Questo sito utilizza cookie anche di terze parti. Per avere maggiori informazioni e per negare il tuo consenso all’utilizzo dei cookie clicca qui. Se prosegui la navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie.OK
Ricevo dal Municipio 1:
" La Takahashia japonica, da qualche anno è presente sul territorio lombardo.
Si tratta di un piccolo insetto parassita, di origine orientale, che si attacca ai rami degli alberi,...
Ricevo dal Municipio 1:
"La Takahashia japonica, da qualche anno è presente sul territorio lombardo.
Si tratta di un piccolo insetto parassita, di origine orientale, che si attacca ai rami degli alberi, si nutre della loro linfa e produce caratteristici filamenti bianchi.
Nel suo areale di origine (Asia), questa presenza endemica è ben bilanciata essendo contenuta dall'esistenza di predatori naturali consolidati, cosa che sul nostro territorio non è ancora "strutturata" e l’insetto è attualmente solo di interesse di predatori occasionali, non sufficienti quindi a contenerne - per ora - l'espansione.
Ciò premesso, segnaliamo che le Politiche Agricole sono prerogative Statali (Ministero dell'Agricoltura) e delegate alle Regioni. Pertanto, la competenza in materia di monitoraggio delle infestazioni parassitarie e la valutazione di opportunità riguardo eventuali campagne di “lotta obbligata” sono a cura di Regione Lombardia: il Comune di Milano, agisce in ottemperanza alle Ordinanze Regionali di volta in volta emesse.
Allo stato attuale la Takahasha j. non viene individuata nella black list da Regione Lombardia che non ha quindi ancora prodotto Decreti di lotta obbligata. Per tale motivo, è lasciato l’adempimento ad attuare procedure per la mitigazione degli insetti alle singole amministrazioni locali.
Ad ogni modo, specifichiamo che l’insetto non rappresenta un pericolo per la salute dell’uomo o degli animali e che non porta, altresì, alla morte degli alberi se non come concausa (secondaria) in condizioni di comorbilità e/o compresenza nei casi di processi degenerativi irreversibili. Gli alberi più giovani sono più esposti a rischio di deperimento.
La Takahashia J. non è un organismo da quarantena e non è quindi soggetta alla lotta obbligatoria. Va contrastato in fase giovanile, quando risulta ancora vulnerabile. Ad oggi non esistono ancora principi attivi o prodotti specifici testati ufficialmente, così come non è ancora stato individuato l’insetto antagonista: su questo è comunque in corso la ricerca dei fitobiologi, che stanno avviando alcune sperimentazioni.
Inoltre, va tenuto presente che gli ovisacchi della cocciniglia restano visibili sulla pianta anche dopo la morte dell'insetto.
Il Comune di Milano, attraverso i propri tecnici e MM S.p.A., è attivo sia nel monitoraggio sia nel contrasto al parassita, adottando un metodo “integrato” che combina interventi chimici e biologici, oltre alla sperimentazione di tecniche di controllo biologico tramite antagonisti.
Il monitoraggio, il controllo e le azioni di contenimento — valutando al contempo ulteriori opzioni di intervento — dovranno essere eseguiti in modo continuativo per alcuni anni, affinché si ottenga un risultato efficace.
Abbiamo in ogni caso programmato (ed è già in corso) una serie di interventi endoterapici su un migliaio di alberi individuati negli ambiti più colpiti.
Per quanto riguarda le future messe a dimora di nuovi alberi ci orientiamo su specie che ad oggi si sono dimostrate refrattarie all’aggressione dell’insetto."