Voci sinistre
Sembra che il sindaco abbia trovato una fervida difesa in Giunta che lo sostiene a spada tratta, rilanciando le iniziative urbanistiche e quella civiche dell’uomo d’avance, rivendicando la pro-attività e l’azione contro un'idea di staticità e mancanza di contro-proposte concrete. Tanto è che chiunque si smarchi dalla logica di convergenze di maggioranza, viene attaccato verbalmente in consiglio Comunale della Dott.ssa Uguccioni, membro autorevole della Direzione PD milanese, con mandato di spada d’ancella in Giunta a difendere il vessillo ancora valido dello stimato sindaco, anche per via del sunto dal salotto privato in cui il primo cittadino ha ricevuto l’assoluzione dalla segretaria Schlein.
Così il PD si schiera dalla parte del Sindaco che da mesi si è smarcato dal Partito, in parte per disaccordo in merito alle sue posizioni cementificatorie abbastanza criticate da quel PD ancora bilanciato, in parte per aderire all’interno di gruppi europei evergreen, fino a posizionarsi al fianco della sindaca parigina Anné Idalgo musa ispiratrice socialista (socialismo alla francese poco traducibile per la politica italica) fino ad entrare nel gruppone delle teste più gretine con correnti green critiche e talebane filo europee.
Così il PD milanese, scevro di motti popolari, si riconosce più nell’Avvocata Ada Lucia De Cesaris indagata sulle questioni dell’Urbanistica, nella Dott.ssa Uguccioni ancella del sindaco, nell’evergreen Dott.ssa Anna Scavuzzo, coinvolta nella controversa storia sarda di Punta Giglio (vedi vicenda: https://www.affaritaliani.it/milano/sardegna-albergo-in-un-parco-naturale-anche-scavuzzo-nella-cooperativa-753786.html), insomma una sinistra che non sembra si riconosca molto nella questione morale berlingueriana o che voglia odorare di proletariato, di quel sudaticcio tipico di chi viene dal sindacato di Mimi Metallurgico dell’acciaieria ben lontana dalle case di porpora rossa dei diversi indagati tutti progressisti cattolici, e con molte imbarazzanti posizioni che fanno della roccaforte milanese, più un postribolo di furbetti in camicia rossa e acqua santa, che un illuminato circolo d’intellettuali progressisti. Certo il braccio del sindaco è un braccio d’azione, del fare, dell’andare avanti, del "Ghe pensi mi". Un braccio che piace e che agisce quando c’è da agire come si addice a un pretoriano fedele e integerrimo nel proteggere gli interessi dell’Impero.
Tutti riflessivi e cauti gli alleati di Giunta e di comodo che pensano a come sarebbe la loro vita se si ritrovassero a casa a seguito delle dimissioni di Sala sempre pronte per rischierare le truppe alla bisogna o sedare le voci garibaldine assai moleste. Quel vuoto istituzionale che fa paura, che inquieta tutta la maggioranza che oggi si sente a un passo dal divano di casa e dalle forzate serie TV che certo riempiono le giornate dei mandati ai domiciliari dai PM milanesi.
Quanto sono lontani i toni di uomini delle Istituzioni che indossavano la giacca e la cravatta anche sotto l’ombrellone per pudicizia e decoro di sé e rispetto per gli italiani. Quegli uomini delle Istituzioni non esistono più, ci toccano questi votati da chi scelse il male minore sbagliando alla grande.


