1 mese fa
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Possibile che in una città come Milano, fatta di innovazione, cultura, talenti internazionali e fermento creativo, il massimo che la politica riesce a produrre siano nomi già consumati, simboli di una continuità mascherata da cambiamento?
 
Non è solo questione di persone, ma di prospettiva: serve un salto di qualità, non un giro di poltrone. Milano ha bisogno di visione, coraggio, discontinuità vera — non dell’ennesimo capitolo di un libro già scritto (e già criticato) e che per l'attuale vicesindaca vuol anche dire i fallimenti di San Siro, dei concerti e della totale incapacità di ascolto di comitati e cittadini.

 
 

In una città come Milano, che corre veloce tra innovazione, cultura e internazionalizzazione, la sensazione è che la politica stia invece andando a passo lento — anzi, in cerchio.
 
I cittadini milanesi si aspettano dal futuro sindaco molto più di una continuità travestita da novità (e il superamento della finta discontinuità di chi minaccia ma sta ancora seduto...).
 
Chiedono visione, coraggio amministrativo, capacità di affrontare con serietà temi chiave come casa, ambiente, mobilità, inclusione sociale e vivibilità dei quartieri e chiedono ASCOLTO e DIALOGO (totalmente assente nella Giunta Sala-Scavuzzo).
 
Milano ha bisogno di una guida che non gestisca solo l’esistente, ma che sappia immaginare il domani. Che metta al centro le persone e non solo i rendimenti, che apra al merito e non alle logiche di partito.
 
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