1 mese fa
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Lo show è stato un successo, l’impianto era pieno, ma fuori la situazione di parcheggi e collegamenti è ancora precaria e disordinata come durante le Olimpiadi.


Se agli Ippodromi abbiamo già assistito a concerti con decine di migliaia di persone lasciate nel caos più totale – trasporti saltati, quartieri paralizzati, residenti ostaggi e istituzioni balbettanti – oggi ci stupiamo davvero che all’Arena Santa Giulia / Unipol Dome le cose vadano allo stesso modo?

Con una differenza non banale: qui parliamo di un’area che dovrebbe reggere flussi ben superiori, ma con accessi, viabilità e collegamenti che sembrano progettati per una sagra di paese.

I Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 qualcosa avevano già insegnato sull’accessibilità di Santa Giulia. Poco, ma abbastanza per capire che così non funziona. E invece no: le lezioni sono state rapidamente archiviate, mentre il Dome – piazzato nel nulla di un quartiere “bellissimo” solo sulle brochure – viene programmato come se la città intorno fosse pronta. Non lo è. Non lo sarà, se nessuno mette mano alla viabilità prima, non dopo l’ennesimo disastro annunciato.

E il paradosso finale è sempre lo stesso: terra di nessuno tra via Mecenate e viale Ungheria. Controllo forse, organizzazione da nessuna parte.
Forse sarebbe il caso che qualcuno, oltre a fischiare e transennare, fosse almeno messo in condizione di dare indicazioni sensate su parcheggi, accessi e deflussi.

Perché il problema non sono i concerti.

Il problema è continuare a far finta che Milano regga tutto, anche quando i fatti – Ippodromi prima, Santa Giulia ora – dimostrano esattamente il contrario.

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