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1 anno fa
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È di oggi la notizia di un potenziamento e adeguamento dei finanziamenti alle associazioni, organizzazioni o altro che si occupino di marginalità declinata prevalentemente agli immigrati minori (per lo più del terzo settore), ai nuclei familiari o monogenitoriali con minori in situazione di difficoltà o precarietà, con connotati e titoli prevalentemente di extracomunitari.

Quanto si legge, arriva ad un anno dalla chiusura di questa Giunta e dunque si presume sia una manovra politica della quale non dovrà rispondere, poiché eseguita da un assessore uscente. La cosa innesca una certa inquietudine che porta a pensare ad un forte legame ideologico oltre che politico, privo di senso critico e ragionevole utilizzo di soldi pubblici da parte dell’assessore Bertolé, in questa  apparente operazione virtuosa ma che lascia sul terreno, fino ad oggi, molte inefficienze e una valutazione severamente insufficiente che ha solo causato molta tensione sociale, pochissimi risultati là dove si siano realizzati punti di contatto ad alto impatto con un fenomeno severo come l’accoglienza di minori non accompagnati o processi d’integrazione di figure molto critiche con controlli molto limitati e parziali degli individui ospitati fino a non rispondere di presenze prive di documenti d’identità, tuttavia tutelati dal diritto internazionale che ne sancisce la legalità. Si dirà che siano figure che scappano da situazioni di precariato fino a rischio di vita.

In effetti, quanto sembra voglia essere un illuminato percorso di miglioramento dell’organizzazione di accoglienza e gestione, sarà frutto di uno studio di settore ad opera di una delle tante think tank al servizio dell’assessorato al welfare e di una effettiva volontà politica di andare verso un aumento dell’attenzione del fenomeno immigratorio che ha una serie di aspetti ancora molto preoccupanti, soprattutto se si pensa a un terzo settore; apparentemente organizzato tanto da guadagnarsi la fiducia dell’assessore Bertolé, che insiste sulle politiche integrative e dell’accoglienza tout court ad oggi fallaci e purtroppo fonte di disagio e tensioni sociali per molti cittadini.

L’aumento dei finanziamenti pro-capite a chi si occupi di aiutare le categorie attenzionate dall’assessorato, non garantiscono un miglioramento della gestione del fenomeno dei giovani immigrati che ad oggi rappresentano la maggiore preoccupazione per i cittadini milanesi, oltre a integrare fortemente la % di crimini alla persona, poiché protagonisti di aggressioni, scippi e in generale di episodi di intolleranza alle regole di convivenza e alle leggi della Repubblica Italiana.

Proprio ieri, presso la stazione dei Carabinieri di Musocco, mentre aspettavo il mio turno per un incontro, sono arrivate due coppie di persone adulte, una aggredita e derubata dell’orologio in zona Bonola, e l’altra derubata al Merlata Bloom della borsetta contenente il portafogli e altri oggetti personali, sempre da giovani descritti come nordafricani. In entrambi i casi i cittadini erano lì per sporgere denuncia come decine di altri casi, completamente ignorati dalla cronaca e dalla statistica, perché?

Alla luce di quanto sforzo stiano compiendo Polizia, Carabinieri e Polizia Urbana, seppur tangibilmente di segno positivo, persiste una situazione di grande disagio sociale, per il quale si può dire di essere ancora sotto scacco, incapaci di sistemare un fenomeno che non è cosi poco rilevante, o meglio, c’è una parte della città che ignora l’argomento anche grazie ad una tendenza a non divulgare i dati di denunce che persistono con frequenze molto alte (basti pensare ai cittadini sopra citati, che sono giunti in Caserma nel giro di 10 minuti. Si potrebbe anche fare cenno al tema della sicurezza, dopo una gestione in grigio scuro da parte del Sig. Granelli e che oggi è sotto il controllo diretto del primo cittadino, pare non proprio brillantemente (ad interim).

Va detto che questo fenomeno è molto più accentuato a nord di Milano, dove si concentrano le presenze sia di irregolari che di individui seguiti da organizzazioni del terzo settore, particolarmente in zona 8, dove sono raggruppate diverse zone e quartieri critici, molto carichi socialmente. In generale, si può dire che gli sforzi non sembra diano risultati e la % di figure border-line che trovano una via di uscita irregolare è molto alta, sintomo di maglie ancora troppo larghe sia a livello di leggi che di sistema di tutela e controllo del fenomeno e di controllo del territorio comunale da parte delle Forze dell’Ordine. Credo valga dire che questa scelta annunciata nottetempo dallo stesso assessore, con grande probabilità non darà luogo a un significativo miglioramento e anzi, aumenteranno progetti di sostegno e luoghi di accoglienza che avranno come effetto il carico del disagio sociale dei cittadini che, malgrado loro, si troveranno a contatto con queste ipotesi di gestione anche dei finanziamenti da parte dell’assessorato al welfare mai cosi fallimentare e lontano dal sentore dei milanesi che, tuttavia, con le loro tasse, si trovano ad essere finanziatori del loro stesso disagio.  

