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A Milano si discute troppo di nomi e troppo poco di visione. Prima ancora dei candidati, serve capire che tipo di città vogliono costruire. Mobilità, casa, periferie, ambiente: è sui contenuti che si gioca la credibilità di chi ambisce a governare.

 

Si parla solo di nomi, iniziano a circolare anche profili civici, forse perchè si capisce che alcuni politici che hanno governato in questi anni non sarebbero proprio dei vincenti?! 
Eppure, nessuno che entri nel merito di che visione di città voglia proporre la sua squadra di governo. Nessuno che ci dica, ad esempio, come intende affrontare il caos mobilità dopo anni di promesse disattese, come pensa di conciliare sviluppo urbano con la qualità della vita dei quartieri, o che tipo di risposta dare alla crisi abitativa che colpisce giovani, famiglie e studenti.

Mentre si discute, inutilmente sui nomi, nessuno ci parla di come affrontare la gestione dei grandi eventi che paralizzano interi quartieri (vedi concerti all’Ippodromo o i disagi in zona La Maura), o come si intenda valorizzare le periferie senza lasciarle ostaggio dell’abbandono o della retorica elettorale come negli ultimi trascorsi.

E la transizione ambientale? È ancora solo una voce nei comunicati o c'è un piano vero, strutturato, con scadenze, fondi e responsabilità chiare?

Insomma, non serve il candidato “simpatia” o “volto noto”: servono contenuti, idee solide, scelte coraggiose. Perché a governare non è un volto, è una visione. E se questa manca, qualunque nome diventa solo un involucro vuoto.

 

 

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