei il disagio dei comuni di cintura, il dissenso dei sindaci su quest'apice di ostinazione green del tutto irrazionale che lascia solo intravedere quanta incapacità c'e' dal punto di vista dell'equilibrio.

L’altro giorno era un ALTRO giorno.

La realtà di oggi è che esiste una Milano che non riesce a respirare ma non per colpa dello smog o dell’aria stagnante della Valpadana, per ansia e non sarà meglio domani.

La realtà di oggi è che c’è un Sindaco che andrebbe mandato a casa, ma non lo facciamo e non lo abbiamo fatto perché siamo, chi più chi meno, portatori d’interesse personale, di convenienza sommessa ma presente, ma anche perché non c’era alternativa si dirà. Ma si può dire? O è la solita scusa per continuare a lamentarci, uno tra gli sport preferiti da molti. Molti di noi pensano al 2026, ma la partita la stiamo giocando ora, con una Città che sta subendo una seria regressione sul tema sicurezza dal centro alla periferia, ma anche la stabilità sociale, con una parte dei cittadini milanesi arroccati sui concetti gretini eletti a suffragio universale come necessari ma a quali costi per le varie povertà del mondo? Nel nostro piccolo ne siamo testimoni, esiste una classe sociale agiata o intellettualmente formata in certi ambienti, la quale non fa una minima azione per cercare di trovare un equilibrio tra l’utile e il necessario perché le necessità sono diverse. Questa parte della cittadinanza è sulla stessa linea d’onda di Beppe Sala, esso stesso rappresentante di un certo ambiente sociale, tuttavia non differente da altri sui predecessori in questo, la differenza sta nell’ambizione che; in alcuni casi, non guasta se questa trova un equilibrio con la moderazione, la morigeratezza, assenti nel personaggio, nell’uomo non so. Vive sugli allori di Expo, totalmente adombrati dal proseguo di quest’uomo politico che trasuda l’ambizione di plasmare questa Milano, forse convinto di fare bene, in buona fede, in scienza e coscienza, ma si può essere nel giusto anche come aguzzini dal proprio punto di vista. Una cosa la fa bene, l’ombra ai poteri forti della città, il velo su certe manovre al limite del profano, solo coincidenze epocali che offrono una possibilità all’ambizione e alle giuste tasche di chi investe e scommette su questa Milano del cemento ecosostenibile grazie ai rendiring, ai magheggi della dialettica, ai sistemi d’informazione drogati, ai mezzi di dissuasione collettiva gestiti da think-tank in cui gente preparatissima, mette a disposizione i propri saperi a chi ne richiede i servigi. La povera gente, il giargiana infondo vive di APP e surrogati di demenzialità oramai dilaganti e purtroppo molto amati. Si vive di spazzatura nella spazzatura.

La riflessione è che abbiamo quel che ci meritiamo come Comunità, e pur con amarezza e delusione, constato la condizione di sospensione e incapacità di reagire in cui ci troviamo, per la quale siamo totalmente responsabili anche per quello che ci aspetta negli anni a venire, per molti di noi i restanti. Potremmo dire di essere stati baciati dalla Dea Athena per diversi anni in cui tutto andava bene, dunque questo Sindaco è la nostra nemesi, dovremo farcene una ragione.

Gianluca Gennai

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cosi' e' e forse il Comune non serve piu' essendo poco rimasti di comune
avatar Luca Vinti 2 mesi fa
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Le difficoltà del quotidiano per la gran parte dei cittadini non benestanti (l'unica base solida che, guardacaso, appoggia questo "stile top class" nel governo del territorio metropolitano) inevitabilmente si...