Sarei per dire che sarebbe meglio prima organizzare bene un limitato progetto di integrazione e recupero, andando a verificare seriamente e con severità, il livello organizzativo e qualitativo dell’organizzazione proponente, poi finanziare qualcosa. Questi aumenti notevoli di finanziamento pro-capite daranno luogo a probabili progetti anche dell’ultimo minuto, giusto per vincere un bando e andare a rifocillare quel settore di appartenenza che evidentemente campa su questo (quei pochi) e dove quei molti sono volontari che intendono dare una mano magari credendoci seppur inadeguati. Quello che mi auguro e che i municipi abbiano la capacità e la lungimiranza nel limitare la mano comunale in questi progetti buoni solo per alzare la tensione sociale e titolare l’assessore ora di qui e domani di là, giusto per aumentarne il peso politico e i crediti al proprio alter-ego in attesa di uno scranno adeguato all’ambizione.

Certo, si dirà che tutto questo sia un parlare da fascista, da razzista di destra, così come si dirà che non c’è un’ambizione personale da parte dell’assessore rispetto a lasciare il segno con un proprio progetto, con un riconoscimento da buon gestore del servizio pubblico prima della scadenza elettorale. Domani e dopo, sui marciapiedi della città, in periferia,  saranno i miei piedi ad arrovellarsi e non la cravatta di funzionari di partito di una sinistra spaesata e alla ricerca di sé stessa e oggi arroccata su argomenti specifici. Facesse una cosa di sinistra, si occupasse maggiormente delle politiche di integrazione dei cittadini che oggi non riescono a vivere a Milano e che lo facesse finanziando e incentivando un percorso di sostegno ai disagi dei milanesi. C’è bisogno di convertire i centri di accoglienza in studentati e accoglienza di famiglie in difficoltà salariale non in grado di pagare un affitto pur lavorando e rimboccandosi le maniche ogni giorno, dunque gente normalissima che paga le tasse in busta paga. I centri del comune dovrebbero essere convertiti in punti di sostegno sanitario ai caregiver in modo che aumentino in modo significativo gli ospedali di comunità e di prossimità già pensati nel piano ad oggi rallentato su questo.

Egregio Assessore, si faccia promotore di veri percorsi educativi che vadano a fortificare le seconde generazioni visto il fallimento integrativo a causa di una mancanza familiare che non ha saputo educare la prole e che non è stata correttamente sostenuta da chi doveva farlo, causando rancori e ripiegamento culturale fino all’odio e la voglia di riscatto nei confronti di Milano. Le comparsate e questa sua politica ostentata del buon custode del diritto di cittadinanza e della tutela dei diritti universali e sacri dell’individuo, non servono a nulla se poi tutto questo non è all’interno di un progetto integrato e più ampio di rigenerazione sociale dei quartieri degradati e spesso convogliatori di presenze problematiche. Mi lasci dire che la sua visione parziale e stagnante, se pure rappresentata in forma pacata e accattivante tipica di chi poi non dovrà rispondere di nulla, è integrata in chi non dovrà rendicontare a nessuno o meglio, nessuno potrà provarne il fallimento e attribuirle una responsabilità personale e questo testimonia; ancor più perché di sx, una sua inadeguatezza, se ne faccia una ragione egregio Assessore Bertolé.  

Sono 15 anni che tutte le periferie soffrono scelte come le sue assessore, da quando si disse che Milano avrebbe saputo fare la propria parte. Quella Milano non esiste più. 

https://www.milanotoday.it/politica/aumento-rette-comunita-accoglienza.html

 

avatar Giulio Beltrami 1 anno fa
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" C’è bisogno di convertire i centri di accoglienza in studentati e accoglienza di famiglie in difficoltà salariale non in grado di pagare un affitto pur lavorando e rimboccandosi le maniche ogni giorno, dunque...
avatar Oliverio Gentile 1 anno fa
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Caro Giulio, "non credo che l'Assessore, che spero risponda (ha da lustri un suo account su partecipaMi), abbia bisogno di "difensori". "Oliverio
avatar Lamberto Bertolé 1 anno fa
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Gentile Gianluca Gennai, non è affatto come dice lei. Innanzitutto l'adeguamento delle rette riguarda servizi per minori soli italiani e stranieri. Serve a garantire qualità dei percorsi di accoglienza e...
avatar Gianluca Gennai 1 anno fa
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Il terzo settore dovrebbe dare prova di avere la capacità e le competenze a partire dalla gestione della formazione scolastica oltre alla classica mediazione culturale (già questo è un limite enorme poiché...