7 mesi fa
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Stefano Boeri si lamenta. Dice di essere un semplice architetto e null’altro, sottolineando l’aggettivo: semplice.

Si capisce la necessità di scaricare un accumulo di tossine derivanti dalle diverse situazioni che lo citano come attore principale o tra gli attori principali, è difficile pensare che possa definirsi semplice architetto dandosi così un ulteriore connotato di distinguo in un contesto sociale che invece lo celebra come un archistar. A parte questa deriva falsamente umile che invece dà forza a un immagine di personaggio ambiguo, si nota un atteggiamento di stizza tipico di chi pensa di dover essere considerato a un livello superiore rispetto a tutti gli altri cittadini milanesi. Dopo giorni di elevazione al livello di: quello non sono io, con l’arrivo delle citazioni da indagato, alla fine cede ed esonda fino a rendersi ridicolo e infantile. Il Sig. Stefano Boeri non è solo un architetto che progetta, è un personaggio politico ben inserito nel gota meneghino grazie anche all’appartenenza a una Famiglia molto quotata, è un importante docente universitario che regge una sezione della Facoltà di architettura del Poli, è un membro di diversi direttivi di organizzazioni e Istituzioni molto importanti, ottimamente posizionato nei gruppi che compongono lo status quo del Real Estate, ex assessore, ex di tutto di più oltre ad essere un esponente di grande peso nel PD milanese e godere di una fama mondiale, per me immeritata ma tuttavia reale e consolidata con il Bosco Verticale, una vera magia in grado di suggestionare la maggior parte delle persone, grazie a una narrazione che si avvale di ipotesi appoggiate sul credo green, messo in piedi a livello globale dalle lobby del settore, in grado di polarizzare a livello mondiale, le scelte dei governi fino a piegare la scienza all’orientamento dato da una suggestione planetaria: l’inquinamento della terra che tende all’irreversibile e così, si possono fare tutte le scelte possibili con la benedizione dell’opinione pubblica fino a dire che quella è una possibile soluzione alla mancanza del verde in città. Io credo che il Sig. Stefano Boeri, farebbe meglio a tacere, a rendersi disponibile ai PM per chiarire la sua posizione nei vari scenari in cui è coinvolto, oltre ad uscire dalla retorica dell’accoglienza che evidentemente è un mantra della sinistra e che non si può mettere in discussione, dunque dire onestamente cosa pensi uno come lui appartenete ai gruppo dei benestanti, dell’immigrazione e dei tanti senza tetto che, agli occhi della borghesia fagocitante il politcally correct, fanno di Milano una bidonville a parte quei clochard benvoluti del centro, accolti come cani da guardia in alcuni androni dei palazzi “bene” del centro. Tutti coloro che come lei Sig, Stefano Boeri, sono agiati, hanno questo pensiero indicibile, come il tema della sicurezza, sostenendo semmai, la teoria che sia il prezzo da pagare per la crescita economica e che semmai, serva pensare a dove imbucarli con progetti di grande respiro che diano l’idea di grandezza del pensiero umano e sociale confacente alla figura del sinistro ideale.

Caro architetto, al posto suo mi cospargerei la testa di cenere, facendo un mea culpa, chiedendo scusa per una debolezza che le confesso, mi pare possa esserle ridotta a un’umana ambizione per un personaggio del suo livello. In questo noi periferici siamo tolleranti sapendo che i mali di Milano sono ben altri e che Lei, come tanti, è en passant.

Gianluca Gennai


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