Lampugnano: il silenzio colpevole delle istituzioni al degrado sotto gli occhi di tutti

Riprendo questo post facebook di un cittadino che giustamente lamenta una situazione di degrado sui cui da anni nessuno interviene pur avendone parlato in diversi incontri istituzionali.
Lampugnano, la stazione dimenticata: degrado cronico, paura quotidiana e silenzio istituzionale
La Stazione di Lampugnano – nodo strategico per metro, autobus extraurbani e collegamenti notturni – è da anni sinonimo di abbandono. Non è una percezione, ma una realtà denunciata più volte dai cittadini e messa nero su bianco in documenti ufficiali e segnalazioni formali.
L’area che comprende la stazione MM, il terminal bus e le zone limitrofe è descritta dagli abitanti come critica sul fronte sicurezza, degrado e sporcizia, con una presenza costante di bivacchi, situazioni di marginalità non governata e un senso diffuso di insicurezza, soprattutto nelle ore serali e notturne.
Non si parla di episodi isolati, ma di una condizione strutturale:
- spazi sporchi e trascurati,
- aree abbandonate e senza presidio,
- assenza di manutenzione e cura urbana,
- percezione di rischio tale che alcuni passeggeri notturni, per paura, arrivano a rifugiarsi nelle scale dei condomini vicini, come riportato anche dalla stampa locale e richiamato nelle segnalazioni dei residenti.
Questo degrado non nasce oggi. È il risultato di anni di immobilismo, durante i quali l’area è rimasta sospesa tra progetti annunciati e mai tradotti in interventi concreti. I cittadini lo dicono chiaramente: non basta discutere di singoli interventi edilizi o di un progetto alla volta. Senza una visione complessiva che includa la stazione, il terminal bus, la viabilità e i servizi, Lampugnano continuerà a essere un vuoto urbano, terreno fertile per degrado e insicurezza.
Anche nei percorsi partecipativi legati al futuro del PalaSharp emerge con forza lo stesso messaggio: qualsiasi trasformazione ha senso solo se accompagna una riqualificazione reale dell’area della stazione, oggi percepita come insicura e abbandonata.
Eppure, nonostante le denunce, i documenti, le richieste formali e il disagio quotidiano di chi vive e attraversa Lampugnano, tutto tace.
Il degrado resta.
La paura resta.
L’immobilismo pure.
L’unica cosa che non si vede è una presa di responsabilità chiara.
Alcune estratti dai quotidiani che largamente si sono occupati del caso.
Un altro quotidiano descrive così la zona MM/Bus Lampugnano:
"Ratti, senza tetto, sterpaglia, sporcizia, sbandati, prostitute e una insopportabile puzza di urina. Benvenuti a Lampugnano, principale terminal dei pullman di Milano. Questo lo squallido scenario che si presenta ai viaggiato. Invece che una stazione europea sembra un angolo degradato di Calcutta, o di Chisinau. Eppure da qui partono e arrivano autobus da tutta Italia e dall’Europa. Trascorrere anche solo pochi minuti a Lampugnano è una esperienza angosciante. Il presunto terminal che sarebbe più corretto definire immondezzaio, oltre ad essere privo di ogni elementare servizio è anche scarsamente illuminato. Le poche panchine sono sporche e scomode e, soprattutto nelle ore notturne è decisamente poco raccomandabile utilizzarle vista la sporcizia dilagante in ogni angolo. In compenso improvvisate bancarelle probabilmente abusive vendono prodotti di vario genere proprio come in una baraccopoli del terzo mondo."

