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Si è svolto domenica 19 aprile 2025 nell’esclusivo spazio di Casa Petrarca di Linterno, dimora milanese del sommo Poeta, un evento di particolare interesse storico/culturale, promosso e organizzato dalla nostra Associazione. 

Il convegno viene presentato da Massimo de Rigo, Presidente di CSA Petrarca ETS, che introduce l’intervento del relatore Prof. Franco Sanna, esperto petrarchista, già docente tra l’altro di studi letterari presso l’Università degli Studi di Milano, nonché collaboratore dell’Archivio di Stato di Milano.

Di Francesco Petrarca si sa praticamente tutto, di questa gigantesca figura di grande letterato, considerato il fondatore dell’Umanesimo. Poco si conosce invece della sua famiglia, che pure ebbe un ruolo importante nella sua vita. Ma noi qui ci soffermeremo sul forte legame che lo unì al fratello minore Gherardo, di tre anni più giovane (1307).

Quando il padre, Ser Petracco, si trasferisce dalla Toscana ad Avignone, la Provenza diviene per i due fratelli la nuova patria. Frequentano gli studi tra Montpellier e Carpentras; successivamente rientrano in Italia, a Bologna, sede della più antica Università del mondo. Alla morte del padre tornano entrambi ad Avignone, dove Francesco incontra Laura, che diverrà la sua musa ispiratrice.

La grande intesa che lega i due fratelli li porterà ad affrontare nel 1336 l’ascesa del Mont Ventoux, episodio che racchiude un forte significato allegorico: salire alla vetta significa elevarsi al cielo. Ma mentre Gherardo riesce a raggiungere facilmente la vetta, Francesco è costretto a fermarsi più volte per la fatica. Le emozioni suscitate in lui da questo avvenimento lo porteranno a scrivere una lettera, indirizzata all’amico Dionigi da Borgo di San Sepolcro, frate agostiniano che aveva fatto dono a Francesco di una copia delle Confessioni di S.Agostino, libro che il poeta porterà sempre con sé.

Nel 1339 una crisi spirituale sfocerà in esiti diversi nella vita dei due fratelli. Gherardo diviene monaco certosino, nella Certosa di Montrieux, ove Francesco si recherà a fargli visita due volte. In queste occasioni si ispira per il trattato “De Otio religioso” – argomento esposto da Massimo de Rigo durante la sua presentazione – opera nella quale vi è l’esaltazione della vita monastica: la solitudine dei certosini viene definita “come la migliore condizione di vita possibile. Il silenzio, incorniciato dall’angelico canto dei monaci, rapisce l’anima, al punto di farle dimenticare il tempo. Essi si elevano fino alla soglia dell’eternità”.

Gherardo, che durante un’epidemia di peste aveva salvato le sorti del monastero in cui perirono priore e confratelli, morirà nel 1386.

E l’incantevole atmosfera che tanto aveva colpito Francesco durante le sue visite a Gherardo, è stata riprodotta mirabilmente in questo evento dal Prof. Sanna: alle sue emozionanti narrazioni, il pubblico ha riservato a più riprese un lunghissimo applauso.

Dumitrita Moraru ha dato il proprio contributo artistico con letture recitate, tratte da alcuni passaggi dell’intervento del relatore.

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CSA Petrarca

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