Remigration: le paure di Sala
Monta la questione della manifestazione "remigration" promossa dall'ultranazionalista austriaco Martin Sellner, le cui posizioni estreme hanno comportato per lui il divieto di tenere conferenze in alcuni Paesi europei. In Germania il termine "remigrazione" viene abitualmente usato da Alternative fur Deutschland, partito di estrema destra in crescita nei consensi: alle elezioni federali del 2025 è diventato il secondo partito con oltre il 20% dei voti, vincendo in 42 collegi elettorali (quasi tutti nell'ex Germania Est).
Lasciando da parte la semantica forse urticante poiché richiama capitoli della storia poco edificanti per la razza umana, forse è il caso di fare uno sforzo sull'argomento, dato che il Sindaco sta cercando in tutti i modi d'impedirne l'organizzazione a Milano.
C'è un tema di fondo: la città è scivolata nell'insicurezza anche a seguito di una scelta decennale di accogliere chiunque e di ridurre le Forze dell'Ordine e ridurre la pressione del controllo del territorio da parte di Polizia e Carabinieri, certamente poco gradita dalla cultura dominante infastidita dalle divise militari, che in Città ha cercato prima di capire come gestire l'accoglienza e trarne benefici economici e politici e poi, resasi conto dell'ingestibilità del fenomeno sommato alle questioni delle seconde e terze generazioni nordafricane, ha piegato su un'ammissione seppur con distinguo del fenomeno, derubricandolo a: "percezione da gestire" e dunque ammettendone la criticità. Peccato che questa percezione si manifesti fisicamente sui cittadini sia di periferia che del centro città. Probabilmente la manifestazione andrebbe vietata se si ragiona in termini intellettuali, ma se invece si assume la ratio del momento storico della città, nessuno oggi si scandalizzerebbe di un simile movimento cha nasce da un problema creato da chi negli anni non ha saputo comprederne la portata sociale.
Dunque la mossa del Sindaco di cercare in tutti i modi di vietare la manifestazione in antitesi con la Democrazia più volte decantata in merito ad altre manifestazioni, probabilmente criticabile ma di grande attualità, sembra essere una manovra politica che lascia molto da pensare circa la stabilità del primo cittadino, arrivato al punto di limitare la voce del dissenso che fomenterebbe le ragioni dei tanti cittadini milanesi che oggi chiedono una città libera dalle aggressioni, libera dalle paure dei genitori che, quando hanno i figli in giro, vivono constantemente con la paura che succeda qualcosa. I dati % non ammettono correzioni ideologiche, le aggressioni ai danni di ragazzi e ragazze ma anche adulti, sono in aumento e sono ad opera di extracomunitari o seconde generazioni a prescindere dalle ragioni e da tutte le attenuanti sociali del caso.
Invece di vietare il dissenso, trovi le ragioni da dire ai cittadini sull'argomento, senza andare dal Prefetto per chiedere di non autorizzare quello che invece si autorizza a tutti, cioè di esprimere delle opinioni attraverso una manifestazione pubblica per quanto lontane dal pensiero critico e dalla intellighenzia milanese.
Ad oggi, sia che si faccia la manifestazione a favore del ripatrio degli extracomunitari o che non si faccia, è dominate il pensiero di dire basta perché siamo oramai esasperati sull'argomento. La maggior parte di noi vorremmo una città vivibile e sicura in cui camminare tranquilli o sedersi ad un bar senza dover tenere i propri oggetti ben stretti sulle gambe o in dosso per evitarne il furto con aggressione. Se siamo arrivati alle ronde, caro sindaco, la cosa è molto preoccupante. Ha ben altro a cui pensare invece di spendere il suo tempo a parlare con il Prefetto di una manifestazione o forse teme le ire dei movimenti che la sostengono?
Gianluca Gennai
Sala ancora contro remigration summit, ha detto al prefetto che non si deve fare
https://www.milanotoday.it/politica/sala-remigration-summit-raduno-estrema-destra.html
© MilanoToday


